Praga, 1988. La Cecoslovacchia è ancora sotto un regime comunista e manca poco più di un anno alla Rivoluzione di velluto. L’11 marzo i Depeche Mode arrivano alla Sportovní Hala con il Music for the Masses Tour, durante la parte est-europea della tournée. Qualche mese dopo tornano in città, questa volta con Anton Corbijn, per una sessione fotografica destinata a entrare nella loro iconografia.
Sul Ponte Carlo nasce uno degli scatti più riconoscibili della band. Corbijn li fotografa davanti alla Pietà: Cristo morto, figure in lutto e una grande croce che occupa quasi tutta la parte superiore dell’immagine. I Depeche Mode, invece, restano piccoli, in basso, quasi schiacciati dal monumento. Non c’è niente del classico ritratto da rockstar: nessun palco, nessuno strumento, nessuna posa eroica.
La fotografia ha aggiunto una nuova geografia a quella del ponte: per i fan, quel punto è diventato una destinazione precisa, un luogo da riconoscere e raggiungere attraverso un’immagine. Riprodurre la posa significa entrare per un momento nella storia della band, occupare lo stesso spazio e trasformare un ricordo collettivo in un’esperienza personale.
Il gesto ripetuto lega persone che possono non essersi mai incontrate: tutte hanno cercato quell’inquadratura, disposto i corpi davanti alla scultura e portato a casa la propria versione. Corbijn ha così contribuito a cambiare il modo in cui una parte del Ponte Carlo viene guardata e vissuta, aggiungendo al suo significato storico e religioso una memoria musicale condivisa.

Il bianco e nero, il cielo vuoto e la distanza tra la band e la scultura fanno sembrare la scena più religiosa che musicale. Morte, fede e solitudine sono già dentro la fotografia, senza bisogno di essere dichiarate. Ed è proprio questa atmosfera a renderla così vicina all’universo visivo che Corbijn stava costruendo attorno ai Depeche Mode.
Quasi quarant’anni dopo, i fan continuano a raggiungere lo stesso punto del ponte per ricreare quella posa. Nel 2024 un nuovo raduno ha riportato centinaia di persone davanti alla stessa Pietà. Un normale set fotografico del 1988 è diventato, di fatto, un luogo di pellegrinaggio pop.

Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con Luigi Falanga e Gabriel Pisano aka @superottomag
