L’aspetto che mi piace maggiormente della street photography è che è sempre diversa. Se ci fossero due fotografi che vivono nella stessa città e che utilizzano la stessa macchina fotografica sono sicura che gli scatti sarebbero diversi. Questo perché ciascuno è catturato da cose diverse. Ad esempio Karim Fares è affascinato dal brutto tempo, elemento che spesso gli altri fotografi non apprezzano.
Karim Fares è nato in Egitto e ha cominciato a scattare tra le strade del suo Paese, caratterizzate da colori caldi e una forte luce naturale. Poi ha deciso di trasferirsi in Norvegia, a Oslo, dove ad accoglierlo sono stati un clima e una luce completamente differenti. Fin dall’inizio ha subito il fascino del freddo, della neve, della pioggia e del buio. Lui stesso ci racconta che «i riflessi sul pavimento bagnato, il modo in cui i lampioni brillano contro le gocce di pioggia, il contrasto tra le silhouette scure e la neve bianca: questi elementi creano un’atmosfera impossibile da replicare in una giornata luminosa e soleggiata».


Così i suoi scatti sono popolati da persone che si muovono attraverso la tempesta, ombrelli che proteggono dalla pioggia, cappotti che tengono al caldo. E poi c’è la luce dei lampioni che che si riflette nella pioggia o nella neve, elementi che aggiungono consistenza e atmosfera a ogni scenario.
«Alcuni potrebbero pensare che il brutto tempo rovini una fotografia, ma io credo che la renda unica».










