Siamo sempre a casa, ma la voglia di ballare non muore mai.
COVID ROOM è un movimento di espressione, di sfogo, di condivisione artistica. È un luogo di incontro e di “assembramento da remoto”, così viene definito dagli stessi organizzatori.
COVID ROOM si appoggia a Zoom Meetings (per il video), a Mixlr (per l’audio) e per partecipare è semplice, basta cliccare sul link che si trova in ogni evento.
Dalle 17 sino alle 3 o 4 di notte, non c’è mai pausa per chi vuole far festa, una sorta di rave in quarantena. Il progetto è nato da dei ragazzi italiani, ma ospita dj provenienti da tutto il mondo, senza generi, solo musica per non pensare a cosa accade all’esterno.
Nonostante sia nata un po’ per scherzo, tra amici appunto, ad accompagnare i dj, a partire dai prossimi giorni fino alla festa finale, ci sarà anche una sorta di “museo virtuale” realizzato da ogni artista (fotografo, illustratore, pittore, designer, videomaker, ecc.), che sarà disposto ad inviare i propri contenuti da pubblicare sulla parete della COVID ROOM, seguendo le indicazioni dell’art director.
“COVID ROOM è stato creato ed è gestito da giovani creativi in quarantena e sostenuto da altri giovani artisti.
COVID ROOM crede nella cooperazione, nel potere dell’arte, nel desiderio di celebrare, nella necessità di socializzare. Di conseguenza combatte con tutti i muscoli contro la noia.
COVID ROOM nasce ufficialmente venerdì 13 e vuole essere il primo movimento di espressione artistica, di intrattenimento estetico e di affollamento a distanza.
COVID ROOM vuole essere tutte le terrazze del mondo che cantano insieme.
COVID ROOM vuole ricreare, nella realtà virtuale, quel senso di coesione e di appartenenza che la distanza fisica ci preclude.”
In poche settimane il “rave” da remoto di un gruppo di ragazzi italiani è diventato molto popolare e affollato.
Perché di questi tempi ci basta sapere di condividere dei bassi e un po’ di musica per sentirci più leggeri.








