Art Le copertine di Byte illustravano il futuro della tecnologia
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Le copertine di Byte illustravano il futuro della tecnologia

La rivista di tecnologia popolare negli anni ’70 e ’80 spiegava le novità, dal Macintosh a Windows.
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Giulia Guido

Il nostro presente è stato il futuro di qualcuno. C’è stato un tempo in cui molte delle cose che abbiamo oggi e che utilizziamo abitualmente non solo non esistevano. Ciò che sarà, quello che verrà, l’ignoto sono cose che possono far paura e molte persone preferiscono non pensarci, poi, però ci sono dei visionari che lasciano correre la fantasia (unita a una buona dose di logica) e cercano di prevedere il futuro (a volte ci azzeccandoci).
È quello che è successo a Carl Helmers e Wayne Greene, rispettivamente consulente tecnologico e editore di riviste per radioamatori, che nel 1975 unirono le loro forze e le loro conoscenze per dar vita a Byte, che dal primo numero fino alla sua chiusura nel 1998 fu la rivista di informatica più importante in circolazione

Ora, noi non andremo ad analizzare il contenuto di oltre 300 riviste di informatica – non ne avremo le capacità tecniche -, ma qui vogliamo parlare di un particolare che ha sicuramente aiutato Byte a diventare popolare: le sue copertine

Carl Helmers e Wayne Greene avevano ben in mente il loro compito: dovevano spiegare e semplificare dei concetti complessi e nuovi a un pubblico scettico, forse spaventato dalle nuove tecnologie. Per questo motivo le copertine di Byte, soprattutto tra il 1975 e il 1990, vennero affidate a Robert Tinney. Veterano dell’esercito e laureato in Advertising Design, Tinney cominciò a dipingere e illustrare per le riviste all’inizio degli anni ’70. Il suo stile che univa surrealismo e retrofuturismo lo rese perfetto per Byte fin dall’inizio, fin dal numero natalizio del ’75. 

L’idea era quella di attingere dal mondo dei giochi per spiegare i microchip, i software, i personal computer e azzardi come robot per la casa o computer da polso. 

Negli anni ’80 migliaia erano le persone che aspettavano con ansia il nuovo numero di Byte, sia per scoprire la prossima novità pronta a rivoluzionare il mondo, sia per vedere come Robert Tinney avrebbe riassunto in un’immagine tutti i loro dubbi, le paure, ma anche l’eccitazione della scoperta.
Le sue illustrazioni divennero ben presto un must have per gli appassionati, tanto che lo stesso artista cominciò a replicarle come poster o su t-shirt.

Guardandole ora viene un po’ da sorridere perché se da un lato ci sembrano ancorate a un passato lontano, dall’altro è impossibile non notare come le domande e le perplessità di allora siano le stesse che abbiamo oggi. Cinquant’anni fa non capivano i computer e ora non capiamo l’Intelligenza Artificiale, forse perché il mondo non è poi così cambiato e in fondo continuiamo ad aver bisogno di un disegno che ci spieghi le cose o almeno le umanizzi.

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Scritto da Giulia Guido

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