Style Brad Pitt: una style icon in perenne cambiamento
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Brad Pitt: una style icon in perenne cambiamento

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Giulia Guido

Quando parliamo di style icon pensiamo spesso a quelle persone che sono state sempre molto fedeli a uno stile, che hanno sposato un’estetica e, apportando solo qualche accorgimento legato al cambiare dei tempi, l’hanno fatta diventare un trend da seguire.
Ma sappiamo bene che c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, e questa eccezione si chiama Brad Pitt. 

Faccia da bravo ragazzo, occhi azzurri e capelli biondo cenere. Il ragazzino che giocava a torso nudo col fon in Thelma & Louise ora ha 61 anni e non perde mai l’occasione di stupirci con look eleganti, audaci, contemporanei, casual, ricercati, facendo del cambiamento il suo accessorio preferito. 

Thelma & Louise

Sex symbol fin dall’inizio

Dopo i primi anni fatti di parti secondarie e piccole apparizioni, la svolta per Mr. Pitt avviene nel 1993, quando il pubblico si innamora della storia di due migliori amiche: Thelma Yvonne Dickinson e Louise Elizabeth Sawyer, ma non solo. A Pitt bastano 7 minuti sul grande schermo – nella parte del rapinatore J.D. – per venire consacrato dalla stampa mondiale come sex symbol. L’immagine di lui sul letto di una camera di un motel americano, torso nudo e cappello da cowboy, è rimasta impressa nell’immaginario di migliaia di persone tanto quanto quella finale con la Ford Thunderbird azzurra che prende il volo. 

Percorrere la strada del sex symbol, puntando tutto sulla combo occhi azzurri e capelli biondi sarebbe stato troppo facile, o forse troppo noioso.
Così, forse per togliersi di dosso quella patina, vediamo i suoi capelli cominciare ad allungarsi, le camicie diventare oversize. Il look cambia, ma il fascino rimane. 

Tra film e realtà: vestire più personalità

Nella lunga carriera dell’attore e produttore ci sono stati sicuramente dei film che hanno plasmato il suo stile anche fuori dal grande schermo. In un periodo in cui i personal stylist erano ancora figure da scoprire, nel processo che ha portato il ragazzino con la t-shirt bianca e i jeans a sporcarsi e diventare un bad boy è stata fondamentale la collaborazione con lo stesso custom designer su tre set differenti in soli 10 anni. 
Michael Kaplan è il nome di colui che ha vestito Brad Pitt in Seven, Fight Club e Mr. & Mrs. Smith. 

Così, mentre il detective David Mills è sulle tracce del pazzo John Doe (Kevin Spacey), Brad Pitt adotta il taglio di capelli del suo personaggio e lo scompiglia un po’, non abbandona neanche baffi e pizzetto e la camicia bianca abbinata a giacche casual diventa una divisa anche sui red carpet. 

Un paio di anni dopo, verso il 1999, Brad Pitt – perfettamente in linea con il personaggio di Tyler Durden, l’arter ego di Edward Norton in Fight Club – sembra avere più personalità e si diverte a vestirle tutte. 

Sulle pagine di W Magazine sembra non avere ancora abbandonato l’estetica del suo personaggio tanto da indossare anche la stessa maglietta con le motociclette che vediamo nel film. Tornano anche camicie stampate e l’immancabile pelliccia. 

Fight Club

Uno stile fatto di colpi di scena

Completamente diversi i look mostrati in quegli anni sul red carpet: linee sobrie, colori neutri, colletti ampi e giacche dritte. A completare tutte le sue apparizioni pubbliche in quel periodo ci pensa Jennifer Aniston, con il suo taglio di capelli copiato da tutte le ragazze d’America. I due insieme sono il simbolo di una moda casual e rilassata, con volumi sobri e mai esagerati, che diventa presto un riferimento per lo stile anni ’90 e inizi 2000.
Ricordiamo tutti gli outfit neri sfoggiati sul red carpet della premiere di Fight Club del 1999, ma anche degli Oscar del 2000. 

Questa semplicità la ritroviamo anche lontano dai riflettori. Nelle tante fotografie rubate dai paparazzi, la coppia Pitt-Aniston sfoggia sempre capi basic come pantaloni cargo, t-shirt monocolore. Gli unici guizzi creativi li troviamo negli accessori come gli occhiali da sole o nei cappellini, dai classici con visiera ai beanie, fino ai boonie hat. 

Ma Mr. Pitt è sempre pronto con il prossimo colpo di scena, che nel 1999 viene pubblicato sulle pagine di Rolling Stone.
Per allontanarsi da tutto ciò che abbiamo precedentemente citato, l’attore propone al fotografo Mark Seliger un’idea un po’ strana: realizzare un servizio fotografico in cui lui avrebbe indossato vestiti e accessori da donna. Oggi non ci scomponiamo più di tanto, ma nel 1999 vedere un uomo in abiti femminili non era sicuramente all’ordine del giorno. Il risultato? Uno degli editoriali meglio riusciti della storia e se quel servizio venisse ripubblicato oggi sicuramente riattaccheremmo nella nostra camera la foto di Pitt con il mini-dress di paillettes rosa. 

Un altro cambio di rotta: Brangelina 

Nel 2005 arriva un altro colpo di scena: la separazione da Jennifer Aniston e – a inizio 2006 – l’annuncio della gravidanza di Angelina Jolie.
Il suo stile casual, ma anche sbarazzino con cui aveva abituato il pubblico fino a non molto prima, come possiamo ricordare guardando il servizio uscito sul Vanity Fair di giugno 2004 scattato da Nick Knight, cambia rotta e la nuova immagine di Pitt si lega a un immaginario più “pulito” e d elegante.

Completi e smoking, con tanto di papillon, diventano un must have sui red carpet dove a spiccare è quasi sempre Angelina. Ma anche nella vita di tutti i giorni, i look sembrano più curati e le camicie non mancano mai. In questo periodo anche i capelli si riallungano, ma al contrario del decennio precedente, lo vediamo sempre molto curato e mai lasciato al caso, tanto da essere scelto come testimonial da Chanel per lo Chanel N°5. È come se i suoi look volessero dire ufficialmente che il sex symbol ha lasciato il posto a un papà impegnato lavorativamente e socialmente. 

Ancora una volta il confine tra i suoi ruoli e la realtà sembra sempre molto sottile e l’estetica che vediamo in film come Mr. & Mrs. Smith, la trilogia Ocean’s, Il curioso caso di Benjamin Button, The Tree of Life, lo ritroviamo anche lontano dalle scene. 

I ritrovati anni ‘90

Se si dice che alla fine di una relazione le donne si concedono un nuovo taglio di capelli, possiamo benissimo affermare che Pitt si concede un totale cambio look. Esce nel maggio del 2017 (poco meno di un anno dopo la separazione da Angelina) un editoriale su GQ dal titolo “Brad Pitt Talks Divorce, Quitting Drinking, and Becoming a Better Man” in cui gli scatti di Ryan McGinley non possono non riportarci alla mente il Brad di quasi vent’anni prima.
Tornano le camicie con stampe, vestibilità over e capi più casual come maglioni e canottiere. 

Nuovo decennio, nuovo look 

La parola d’ordine degli ultimi anni è: colore. 

Come il giallo del completo giacca-pantalone firmato Umit Benan B+ con cui appare nel 2002 sulle pagine di GQ. Come il verde del completo in lino – abbinato a delle Gazzelle della collezione adidas x Gucci – sfoggiato durante la premiere di Bullet Train nel 2022. Come il lilla scelto qualche settimana fa per la prima messicana di F1 (film in uscita il prossimo 25 giugno). O ancora, come il blu della giacca in velluto blu firmata Willy Chavarria indossata mentre usciva da un albergo di New York pochi giorni fa. 

Brad Pitt

Ovviamente tutti si stanno chiedendo se, come negli anni ’90, dietro a questo nuovo cambio look ci siano le mani di un costume designer o un collega. Beh, come il suo stile anche le abitudini sono cambiate e molti degli outfit degli ultimi anni sono messi a punto dalla stylist Taylor McNeill, che tra gli altri lavora anche con Kendrick Lamar e Timothée Chalamet.

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Una style icon in perenne cambiamento

È impossibile scegliere una versione preferita: da classico ed elegante a sbarazzino e sovversivo, dalla “modalità papà” a sex symbol degli anni ’90, ma sicuramente ogni volta che lo vediamo vorremmo avere almeno uno dei capi che indossa e scoprire che effetto fa su di noi una tuta tie dye e multicolor. 

Se c’è una cosa a cui Brad Pitt ci ha abituato è che non dobbiamo abituarci ai suoi look, possiamo solo apprezzarne la bellezza e l’originalità, aspettando si scoprire quale sarà la prossima sorpresa che uscirà dal suo armadio. 

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Scritto da Giulia Guido

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