La pratica artistica di Delfino Fidel si muove tra scultura, oggetto e immaginario pop. Il suo percorso si è arricchito di una dimensione pedagogica e il suo doppio sguardo riflette quello dell’artista e dell’educatore, due aspetti che ritornano costantemente nel suo lavoro, alimentando una riflessione lucida ma mai didascalica sul presente.

Nel corso degli anni Delfino Fidel ha preso parte a concorsi e rassegne come Stanze dell’arte, Zuger Kunstpause e Junge Kunst Olten, affiancando a queste esperienze un’intensa attività espositiva in contesti istituzionali, gallerie e spazi indipendenti tra Svizzera italiana e tedesca. Dal m.a.x. museo di Chiasso alla Zuger Kunstnacht, passando per realtà come Kromya Art Gallery, Artrust e collettivi autogestiti, il suo lavoro si è inserito in contesti eterogenei, mantenendo sempre una forte riconoscibilità formale e concettuale.

Oggi, dal suo studio di Arogno, l’artista continua a sviluppare un linguaggio che mette in relazione oggetti quotidiani, figure iconiche e simboli della cultura pop, assemblati e risignificati attraverso accostamenti inattesi. Le sue sculture funzionano come dispositivi narrativi, capaci di attivare letture multiple grazie a un uso consapevole dell’umorismo, inteso come strumento critico e provocatorio. Dietro l’apparente leggerezza emerge una tensione costante verso i paradossi della società contemporanea: un sistema complesso, attraversato da contraddizioni e connessioni profonde, che Delfino Fidel osserva e restituisce con ironia, precisione e una sottile carica sovversiva.




