Il video illustrato di Vallée Duhamel per “Daisies” di Katy Perry

Il video illustrato di Vallée Duhamel per “Daisies” di Katy Perry

Giulia Guido · 8 mesi fa · Music

Nonostante le restrizioni dovute al lockdown, che hanno reso il lavoro tutt’altro che facile, il duo di artisti Vallée Duhamel è riuscito a realizzare il video per Daisies, l’ultimo singolo di Katy Perry, dando vita a un piccolo capolavoro. 

Formato da Julien Vallée e Eve Duhamel, il duo Vallée Duhamel è specializzato nella creazione di video in CGI e live-action per clienti internazionali come Apple, Hermès e Google Android. In effetti, l’idea iniziale per Daisies era proprio quella di realizzare un video in live-action, ma il lockdown e la quarantena obbligatoria hanno ribaltato i piani iniziali. 

Così, i due artisti hanno pensato di optare per l’illustrazione e l’animazione, decidendo di portare avanti il progetto nonostante la lontananza con il resto del team creativo e di produzione. Per settimane oltre 40 persone sparse per il pianeta hanno lavorato senza sosta per terminare il lavoro in tempo, senza sacrificare la qualità. 

Il risultato finale è un video animato dall’atmosfera surreale e onirica che vede come protagonista una ragazza senza volto che si ritrova ad affrontare gli ostacoli della vita, rappresentati da una roccia che diventa sempre più grande e che manda letteralmente all’aria tutto ciò che circonda la giovane ragazza. 

Più il tempo passa più la situazione si fa complicata e adattarsi ai cambiamenti sembra sempre più difficile. Alla fine, però, la ragazza trova la forza di affrontare gli ostacoli che si sbriciolano in mille petali di margherita. 

A molti non è passato inosservato il riferimento al mito di Sisifo, punito da Zues a spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Ma, ogni volta raggiunta la cima il masso sarebbe caduto dall’altra parte, condannando Sisifo a spingere il masso per l’eternità. 

Guarda il video di Daisies qui sotto!

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Neil Krug e la collaborazione con i Tame Impala

Neil Krug e la collaborazione con i Tame Impala

Collater.al Contributors · 8 ore fa · Photography

Il tempo ha sempre avuto il potere di affascinare, stupire e impaurire l’uomo. Il merito più grande di questo senso del sublime lo si può sicuramente attribuire alla sua effimerità e una delle sfide più interessanti per gli artisti visivi è catturarlo. Neil Krug, fotografo e art director famoso all’interno del mondo musicale – di cui avevamo parlato anche qui -, ha contribuito a dare un volto a questa caducità. 

Oltre ad aver curato per molto tempo l’immagine di Lana Del Rey, attraverso le copertine di Ultraviolence, Honeymoon e Lust for life, tra le collaborazioni di Krug ritroviamo anche i Tame Impala. Per scattare la fotografia dell’album The Slow Rush, uscito nel 2020, Krug e la band si sono recati a Kolmanskop, una città abbandonata nel deserto della Namibia. Un tempo era una delle più ricche colonie europee, ora ciò che ne rimane sono grandi dune di sabbia alte fino al soffitto degli edifici lussuosi. 

– Leggi anche: Sand of Time, quando la presenza dell’uomo muore sotto uno strato di sabbia

Il risultato ottenuto con gli scatti rivela interni surreali, caratterizzati da blu e rosso molto vivaci. L’intento era quello di ricreare un ambiente familiare, qualcosa di già visto e vissuto, ma recondito al tempo stesso. Krug, afferma in diverse interviste, di aver sempre voluto evitare la letterale interpretazione di qualcosa, prediligendo, invece, uno stile più sognante, mistico e a volte psichedelico che si sposa perfettamente con la musica di Kevin Parker (frontman dei Tame Impala). 

Come possiamo notare, il tempo è protagonista della narrazione audiovisiva, traslato nella fotografia di Niel Krug in cui viene data un’attenzione maggiore all’aura che si vuole catturare piuttosto che all’immagine in sé. Per approfondire ulteriormente il suo lavoro, potete seguirlo sul suo account Instagram

Articolo di Cobie

Neil Krug e la collaborazione con i Tame Impala
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L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer

L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer

Giulia Guido · 6 ore fa · Photography

L’unico linguaggio universale è quello del corpo. Se una persona ci dice in una lingua che non conosciamo che è triste noi non siamo in grado, ma se piange cogliamo subito il suo stato d’animo. 

Il nostro corpo è un mezzo potentissimo per veicolare pensieri, emozioni e sentimenti, basta sapere come usarlo. Sicuramente Anouk Brouwer sa come fare e le sue fotografie ne sono una prova incontestabile. 

Classe 1993, Anouk Brouwer è nata nei Paesi Bassi e dopo anni di studi che l’hanno portata in giro per il mondo, dalla The New York Film Academy al The Amsterdam Fashion Institute & Ryerson School of Fashion, oggi vive e lavora a Tokyo. 
Le sue lauree in recitazione e in moda, unite alla costante ricerca di modi per esprimere se stessa, l’hanno portata a scattare immagini in cui la performance de corpo diventa pura arte. 

– Leggi anche: Le geometrie del corpo negli scatti di Lin Yung Cheng

Nella sua serie “Irrationality”, ispirata alla storia di die artisti che si innamorano pur parlando due lingue diverse, ritroviamo perfettamente questo utilizzo del corpo umano. I corpi di Solène e Lin si toccano, si sfiorano, si incastrano in un gioco che non ha bisogno di parole. 

Ma il lavoro di Anouk Brouwer non si esaurisce con la fotografia. Un anno fa, infatti, ha realizzato il suo primo cortometraggio, intitolato proprio “Body Language” in cui la protagonista esprime i suoi valori e le sue sensazioni solo attraverso i movimenti. 

Guardate “Body Language” qui sotto e seguite Anouk Brouwer su Instagram per non perdervi i suoi prossimi lavori!

L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer
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L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer
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I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda

I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda

Giulia Guido · 10 secondi fa · Photography

MoodyDarkRoom, il nome che Oswaldo Cepeda ha scelto per il suo profilo Instagram non potrebbe essere più perfetto. 
Oswaldo Cepeda è un giovane fotografo di San Diego, California, che ha cominciato a scattare per sfogare e trasmettere le proprie emozioni senza dover per forza utilizzare le parole. 

Poi, con il tempo, il suo stile si è fatto sempre più nitido e adesso si è specializzato in ritratti. Dimenticatevi, però, i ritratti classici, dove la luce naturale colpisce i tratti del viso, quelli di Oswaldo sono, come definisce lui, ritratti lunatici (moody portraits).

Oswaldo Cepeda gioca con la macchina fotografica e con la post produzione, creando degli speciali effetti di luce: i corpi in movimento dei suoi protagonisti disegnano linee sugli sfondi scuri e, a volte, ne riconosciamo solo un dettaglio, parte del volto o una mano. I suoi ritratti sono misteriosi e i soggetti sono tanto importanti quanto la tecnica. 

– Leggi anche: Gli scatti cinematografici di Oliver Takác

Ma non è finita qui, spesso guardando i lavori di molti fotografi vorremmo saperne di più e scoprire tutti i loro segreti, con quelli di Oswaldo Cepeda è possibile. Il fotografo ha, infatti, un canale YouTube in cui spiega tecniche e scelte, andate a dare un’occhiata e seguitelo su Instagram!   

I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda
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I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda
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Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan

Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan

Collater.al Contributors · 3 giorni fa · Photography

Ugur Kayan è un fotografo freelance turco con base a Istanbul che realizza intensi ed esuberanti scatti NSFW. Nel suo lavoro il corpo della donna e il suo potenziale espressivo sono il focus centrale, sono soggetti e protagonisti delle fotografie.
Il suo stile e la sua estetica svelano senza imbarazzo l’aspetto sensuale dei corpi. Sono immagini conturbanti, allusive e provocanti che mettono a nudo sia l’interprete che lo spettatore.

I suoi lavori sono esuberanti, vivaci e spiazzanti, sono parte di una visione ampia e sessualizzata del mondo e sono espressione primordiale di creatività.
Ugur Kayan gioca con i riflessi, i contrasti, i colori, la seduzione del vedo-non-vedo ed esplora l’intensa contesa tra luci e ombre. Ugur è il fondatore di White Magazine, un magazine online sulla fotografia NSFW.

Guarda qui una selezione dei suoi lavori e seguilo su Instagram.

Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan
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