Boy Stories è il progetto del fotografo svedese con base a Stoccolma Johan Willner, che attraverso le sue immagini ci mostra i ricordi d’infanzia. Viene spontaneo chiedersi se queste scene siano il frutto di una ricostruzione fedele della memoria dell’artista o siano semplicemente il risultato dell’immaginazione. Il punto focale della sua ricerca è uno dei temi cardine che da sempre si discute in fotografia: ciò che viene fotografato è reale?
Come ogni progetto che si rispetti Boy Stories è stato pensato nei minimi dettagli, dato che ogni ricordo è rappresentato con set fotografici ben studiati, ma ciò non depotenzia il suo racconto, che si colloca perfettamente a metà tra tra la realtà e la finzione, generando il dubbio. Questa ambiguità rende il linguaggio fotografico uno dei più affascinanti, perchè si può scegliere in quale modo reinterpretare la realtà. I soggetti protagonisti sono parenti e familiari, spesso catturati in momenti difficili delle loro vite, come quello che ci mostra il padre dell’artista, ricoverato in un reparto psichiatrico.
L’intero progetto è caratterizzato da un velo di malinconia e solitudine tipicamente scandinava, dai toni freddi e un po’ drammatici, mentre la composizione delle scene sembra rimandare lontanamente all’estetica di Kubrick.





