A Londra, Channel 4 ha trasformato per tre giorni l’Observation Point di South Bank in una fontana che sbatte in faccia alla capitale inglese la verità sullo scandalo delle acque reflue in Inghilterra. E lo ha fatto con The Fountain of Filth, un’installazione brutale ideata dall’agenzia interna 4Creative di Channel 4 insieme a Glue Society e Biscuit Filmworks per lanciare una nuova serie, Dirty Business.


Dieci metri di diametro, bronzo che sembrano uscite da una piazza barocca, ma con un dettaglio che spezza ogni retorica: uomini, donne e bambini non celebrano nulla, vomitano acqua marrone e torbida. Un gesto forte che richiama le esperienze di chi sostiene di essersi ammalato dopo il contatto con fiumi e mari contaminati da scarichi fognari non trattati.

Al vertice, un uomo in giacca e cravatta. Le tasche gonfie di banconote, la valigetta che trabocca di denaro. Una sintesi visiva delle responsabilità e delle falle sistemiche che la serie porta alla luce. Le statue non sono allegorie generiche. I volti sono stati modellati attraverso scansioni 3D di persone reali, tra cui l’ex campionessa nazionale di surf Sophie Hellyer e la giornalista e guida di nuoto outdoor Ella Foote. Non comparse, ma veri e propri testimoni.
Sulla targa, un QR code invita ad ascoltare The Sick Truth Behind Britain’s Sewage Scandal: interviste che danno voce a chi denuncia un costo umano troppo spesso ignorato. L’installazione diventa così un punto di accesso a storie che difficilmente trovano spazio nei media.

La serie, interpretata da David Thewlis, Jason Watkins, Asim Chaudhry, Tom McKay e da Posy Sterling, nasce da un’indagine decennale sulle compagnie idriche inglesi. Prodotta da Halcyon’s Heart, intreccia le storie di whistleblower e cittadini che raccontano vite compromesse dall’esposizione ad acque inquinate.

L’operazione si estende oltre la scultura: furgoni pubblicitari raggiungono le sedi delle compagnie idriche invitandole a prepararsi al loro “close up”, mentre sulle spiagge già colpite dagli scarichi compare una domanda secca: “Would You Swim Here?”. La strategia media è firmata OMD UK.
The Fountain of Filth trasforma così un oggetto familiare come la fontana in un atto d’accusa. Un progetto che fa discutere perché quando lo scandalo è sotto gli occhi di tutti, forse serve una fontana che costringa davvero a guardare ciò che succede anche lontano dal nostro quotidiano.
