Il restauro minimal della chiesa di St. Moritz in Germania

Il restauro minimal della chiesa di St. Moritz in Germania

Collater.al Contributors · 6 mesi fa · Design

Durante la seconda guerra mondiale i monumenti e gli edifici in Germania, che hanno subito le conseguenze dei bombardamenti sono stati molteplici, tra questi c’era anche la chiesa di St.Moritz che è stata distrutta quasi completamente. In pratica sono rimaste soltanto le pareti esterne che hanno subito un restauro, subito dopo la guerra.

La chiesa di St. Moritz ha subito molti cambiamenti dalla sua fondazione quasi mille anni fa. Incendi devastanti, cambiamenti nella pratica liturgica, evoluzione estetica e bombardamenti bellici hanno lasciato il segno sulla struttura dell’edificio” ha dichiarato lo studio di John Pawson.

I lavori dell’architetto sono conosciuti per il suo stile minimal e pulito, che in questo caso ha rielaborato l’architettura esistente “da un punto di vista estetico, funzionale e liturgico,” per mantenere l’atmosfera sacra parte fondamentale del progetto.

Il reastauro ha comportato la rimozione di gran parte delle opere e dei manufatti presistenti per sgomberare il campo visivo del visitatore e per mantenere il core del progetto. I pavimenti sono rifiniti in pietra calcarea portoghese, mentre il legno del banco dell’organo è colorato e decorato e crea un bel contrasto con l’interno bianco minimal.

Le navate laterali sono costituite da molteplici archi nel muro che fanno da “espositori” alle statue sacre, l’acqua santiera fa capolino da uno di questi ed è costituita da un cilindro in marmo. La chiesa è caratterizzata da lembi di calcare che si appoggiano alle finestre, diffondendo una luce dura e offuscata per rendere l’ambiente più sobrio.

Testo di Elisa Scotti

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La linea di ceramiche per la casa di Anissa Kermiche

La linea di ceramiche per la casa di Anissa Kermiche

Giulia Guido · 6 mesi fa · Design

Possono essere utilizzati come portapenne, vasi per fiori, o semplicemente come puro e mero oggetto di design da esporre, vuoto, su mensole e tavoli. Sono i pezzi di ceramica che compongono la prima collezione di oggetti per la casa della designer Anissa Kermiche

Dopo aver lasciato gli studi di ingegneria e informatica, Anissa Kermiche ha intrapreso gli studi di gioielleria al Central Saint Martins e nel distretto londinese dei gioielli, Hatton Garden. La dedizione e l’impegno l’hanno portata ad essere oggi una delle designer del gioiello più conosciute tra modelle e indossate sui red carpet. 

Scostandosi dalla sua comfort zone, le ultime sue creazioni non sono fatte di oro o di perle, ma di ceramica. La collezione si compone di diversi pezzi che hanno in comune il fatto che tutti hanno le forme del corpo umano. Ad esempio, le Jugs Jug hanno la forma di un busto femminile, mentre le Popotion Pot seguono quelle di fondoschiena e cosce. 

Scoprite la collezione nella nostra gallery, su Instagram e sul sito di Anissa Kermiche.

Anissa Kermiche | Collater.al
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La linea di ceramiche per la casa di Anissa Kermiche
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La linea di ceramiche per la casa di Anissa Kermiche
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Alexis Christodoulou inizia per gioco e arriva al design 3D

Alexis Christodoulou inizia per gioco e arriva al design 3D

Collater.al Contributors · 5 mesi fa · Design

L’artista sudafricano Alexis Christodoulou mette insieme mondi fantasiosi al limite dell’impossibile, trasformando in 3D immagini di spazi architettonici progettati per evadere dalla realtà. Il progetto nasce in collaborazione con ECCO Leather e IGNANT e si chiama “Neo Nude” per il lancio dei loro ultimi prodotti in pelle.

Il lavoro di Alexis è riconducibile ad un nuovo movimento nell’arte 3D, che mira a proiettare lo spettatore in un mondo in linea con i progressivi movimenti del design, piuttosto che in un mondo basato sulla fantasia, la fantascienza o la finta realtà tipica dei videogiochi. È un movimento che sta cambiando rapidamente. L’evoluzione dell’arte 3D è influenzata dai progressi della tecnologia ma soprattutto dai cambiamenti dei social media.

Attraverso un percorso molto tortuoso, Alexis è arrivato dov’è ora, passando dalla carriera di copywriter a quella del 3D. È infatti in quel periodo che si avvicina al mondo della modellazione e del design. Ha iniziato con dei tutorial su YouTube, forum e community online, ad usare SketchUp. Per quasi un anno ha pubblicato immagini su Instagram, ma solo per allenarsi e fare pratica. Ed è così che le sue immagini d’interni, con vari elementi in movimento, dall’acqua increspata a oggetti girevoli, hanno preso vita e sono diventate sempre più popolari.

Crea spazi sterili dalla presenza umana, un surrealismo che celebra la luce e la calma in un mondo dove il tempo non esiste, ma le immagini sono in costante movimento ed evoluzione e hanno lo scopo di donare calma a chi le guarda e chi se ne appassiona.

Nella serie “Neo Nude” è ben visibile il passaggio del tempo che è misurato visivamente dai cambiamenti di materiale, nei pezzi in pelle presenti in ogni immagine. Le influenze atmosferiche – acqua, sabbia, sole e tempo – trasformano il colore e la sensazione che si ha della pelle. Questi cambiamenti si inseriscono in uno sfondo architettonico di pareti ondulate con palette di colori delicate e pastello.

 
 
 
 
 
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Testo di Elisa Scotti

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Il nuovo volto dell’antica cantina Pacherhof, moderno e minimale

Il nuovo volto dell’antica cantina Pacherhof, moderno e minimale

Collater.al Contributors · 5 mesi fa · Design

Bergmeisterwolf Architekten ha progettato nella Valle Isarco, nel nord Italia, l’ampliamento della cantina Pacherhof. È considerata la più antica cantina del luogo. La forma geometrica dell’edificio, due trapezi uno sopra l’altro, sembra sorgere dal terreno: l’esterno color ardesia e la forma astratta ne fanno un’interpretazione stilizzata, quasi geologica dei dintorni.

La zona in cui è stata costruita ospita l’abbazia di Novacella del XII secolo, uno dei più importanti monasteri del Tirolo e il luogo in cui ha avuto inizio la tradizione vitivinicola della regione. Questa iniziò con i monaci che cominciarono a produrre nei campi vicini, ma dei documenti testimoniano che la cantina Pacherhof iniziò la sua attività prima dell’apertura del suddetto monastero.

La struttura originale è stata mantenuta così com’era, tradizionale e caratteristica per fornire un contrasto estetico. Un tunnel collega il sottosuolo con la nuova cantina, c’è anche una tromba delle scale che porta in superficie e nella torre piramidale. Rivestita in pannelli di bronzo, parte visibile della cantina è stata progettata per fondersi con il paesaggio. All’interno si trovano anche un ufficio e una sala degustazione.

Testo di Elisa Scotti

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Il workshop di architettura in uno splendido ex monastero toscano

Il workshop di architettura in uno splendido ex monastero toscano

Collater.al Contributors · 5 mesi fa · Design

Siamo a Prato, nel complesso di San Niccolò, un tempo monastero e oggi centro educativo e sede di una fondazione culturale. Qui Lemonot ed ECÒL con il supporto di KooZArch, in collaborazione con la Fondazione San Niccolò, sta organizzando un workshop per gli studenti delle diverse discipline figurative per raccogliere idee per la pianificazione strategica di alcuni interventi architettonici all’interno di questo favoloso contesto.

San Niccolo Workshop Series | Collater.al

Gli organizzatori lavoreranno insieme agli studenti per preservare il monastero, ma allo stesso tempo aumentarne il valore attraverso nuovi interventi. Tre workshop diversi, distribuiti tra il 2019 e il 2020: il primo incentrato sull’Orto di Fabbrica (con focus specifico sul tema del gioco), il secondo sull’Orto di Vigna (con la finalità di studiare la relazione tra paesaggio naturale e quello culturale), il terzo in cui saranno esplorate le potenzialità di strutture effimere come dispositivi di socializzazione all’interno dell’Orto di Gosto. “Play” è il primo episodio di quest’anno, dal 15 al 21 settembre 2019, seguiranno “Landscape & Heritage” e “Ephimeral Structures” che si terranno nella primavera-estate 2020.

Studenti di architettura, di arte, di design lavoreranno fianco a fianco a tutor e professori come un grande collettivo unito verso l’obbiettivo di produrre progetti di qualità per il riuso del monastero. Alla fine dei tre workshop i risultati verranno presentati al pubblico, ovvero alla cittadinanza, evidenziando i benefici collettivi degli interventi progettati. Intanto KooZA/rch, la “Visionary Platform for Architectural Research”, durante il periodo pre-workshop ha lanciato alcune competition on-line (in forma di open call) per raccogliere idee per riflettere sulla tipologia del monastero in relazione al contesto della città contemporanea: così il team di “San Niccolò Workshop Series” ha iniziato a ragionare sulle problematiche legate al riuso architettonico, sulll’inclusione sociale e sulla pedagogia sperimentale.

L’obiettivo della serie di seminari è quello di valorizzare, attraverso la ricerca e la creazione di prototipi, i cortili di San Niccolò. Ogni progetto verrà documentato “in progress” dagli studenti che, all’inizio del workshop, decideranno con quali mezzi rappresentare il progetto: disegno, video, 3D, modelli… “San Niccolò Workshop Series” è una splendida occasione per imparare una disciplina al di fuori dei canonici spazi per la didattica e recuperare il rapporto diretto con la materia, con il progetto, con il contesto in cui si va ad intervenire. Buon lavoro ragazzi!

San Niccolo Workshop Series | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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