Il progetto fotografico di Cristian Iacono (2002), A Pristine Landscape, è un viaggio interiore che riflette sul legame profondo e complesso tra l’essere umano e la natura. Per il fotografo non si tratta solo di esplorare l’estetica dei paesaggi, ma di addentrarsi nella loro essenza interiore così da portare a una riflessione più profonda. In questo senso gli scatti diventano un pretesto per Iacono di leggere se stesso e, allo stesso modo, un invito per lo spettatore a “guardarsi dentro”. Una sorta di introspezione fotografica che parte dal singolo per allargarsi a uno sguardo collettivo.

Gli scatti di questa serie in particolare sono intrisi di una forte malinconia che entra in netto contrasto con il romanticismo che celano. La figura umana diventa eterea, estemporanea, passando quasi in secondo piano rispetto alla natura circostante. Non vuole essere protagonista ma vuole plasmarsi con essa. Nonostante questo approccio riflessivo, Cristian Iacono dimostra un certo sguardo consapevole verso il gusto contemporaneo, strizzando l’occhio agli editoriali tipici dei magazine.


I luoghi ricercati da Cristian Iacono diventano luoghi dell’anima e della psiche, spazi ideali in cui le figure rappresentate non sono altro che proiezioni di se stesso. Attraverso A Pristine Landscape – per l’appunto “paesaggi incontaminati” -, Iacono crea un dialogo continuo tra mondi interiori e realtà ideali. Ogni immagine è un tentativo di comunicare la meraviglia e l’ammirazione per la natura, sollecitando una profonda riflessione sul nostro rapporto con il pianeta.








Courtesy Cristian Iacono
