Dal 4 novembre, i muri di Roma, Napoli, Genova, Livorno e Bologna si sono riempiti di manifesti contro la guerra. È l’intervento di arte pubblica che nasce dall’incontro tra CHEAP ed EMERGENCY, un gesto collettivo che trasforma lo spazio urbano in un luogo di dissenso e cura condivisa. L’occasione è la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ma il messaggio va nella direzione opposta: rifiutare ogni retorica bellica e difendere l’Articolo 11 della Costituzione, quello che ripudia la guerra.

L’affissione fa parte della campagna R1PUD1A, nata per rivendicare la pace come pratica concreta, quotidiana. CHEAP, da sempre attivo nel trasformare i muri delle città in pagine aperte di riflessione politica, torna con il suo linguaggio diretto: poster, carta, colla, messaggi che parlano a chi attraversa la città. “La guerra è la più diffusa forma di terrorismo”, “Nelle guerre moderne, 9 vittime su 10 sono civili”: sono alcune delle frasi che compaiono tra i manifesti, insieme alle opere di artiste e artisti internazionali come Camila Rosa, DeeMo, Luchadora, Jacopo Camagni, Coco Riot, Rita Petruccioli, Joanna Gniady, Infinite, Tomo77 e moltə altrə.

Le immagini arrivano da geografie lontane ma unite da un pensiero comune: nessuna guerra è inevitabile. A Bologna, l’intervento si arricchisce anche con una selezione di fotografie dall’archivio storico di EMERGENCY, firmate da Francesco Cocco, Paula Bronstein, Giles Duley, Teba Sadiq e Mattia Velati. Scatti che riportano la guerra alla sua realtà fisica: corpi feriti, città distrutte, diritti cancellati.


CHEAP ed EMERGENCY scelgono di prendere parola proprio nel giorno che celebra una vittoria militare. Lo fanno ribaltando il significato di quella ricorrenza e restituendola alla collettività, trasformandola in un atto di disarmo simbolico. «Abbiamo aperto una riflessione sugli immaginari da costruire – dichiarano – per sabotare la retorica bellica e riprenderci lo spazio pubblico, dando voce a chi ripudia la guerra in tutte le sue forme».


Nel suo primo anno di attività, R1PUD1A ha raccolto l’adesione di oltre 600 Comuni, 1000 scuole e 300 spazi e festival culturali. Una rete ampia, che dimostra come la pace non sia un concetto astratto, ma una scelta politica e collettiva. In un momento in cui la guerra invade il linguaggio, le immagini e persino l’immaginario, l’intervento di CHEAP × EMERGENCY ricorda che un altro modo di stare al mondo è possibile: basta continuare a scriverlo sui muri.

