L’artista olandese Daantje Bons è autrice di alcuni progetti fotografici che indagano con ironia l’idea di femminilità.
Le sue immagini non mostrano affatto la patina anabolizzata e preconfezionata da stereotipo pubblicitario. Silicone, volgare lascivia, ma anche eleganza di plastica, raffinatezza da profumo francese, eterna giovinezza, sofisticatezza, l’archetipo della madre di famiglia, della donna seduttrice, sono lasciate fuori e prese in giro da un mondo di dettagli più crudi e quotidiani, esasperati e giocati con sarcasmo.
Mutandine sporche ed elastici stretti. E poi suggestioni, allusioni, provocazioni e surrealismo pungente. L’umorismo diventa un’arma in grado di abbattere i limiti rigidi di retaggi culturali e immaginari mediatici.
Daantje mette così in discussione il confine tra la femminilità e la sua messa in scena, mostrando con una risata cruda e sguaiata quello che “dovrebbe” rimanere segreto.





















