Azione di disturbo o di danneggiamento intesa a ostacolare il normale svolgimento di un lavoro produttivo, il regolare funzionamento dei servizi bellici del nemico – in senso militare -, l’efficienza e la sicurezza dei servizi e dei trasporti pubblici – per motivi politici.
È la definizione che il vocabolario attribuisce alla parola “Sabotaggio”. Solitamente quando pensiamo al sabotaggio ci viene in mente uno scenario apocalittico di guerra dove bisogna boicottare il piano nemico, le armi, i carri armanti, tutto. In realtà il termine può essere esteso a diverse situazioni come le rivoluzioni, la lotta di classe, il sistema informatico ecc. Insomma, si può fare ostruzionismo su qualsiasi cosa si voglia.
Ogni anno dal 2013 a Bologna si svolge un festival internazionale chiamato CHEAP che è un progetto indipendente promosso da sei ragazze che vogliono promuovere la street art come strumento di rigenerazione urbana e indagine del territorio. Il festival ogni anno tratta una tematica diversa e invita i partecipanti a produrre nuovi segni, creando nuove grafiche e delimitando nuovi percorsi narrativi nello spazio di un poster.
Quest’anno hanno partecipato più di 500 artisti con più di 1000 lavori e il tema è appunto il Sabotage o Sabotaggio. L’argomento viene rappresentato su dei manifesti che vengono posizionati in giro per la città, come se fossero dei cartelloni pubblicitari ma che hanno la particolarità – e anche l’obiettivo – di essere scomodi, ironici, femministi, un po’ ambientalisti e che trattano tematiche ad oggi molto vive e forse un po’ pericolose come la politica. Insomma, c’è di tutto, un hamburger di contenuti mixato a un eccezionale lavoro di grafica. Il risultato è una manifestazione innovativa, una rivalsa, un nuovo modo di farsi sentire tramite l’uso dell’ironia, dell’intelligenza. Un modo non convenzionale e creativo di veicolare i messaggi.





