Da ieri, 5 giugno, la Rotonda della Bourse de Commerce a Parigi si trasforma in uno spazio liquido e contemplativo grazie a clinamen, l’installazione immersiva dell’artista e musicista francese Céleste Boursier-Mougenot. A cura di Emma Lavigne, direttrice della Pinault Collection, il progetto abbraccia l’estate parigina con un’inedita sinfonia visiva e sonora che sfida le convenzioni dell’arte e della musica.

In clinamen, il suono nasce dal caso: su una vasca di 18 metri di diametro, colma d’acqua e riflettente il cielo parigino, galleggiano ciotole di ceramica bianca. Sospinte da una corrente quasi impercettibile, le ciotole urtano tra loro generando suoni delicati, armonie effimere che sembrano emergere da un ordine nascosto. Nessun performer, nessuna partitura: solo materia, spazio e vibrazione.
Il titolo dell’opera riprende un concetto proveniente dall’epicureismo, quello del “clinamen”, la deviazione casuale degli atomi che rende possibile l’incontro e quindi la realtà. Allo stesso modo, l’installazione è un sistema vivo, mutevole, che si rigenera costantemente a ogni interazione invisibile. Ogni visita è un’esperienza unica, ogni istante è irripetibile.
Le atmosfere di Céleste Boursier-Mougenot
Boursier-Mougenot ha fatto della trasformazione sonora degli oggetti un linguaggio. Ex compositore per il teatro, negli anni ha saputo portare la musica fuori dalla scena e dentro lo spazio espositivo, costruendo ambienti sensoriali dove lo spettatore è al tempo stesso ascoltatore e parte dell’opera. Le sue ciotole, liberate dalla funzione originaria, diventano strumenti autonomi, che suonano senza essere suonati.
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L’atmosfera che si respira nella Rotonda è ipnotica, tra vibrazioni concentriche e silenzi che evocano Miró, Rothko, Monet. Eppure, come sottolinea Emma Lavigne, non c’è intenzione pittorica o narrativa: l’estetica nasce dal processo, e la forma è solo la conseguenza di una dinamica più profonda tra materia, architettura e presenza umana.
Insomma, clinamen è più di un’installazione: è un invito a rallentare, a immergersi nell’ascolto e a ritrovare, nel caso, una forma di armonia.


