Cheyne Gallard, tra supereroi e drag queen

Cheyne Gallard, tra supereroi e drag queen

Emanuele D'Angelo · 2 anni fa · Art

Cheyne Gallard è un celebre illustratore nato nella splendida Honolulu. Come quasi ogni collega, sin dalla tenera età amava disegnare e scarabocchiare qualsiasi foglio avesse davanti.
Da bambino il sabato si divertiva a guardare i cartoni e disegnarli su carta. Possiamo senza dubbio dire che il suo stile è chiaro fin dal principio, non hai mai ricercato ispirazioni da altre correnti, poiché da sempre si è dedicato ai fumetti.

Da autodidatta, la sua vita è cambiata dopo aver preso in mano una copia di “How to Draw the Marvel Way” di Stan Lee. Ancora oggi, la sua principale fonte di ispirazione continua ad essere il re dei fumetti Jack Kirby e alcuni moderni illustratori come Dave Gibbons e Joe Quinones

Le opere di Cheyne sono assolutamente un proseguo della pop art, in cui unisce il suo amore per le donne feroci e i fumetti dell’età dell’oro. Sgargianti, pieni di colori e dettagli, i suoi lavori sono molto simili ai fumetti dei più noti supereroi Marvel.

Gli ultimi lavori in ordine di tempo che ha realizzato sono dedicati ad una delle sue serie preferite, America’s Next Drag Queen. È un reality show statunitense che si basa su una competizione tra drag Queen. Il presentatore ed ideatore dello show è RuPaul, il quale è anche giudice e mentore. I concorrenti devono mostrare le loro doti di intrattenitori e di stile sfidandosi in varie gare.
Dalla sesta stagione Cheyne Gallard ha iniziato a dedicare fumetti alle concorrenti più forti.
Ha deciso di unire il suo amore per le drag Queen con il look vintage e retro dei fumetti e così è nato il mio unico mix unico.

Cheyne Gallard, tra supereroi e drag queen
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I mobili di Tom Sachs in mostra per la prima volta in 20 anni

I mobili di Tom Sachs in mostra per la prima volta in 20 anni

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Design

Tom Sachs è tra gli artisti più apprezzati in quel panorama di menti creative che riescono ad influenzare contemporaneamente più discipline, mettendole in contatto continuo tra loro. Tra le opere dell’artista newyorkese c’è un’ampia produzione di mobili d’arredo, realizzati seguendo quel suo stile fintamente rudimentale, che sembra assemblare elementi di uso comune in modo spartano, come farebbe un bambino intento a sognare grandi progetti nella sua cameretta.
È nota la passione di Sachs per tutto ciò che riguarda lo spazio, per la prima volta in 20 anni però, l’artista ha esposto la sua serie di mobili per la casa, tutti numerati a mano e parte di una collezione inedita.

 

 
 
 
 
 
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“Tom Sachs: Furniture”  è ospitata alla Stony Islands Arts Bank di Chicago e rimarrà visitabile fino al 4 settembre 2022. 
Tutti i mobili rispecchiano l’idea di Tom Sachs che anche gli oggetti quotidiani abbiano un valore artistico e sono proprio i gesti che compiamo nel contesto domestico che elevano il significato artistico di sedie, poltrone, luci o casse per la musica. È la musica che suona dall’impianto rosa marchiato Miu Miu a rendere arte la cassa. 
Non potevano mancare per l’appunto riferimenti alla cultura pop, inseriti dall’artista quasi casualmente all’interno delle proprie opere a tecnica mista. I materiali spaziano dal legno massello al compensato, dall’alluminio fino alla resina, diversificando i tagli, da quelli più irregolari ad altri che recuperano il minimalismo e le linee pulite e squadrate. 
Scopri i modelli Love Seat, Crate Chair o la lampada ConEd sul sito ufficiale dell’artista.

Tom Sachs | Collater.al
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I mobili di Tom Sachs in mostra per la prima volta in 20 anni
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I mobili di Tom Sachs in mostra per la prima volta in 20 anni
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I colori della Silicon Valley nel nuovo progetto di Olafur Eliasson

I colori della Silicon Valley nel nuovo progetto di Olafur Eliasson

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Design

È nella città di Sonoma, in California, che l’artista danese Olafur Eliasson ha presentato la sua ultima opera: un padiglione conico composto da 832 pannelli che riflette un kaleidoscopio di colori sul terreno della Valley.
Il Vertical Panorama Pavillon è stato realizzato insieme a Sebastian Behmann, con il quale ha fondato nel 2014 Studio Other Space. La combinazione di 24 colori che compongono il baldacchino formano una struttura che si alza sopra le coltivazioni di uva di quella zona, interrompendosi solo con il grande oculo rivolto verso Nord.
Secondo il progetto di Olafur Eliasson l’esperienza è prima di tutto mentale e successivamente fisica. Gli ospiti che si apprestano a degustare i vini della zona infatti possono in principio sentire lo scricchiolio del terreno della zona, poi le fragranze della vegetazione e infine i riflessi di colore che coprono ogni cosa.

Olafur Eliasson | Collater.al
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I colori della Silicon Valley nel nuovo progetto di Olafur Eliasson
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A Milano è in arrivo il bioufficio più grande d’Italia

A Milano è in arrivo il bioufficio più grande d’Italia

Tommaso Berra · 7 giorni fa · Design

A Nord-Est di Milano, a Crescenzago, sorge la sede della storica casa editrice Rizzoli, un edificio pronto a cambiare volto grazie al nuovo progetto sostenibile di Kengo Kuma Associates.
Lo studio fondato dall’archistar giapponese è pronto a regalare a Milano uno spazio verde che ospiterà uffici, coworking, un supermercato e un centro medico, in un’area nella quale è prevista la costruzione di oltre 350 appartamenti venduti a prezzi contenuti.
L’area avrà una piazza come fulcro e luogo di ritrovo, circondata da piante che saranno il frutto della collaborazione con il rinomato botanico italiano Stefano Mancuso.

Il progetto è stato chiamato “Welcome, feeling at work” e sarà realizzato in legno, un materiale che caratterizza da sempre il lavoro di Kengo Kuma. La sede Rizzoli rimodernata andrà a formare il più grande bioufficio d’Italia, in un progetto che conserverà come memoria alcuni elementi dello storico edificio come la scala realizzata da Piero Portaluppi, che manterrà il proprio posto all’interno dell’edificio.

Milano | Collater.al
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A Milano è in arrivo il bioufficio più grande d’Italia
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Memphis Milano Galleria cuore del design sperimentale

Memphis Milano Galleria cuore del design sperimentale

Tommaso Berra · 4 settimane fa · Design

Da qualche settimana ha inaugurato a Milano una nuova galleria in Largo Treves, nel cuore di Brera. Si tratta della nuova Memphis Milano Galleria, in cui sono esposti alcuni dei più importanti lavori ideati dai designer che hanno fatto parte di Memphis, il collettivo che ha aiutato a definire il design italiano a partire dagli anni ’80.
L’11 dicembre 1980 nella casa di Ettore Sottsass viene fondato il gruppo, con l’obiettivo di provare a riscrivere i codici del design, rompendo schemi di progettazione e ripensando alla cultura del prodotto. In questi anni le opere sono state presentate all’interno di mostre in tutto il mondo, con riedizioni di alcuni dei prodotti più significativi dello studio e dal fascino senza tempo, come nel caso delle librerie Carlton e Casablanca di Ettore Sottsass.

Memphis ha rinnovato la sua sede espositiva regalando a Milano un appartamento in cui palette e pattern definiscono un ambiente creativo e carico di concetti artistici. Memphis Milano Galleria è un luogo simbolo del design italiano e nuovo polo per gli appassionati di storia del design industriale e di un nuovo approccio alla progettazione nato in una stagione di grande ripensamento concettuale.
Da qualche mese lo storico gruppo è stato acquistato da Italian Radical Design, già proprietario da dieci anni di Gufram. L’acquisizione di Memphis Milano rientra nel progetto di preservare i marchi del design italiano, un’operazione di restauro del patrimonio italiano che ha un suo compimento anche in questa nuova galleria.
Visita il sito del brand per ripercorrerne la storia e i suoi protagonisti, e per avere informazioni sugli orari di apertura della galleria.

Memphis Milano Galleria cuore del design sperimentale
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