Siamo andati a Mira, a pochi chilometri da Venezia, per scoprire Ca’ Riviera: il nuovo spazio culturale indipendente fondato da Leonardo Tiezzi e Riccardo Corò che ha aperto i battenti lo scorso 9 maggio, in concomitanza con la 61ª Biennale di Venezia.

Due ville storiche del Cinquecento affacciate sulla Riviera del Brenta fanno da cornice a un progetto che vuole andare oltre il calendario veneziano, posizionandosi come destinazione culturale permanente capace di mettere in dialogo arte, design e linguaggi estetici contemporanei.

La mostra inaugurale, realizzata in collaborazione con Cassina Projects, si intitola The Shape of the Self / La forma del Sé e riunisce cinque artiste con pratiche molto diverse tra loro: Leonor Fini, Cecilia Granara, Yves Scherer, Chiara Capellini e Sedef Gali. Il filo conduttore è l’identità — come si costruisce, si trasforma, si mette in scena — attraverso un percorso che attraversa il Surrealismo del Novecento fino alle tensioni più contemporanee legate alla spettacolarizzazione del sé.

Quello che colpisce entrando nello spazio è la coesistenza tra la matericità delle ville e la leggerezza di alcune opere, come i dipinti su organza di Sedef Gali, quasi sospesi nell’aria, o le installazioni site-specific di Chiara Capellini, che abitano gli ambienti come presenze latenti più che come oggetti. Entrambe le artiste saranno in mostra in modo permanente, diventando parte integrante dell’identità del luogo.

Ca’ Riviera non si esaurisce con questa prima mostra: in estate è previsto il lancio di un programma di residenze artistiche, con l’ambizione di diventare un hub internazionale radicato nel territorio veneto ma aperto al mondo.

