Citicape House, l’edificio avvolto da 400.000 piante

Citicape House, l’edificio avvolto da 400.000 piante

Anna Cardaci · 2 mesi fa · Design

Lo studio di architettura e interior design Sheppard Robson, ha ufficializzato il progetto Citicape House, un edificio che verrà costruito nel cuore di Londra e che mira a contribuire al miglioramento dell’aria della città. In questo periodo il tema dell’ambientalismo è molto vivo, ed è questo il motivo per cui la capitale inglese vuole mostrarsi avanguardista con un progetto totalmente eco-friendly.

L’edificio verrà completato nel 2024 e creerà un’aggiunta architettonica distintiva al quartiere finanziario della City of London. Ciò che contraddistinguerà la struttura rispetto a quelle già esistenti nella zona saranno le facciate completamente avvolte da circa 400.000 piante. Quest’ultime hanno l’obiettivo di catturare ogni anno oltre otto tonnellate di carbonio, producendone sei di ossigeno e abbassare la temperatura locale da tre a cinque gradi Celsius entro pochi anni. 

La parete contribuirà dunque in modo significativo al miglioramento della qualità dell’aria locale e all’inverdimento della zona così da dimostrare che le strutture, se progettate in questo modo, possono essere in grado di apportare miglioramenti e trovare una soluzione per il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico.

Una volta completata, la Citicape House si svilupperà su 11 piani e ospiterà il 328-key, un hotel a cinque stelle dotato di spazi di lavoro, aree di co-working, uno sky-bar al decimo piano, spazi per riunioni ed eventi, una spa e un ristorante al piano terra. 

Le piante che avvolgono l’edificio si estendono fino al tetto dove vi sono degli spazi progettati per la fioritura di specie di piante autoctone. Qui sarà presente un secondo ristorante ristorante che offrirà una vista panoramica sulla Cattedrale di St. Paul, sul Santo Sepolcro e su tutto lo skyline della città.

Citicape House, l’edificio avvolto da 400.000 piante
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Stilt Studios, le case-palafitta di Alexis Dornier

Stilt Studios, le case-palafitta di Alexis Dornier

Giulia Guido · 2 mesi fa · Design

Chi non ha mai sognato di vivere in una casa immersa tra gli alberi, senza pareti e senza vicini? Alexis Dornier, con il suo ultimo progetto Stilt Studios, sembra dare forma a tutti nostri sogni. 

Alexis è nato in Germania dove ha intrapreso gli studi di architettura alla Berlin University of the Arts. Successivamente si è trasferito a New York, finché nel 2013 ha deciso di trasferirsi a Ubud Bali, scelta che ha cambiato radicalmente la sua carriera. È proprio qui, infatti, che inizia a lavorare come consulente di progetti architettonici progettati e realizzati localmente, passando poi col tempo a lavorare in autonomia.

L’ultimo progetto che lo vede coinvolto si chiama – come anticipato – Stilt Studios e unisce la sempre più recente tendenza alla progettazione di case prefabbricate e la tradizione architettonica di Bali. 

stilt studios alexis dornier | Collater.al

Le Stilt Studios sono piccole case costruite su palafitte che possono essere trasportate e spostate da un posto all’altro con facilità. L’idea è venuta ad Alexis Dornier mentre cercava di trovare una soluzione all’attuale situazione presente a Bali, dove molti terreni sono in affitto ma solo per un numero limitato di anni. 

Le case quindi possono essere posizionate nel mezzo di interminabili pianure, sulla cima di colline, nascosta nella foresta o, addirittura, nel cortile di casa e usata come studio personale. Oltre a essere rialzate rispetto al terreno, le Stilt Studios presentano ampi portici, un sistema di raccolta dell’acqua piovana e pannelli solari, rendendo la casa quasi totalmente ecosostenibile. 

Stilt Studios, le case-palafitta di Alexis Dornier
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Stilt Studios, le case-palafitta di Alexis Dornier
Stilt Studios, le case-palafitta di Alexis Dornier
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House in the Landscape, la casa futurista a Mosca

House in the Landscape, la casa futurista a Mosca

Anna Cardaci · 1 mese fa · Design

Lo studio russo Niko Architect ha progettato nella capitale la House in the Landscape, una casa futuristica costruita in un paesaggio parzialmente artificiale. La struttura si sviluppa su due piani e ha delle forme armoniche tendenzialmente tondeggianti che si integrano perfettamente con l’ambiente esterno divenendone parte.

Il progetto prevede infatti una grande interconnessione con lo spazio fuori e forma una sorta di continuità e armonia. L’edificio sembra essere costruito dentro a una collinetta e per questo motivo, parte del tetto è formato dal prato verde arricchito da piante. Nella realizzazione della casa prevale il concept di “adattamento armonico” tra design, architettura e natura. Come in un organismo vivente, ogni elemento del progetto è ben equilibrato e collegato all’insieme, come lo spazio esterno che si intreccia con il soggiorno, la camera da letto e le altre stanze della casa.

Un’ulteriore connessione è data da tutti i lucernari circolari presenti che rendono possibile un’illuminazione naturale in tutta la casa. Questi sono stati pensati per portare aria e luce naturale in abbondanza.
All’esterno di House in the Landscape è posta una terrazza che è affiancata da una piscina mentre, all’interno, la casa è divisa in più zone che comprendono una cucina, una sala da pranzo, zona aperta con camino e un angolo caffè, le camere da letto e i bagni. La cucina è visivamente separata dalla zona giorno principale da una parete divisoria con un foro circolare, che, secondo gli architetti, rende possibile un continuo dialogo tra le zone e fa riferimento al “simbolismo classico della cultura giapponese”. La casa è arredata con uno stile minimale e il mobilio viene interpretato come un’opera d’arte che arricchisce ancor di più l’edificio e si adatta perfettamente al contesto.

House in the Landscape | Collater.al 1
House in the Landscape | Collater.al 1
House in the Landscape, la casa futurista a Mosca
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House in the Landscape, la casa futurista a Mosca
House in the Landscape, la casa futurista a Mosca
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Beijing 2022, il primo Museo Olimpico Invernale al mondo

Beijing 2022, il primo Museo Olimpico Invernale al mondo

Anna Cardaci · 1 mese fa · Design

Le prossime Olimpiadi Invernali si terranno nel 2022 in Cina a Beijing. Per questo motivo lo stato cinese si sta preparando al meglio per poter accogliere i migliori atleti provenienti da tutto il mondo facendo costruire il primo Museo Olimpico Invernale al mondo.

Il lavoro è stato commissionato allo studio di architetti Maison H ha presentato il progetto di un museo che amplierà l’eredità delle Olimpiadi di Pechino tenutesi nel 2008 e favorirà lo sviluppo sociale ed economico sostenibile riconvertendo gli edifici già esistenti. 

Il museo sarà realizzato nella regione cinese del Chongli e ospiterà tutti gli eventi sul ghiaccio, tra cui curling, hockey e pattinaggio, snowboarding e sci. Costruito alle pendici della montagna, il progetto si serve delle risorse naturali e offrirà opportunità a lungo termine per tutta la regione rurale. Il museo comprende un’accademia olimpica dedicata con biblioteche e strutture di ricerca incentrate sulle Olimpiadi invernali. Inoltre offre un centro di formazione olimpica giovanile, uno di esperienze VR, un centro di sport (di montagna) e una stazione funicolare per sollevare ulteriormente l’economia della regione in modo sostenibile.

Museo Olimpico Invernale | Collater.al 1

Il team di progettazione ha sviluppato il concept del Museo Olimpico Invernale tenendo pienamente conto del ruolo centrale del sito urbano e naturale, nonché della natura simbolica dell’eredità olimpica dell’edificio.

Quest’ultimo verrà costruito rispettando l’ambiente circostante e il terreno dove si svilupperà che, essendo in pendenza, permetterà l’entrata diretta in tutti i piani. Verrà inoltre costruita una pista da sci che passerà sotto l’autostrada esistente e che terminerà nel cuore del nuovo edificio.

I visitatori delle Olimpiadi di Beijing 2022 potranno raggiungere la cima della pista da sci e la Hall of Fame adiacente attraverso un collegamento diretto con la funivia dal punto centrale dell’edificio. 

Museo Olimpico Invernale | Collater.al 1
Beijing 2022, il primo Museo Olimpico Invernale al mondo
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Beijing 2022, il primo Museo Olimpico Invernale al mondo
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La Maison Louis Vuitton di Seoul progettata da Frank Gehry

La Maison Louis Vuitton di Seoul progettata da Frank Gehry

Giulia Guido · 1 mese fa · Design

Poco meno di un mese fa il celebre architetto canadese Frank Gehry ha completato il progetto della nuova Maison Louis Vuitton a Seoul. L’edificio, che sorge nel rione di Cheongdam-dong, nel distretto di Gangnam, uno dei più ricchi della città, è la perfetta unione di oriente e occidente. Infatti, da fuori lo store ricorda la Maison Louis Vuitton di Parigi realizzata dallo stesso Gehry nel 2014, mentre il tetto è una palese rivisitazione dei tradizionali tetti coreani. 

La copertura che sovrasta i 5 piani del palazzo è costruita completamente in pannelli di vetro che, attraverso una forma a zigzag, creano una serie di terrazze private. Inoltre, quando di notte sono illuminate, danno ai passanti la sensazione che sulle loro teste ci sia una nuvola evanescente.  Sebbene la facciata sia la prima cosa che salta all’occhio, gli interni, curati da Peter Marino non passano inosservati. 

I cinque livelli sono stati pensati singolarmente, anche se si possono trovare elementi comuni, come l’utilizzo di colori e legno chiari per gli spazi comuni e rivestimenti in pietra per le sale private, in modo tale da creare un clima più intimo. Ogni singolo piano, infine, è collegato da un’enorme scala fluttuante. 

All’interno della Maison Louis Vuitton di Seoul si possono trovare sia capi d’abbigliamento e accessori del brand francese, sia oggetti d’arte e d’archivio, ma anche un piccolo spazio dedicato a esposizioni temporanee. 

Louis Vuitton Maison Seoul | Collater.al
Louis Vuitton Maison Seoul | Collater.al
La Maison Louis Vuitton di Seoul progettata da Frank Gehry
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La Maison Louis Vuitton di Seoul progettata da Frank Gehry
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