Art La storia del maggiolino impacchettato da Christo e Jeanne-Claude
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La storia del maggiolino impacchettato da Christo e Jeanne-Claude

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Giorgia Massari
christo

Si è appena conclusa Art Basel e quello che ci rimane sono le opere su larga scala di Unlimited, che ogni anno punta a sorprendere in termini di dimensioni. Dalla pittura murale alla scultura, ma anche fotografia e proiezioni gigantesche che quest’anno aumentano di dimensione, ma perdono forse l’aspetto più divertente e interattivo che aveva distinto le opere dell’anno scorso. Yayoi Kusama, ormai super on trend dopo la mostra a Bergamo e dopo la collaborazione con Louis Vuitton, porta due delle sue zucche a pois, ma non solo. Tante le installazioni che portano con loro messaggi di pace, dicendo chiaramente “end war and racism” – come quella di Henry Taylor per Hauser&Wirth o ancora Mario Ceroli con Progetto per la pace, esposto da Cardi Gallery. Ma una delle prime opere che si incontrano e che ci ha incuriositi di più è quella di Christo, con uno dei suoi classici impacchettamenti. L’opera si intitola Wrapped 1961 Volkswagen Beetle Saloon – presentata ovviamente da Gagosian -, ma quella da Art Basel non è la prima realizzata da Christo. Oggi ne delineiamo la storia, tra aneddoti, bozzetti e foto d’archivio.

Scelte sbagliate di collezionisti mancati per un pelo

Per la storia di quest’opera torniamo al 1963, quando Christo aveva in programma una mostra personale alla Galerie Schmela di Düsseldorf, in Germania. Per l’occasione Christo e Jeanne-Claude realizzarono una delle loro prime opere d’arte avvolgendo un Maggiolino Volkswagen. Questo veicolo, nuovo di zecca, fu prestato agli artisti da Claus Harden, collega del fotografo e regista Charles Wilp. L’opera, intitolata Wrapped Car (Volkswagen), 1963, esistette solo per un breve periodo. Harden, infatti, richiese che il veicolo gli fosse restituito nello stato originale, senza imballaggio. Inutile dire che, anni dopo, Harden ammise che la sua decisione di far scartare il veicolo fu «una delle peggiori della sua vita».

Foto: Charles Wilp© 1963 Fondazione Christo e Jeanne-Claude

«La rifaccio», ma questa volta la compra Christo

Nel 2013, quando Christo tornò a Düsseldorf per tenere una conferenza al museo d’arte K20, ricordò la Wrapped Car (Volkswagen) e, travolto dalla nostalgia di quest’auto effettivamente restituita, decise di ricrearla. A questo punto i soldi per comprarla non gli mancavano di certo. Christo acquistò un Maggiolino Volkswagen del 1961 color menta, lo stesso modello utilizzato da lui e Jeanne-Claude più di cinquant’anni anni prima, e lo svuotò di tutte le componenti inutili (e pericolose) come i liquidi, per montarci invece delle rotelle, utile allo spostamento. L’anno successivo completò l’opera, creando così Wrapped Volkswagen Beetle Saloon, 1963–2014. Questo lavoro non solo ricreava l’opera originale, ma anche celebrava l’eredità artistica del duo – sciolto solo alla morte della moglie avvenuta nel 2009 – ponendo l’accento sulla loro dedizione nel trasformare oggetti ordinari in opere d’arte straordinarie.

Wolfgang Volz, © Christo and Jeanne-Claude Foundation, Courtesy Christo and Jeanne-Claude Foundation and Gagosian
Christo, Wrapped 1961 Volkswagen Beetle Saloon (1961), presented by Gagosian at Art Basel Unlimited. Copyright the artist’s estate. Photo courtesy of Art Basel
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Scritto da Giorgia Massari
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