Photography Amor Eterno: fotografie per tornare a casa
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Amor Eterno: fotografie per tornare a casa

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Arianna Maria Leva

Fotografare qualcuno significa, in qualche modo, costruire un luogo in cui poterlo ritrovare. È da questa idea intima che nasce Amor Eterno (2025), la serie del fotografo colombiano Andres Ríos Fierro, basato a Bogotá.

Qui la macchina fotografica non serve a cercare persone sconosciute, volti da raccontare o situazioni lontane. Al contrario, Ríos Fierro punta l’obiettivo verso chi gli è più vicino: familiari, amici, persone con cui condivide una storia. Le immagini diventano così una sorta di archivio personale, costruito nel presente per essere attraversato nuovamente in futuro.

In Amor Eterno non c’è la distanza tipica di chi osserva dall’esterno. Andres Ríos Fierro fotografa persone che conosce e questo cambia inevitabilmente il modo in cui i soggetti stanno davanti alla macchina fotografica.

Ci sono momenti di vicinanza, gesti quotidiani, pause e situazioni più fragili. La fotografia non sembra volerli trasformare in qualcosa di più grande di quello che sono. Li lascia esistere, con una naturalezza che rende ogni immagine particolarmente personale. Il fotografo ha spiegato di realizzare queste fotografie soprattutto per sé stesso: un giorno, quando sarà più grande, potranno diventare qualcosa a cui tornare. Non soltanto ricordi, quindi, ma immagini capaci di riattivare una relazione con un tempo che non esiste più.

Queste immagini nascono come un modo per conservare qualcosa, e la vicinanza tra fotografo e soggetti rende anche i momenti più difficili impossibili da separare completamente da chi sta dietro l’obiettivo. In una delle sue riflessioni sulla serie, Ríos Fierro racconta che quando qualcuno piange davanti alla sua macchina fotografica, spesso sta piangendo anche lui.

Andres Ríos Fierro

È una frase che dice molto del progetto senza bisogno di spiegare ogni fotografia. In Amor Eterno, infatti, l’intimità non è costruita attraverso pose studiate o una ricerca estetica della vulnerabilità. Nasce dalla relazione stessa. Il fotografo non osserva semplicemente un’emozione: ne è coinvolto.

Per questo anche la perdita attraversa la serie senza diventare un tema dichiarato. È presente nella consapevolezza che le persone, i luoghi e le relazioni fotografate non rimarranno necessariamente uguali. Fotografare significa allora anche accettare che ogni immagine possa diventare, prima o poi, una traccia di qualcosa che è cambiato.

Il titolo Amor Eterno potrebbe sembrare una promessa, ma le fotografie suggeriscono qualcosa di più concreto. L’eternità non appartiene necessariamente alle persone o ai momenti: può appartenere alle immagini che li conservano. Ríos Fierro costruisce così un archivio sentimentale fatto di persone reali e momenti condivisi. Non cerca di fermare il tempo, perché sa che non è possibile. Cerca piuttosto di lasciare un punto a cui tornare. E proprio qui che la serie trova la sua forza, perchè fotografare chi amiamo non significa soltanto ricordarlo, ma creare una forma per il momento in cui avremo bisogno di farlo.

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Scritto da Arianna Maria Leva

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