Design “City Benches”, le nuove panchine di Londra
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“City Benches”, le nuove panchine di Londra

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Emanuele D'Angelo

Come ogni anno in occasione del London Festival of Architecture giovani designer e architetti si sono sfidati per il progetto “City Benches“.
Un concorso di progettazione per una serie di panchine pubbliche da installare a Cheapside nella città di Londra.

Studenti di architettura e design, neolaureati e studi emergenti sono invitati a presentare una proposta di design per una panchina che trasformerà la strada di Cheapside in un luogo dove sedersi e riposare in mezzo al trambusto.

LFA è il più grande festival annuale di architettura del mondo. Di solito si svolge durante tutto il mese di giugno, ma quest’anno è stato costretto a seguire un formato digitale.
Quest’anno, creare nuove sedute nel contesto delle restrizioni di Covid-19 è stata un’ulteriore sfida, consentendo al tempo stesso uno spazio all’aperto socialmente distante.

Sono stati molti i giovani designer che hanno preso parte alla gara, ma alla fine solo in pochi hanno visto la loro idea diventare realtà nelle strade di Londra. Così un ananas diventa una panchina sfaccettata che funge anche da fioriera, progettata da Hugh Diamond, Archie Cantwell e Cameron Clarke. È stata realizzata a mano dal trio del RARA Workshop combinando pezzi grossi di cemento pigmentato.

Nel Cheapside Sunken Garden, il laureato Bartlett Oli Colman ha sistemato due sedute che prendono la forma di coloratissimi bulbi oculari che guardano verso il cielo, chiamate “Look Up”.

La panchina realizzata dalla designer Chim Chim rende invece omaggio alle case vittoriane di Londra, con uno schienale realizzato con quattro tradizionali comignoli residenziali.

Nelle vicinanze si trova la panca The Two-Seater Rule, che si presenta sotto forma di due sedie a forma di trono collegate da una panca lunga due metri. A detta dell’artista una panchina pensata per lunghi faccia a faccia, dove ci si possa confrontare.

E per finire abbiamo “51°30’48.6″ N 0°05’17.9”, la panchina dello Studio Mxmxm costruita con lastre di acciaio verniciato a polvere tagliate al laser, che rappresentano ciascuna un asse nel sistema di coordinate geografiche.


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Scritto da Emanuele D'Angelo

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