Con la nuova collezione outdoor invernale Vertigo 76, Decathlon attinge direttamente ai propri archivi aggiungendo una chiave contemporanea. L’intenzione è quella di inaugurare il percorso che porterà al cinquantesimo anniversario di quest’anno. Anche il riferimento temporale non è casuale: il 1976 segna uno dei primi momenti fondativi dell’identità Decathlon, quando l’idea di sport come scoperta e avventura aperto a tutti iniziava a prendere forma.

Vertigo 76 nasce proprio da lì, da un immaginario tecnico e funzionale che oggi torna sotto nuove sembianze. Il risultato è una collezione che si muove nel territorio del gorpcore, ma senza rincorrerne gli eccessi. Qui l’outdoor resta centrale, così come la performance, ma tutto viene filtrato attraverso una sensibilità più quotidiana: capi pensati per la montagna, certo, ma perfettamente integrabili nella vita urbana.

I quindici pezzi unisex che compongono la linea spaziano tra giacche in pile, windbreaker, t-shirt a manica corta e lunga, pantaloni cargo, gonne tecniche, calze, scarpe e accessori modulari come il marsupio trasformabile in zaino. I tagli sono strutturati ma essenziali, i materiali tecnici non vengono nascosti ma valorizzati, e l’insieme restituisce un guardaroba coerente, pratico. È una funzionalità che non chiede di essere dimostrata, ma semplicemente usata.

Anche la palette cromatica lavora in questa direzione: viola, marroni profondi, borgogna e lilla dialogano con accenti crema e terra di Siena, costruendo un’estetica che richiama gli anni Settanta e Novanta senza scivolare nel revival nostalgico. A rafforzare il legame con la storia del brand c’è il badge triangolare ricamato, simbolo iconico di Decathlon negli anni Novanta, qui rielaborato nei dettagli grafici e riportato al centro della narrazione visiva. Con lui ritorna anche il motto AFLF – À Fond La Forme – come dichiarazione di continuità più che come slogan.

Disponibile dalla fine di gennaio online e in selezionati store europei, Vertigo 76 si posiziona in una fascia di prezzo accessibile, fedele allo spirito originario di Decathlon. Insomma, non solo una capsule celebrativa ma una vera e propria rilettura consapevole. Un ponte tra ciò che il brand è stato e ciò che sta cercando di diventare. E forse è proprio qui che si gioca la sua forza, in quell’equilibrio sottile tra archivio e presente, tra montagna e città, tra performance e stile.


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