Demanio Marittimo Km-278. Ecco come è stata la nona edizione

Demanio Marittimo Km-278. Ecco come è stata la nona edizione

Collater.al Contributors · 12 mesi fa · Design

Siamo a Marzocca, vicino Senigallia, sulla costa marchigiana: qui da 9 anni si svolge il Demanio Marittimo Km-278, un evento unico nel suo genere curato da Cristiana Colli e Pippo Ciorra, promosso dalla rivista MAPPE in collaborazione col Museo delle Arti del XXI secolo, il comune di Senigallia e la regione Marche. 12 ore di talk in riva al mare dalle 6 di sera alle 6 del mattino, ogni anno con un tema e un allestimento diverso progettato dagli studenti di una scuola di architettura internazionale. Quest’anno è stata la volta della Facoltà di Architettura di Zagabria, con il progetto “Don’t stare at my window” di Ivana Marić, Rea Mihelko, Zrinka Perić, Nika Vojvoda, un allestimento dalle forme concave e convesse, in legno e rete gialla. Il tema, invece, è stato Eurotopia, intesa sia come ultima “utopia realizzabile” che come spazio di rappresentazione e sviluppo sociale, culturale, professionale.

Eurotopie era anche il titolo scelto per il Padiglione Belga all’edizione 2018 della Biennale Architettura dal collettivo Traumnovelle, un collettivo di architetti super giovane presente ai talk con i curatori del Padiglione Tedesco nel 2018 e con Lars Krückeberg, del gruppo GRAFT di Berlino. Inoltre i Traumnovelle insieme ai ragazzi di Radioarchitettura hanno parlato della condizione dei giovani architetti in Europa assieme ad un gruppo di laureati marchigiani che lavorano all’estero e Carlotta Franco di Eterotopia.

Lo studio berlinese Sauerbruch Hutton ha presentato il recentissimo museo M9 a Mestre, poi l’architetto croata Mia Roth Čerina, Andrea Zamboni e Massimo Magnani, il gallerista Franco Nero e i rappresentanti dei Padiglioni Nazionali più celebrati della Biennale di Venezia 2019, ovvero Lituania e Ghana, poi ancora arte con Enrico David e Rita Selvaggio e tanti altri. 

Ogni anno è prevista una performance, quest’anno di un’ora: allo scoccare della mezzanotte è iniziata  “Apollo 11 Reloaded” con Maurizio Martusciello e Giulio Maresca, realizzata in collaborazione con il MAXXI. Il progetto parte dalla celebrazione della missione spaziale per un concerto audiovisivo composto da musica e immagini di repertorio, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana.

Come ogni anno, il Demanio Marittimo Km-278 porta un’energia unica sul mare Adriatico, è un momento di riflessione che coinvolge tutti, da chi è del settore agli appassionati e curiosi, dai residenti a Senigallia a chi si fa chilometri su chilometri per partecipare a questa notte speciale. Non ci resta che aspettare l’edizione numero 10 sperando in nuove sorprese. 

Demanio Marittimo | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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Gli autoritratti intimi di Laura Kampman

Gli autoritratti intimi di Laura Kampman

Giulia Guido · 3 giorni fa · Photography

Laura Kampman è una giovane modella, fotografa e musicista olandese che, oltre a posare per alcune delle testate più conosciute e a lavorare egregiamente davanti all’obiettivo, ha dimostrato di sapersi distinguere anche rimanendo dietro la macchina fotografica. 

La sua passione per la fotografia nasce da molto giovane, all’incirca verso i 13 anni. La pratica e il suo lavoro da modella le hanno insegnato il resto: l’attenzione per la luce, le ombre, la prospettiva. 

Il lavoro che più rappresenta la sua doppia essenza è la serie di autoritratti. In queste fotografie Laura Kampman riesce brillantemente a stare dietro e davanti alla macchina fotografica aprendoci le porte dei suoi momenti intimi e del suo vero io. 

Laura gioca con i chiaroscuri, con il suo corpo e con gli elementi che la circondano, come gli specchi, interagendo con loro e improvvisamente vi sembrerà di essere di fianco a lei, nelle stanze vuote che le fanno da sfondo. 

Inoltre, l’uso dell’analogico con la sua grana che non può che affascinare ogni volta dona un aspetto alle fotografie ancora più sublime e intimo.  

Qui sotto trovate una selezione delle fotografie, ma per scoprire tutti i lavori di Laura Kampman visitate il suo sito e seguitela su Instagram

Gli autoritratti intimi di Laura Kampman
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Gli autoritratti intimi di Laura Kampman
Gli autoritratti intimi di Laura Kampman
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Cinematography –  A Cure for Wellness

Cinematography – A Cure for Wellness

Giordana Bonanno · 1 giorno fa · Photography

Un film fiabesco, thriller, horror, fantascientifico e d’azione. A cure for Wellness è il film più complesso che Gore Verbinski abbia mai prodotto dopo The Ring e I pirati dei Caraibi, ma non di certo quello per cui viene ricordato.

Messa così sembrerà strana la scelta, ma abbiamo deciso di riparlarne soffermandoci sull’aspetto cinematografico che senz’altro ha fatto godere gli occhi di chiunque l’abbia già visto; è qui infatti che Verbinski ha dato prova di essere un regista “architettonico” regalandoci grandi prospettive ed immagini che lasciano senza fiato. Linee rette, figure geometriche, inquadrature senza sbavature inutili, nelle quali il punto di fuga centrale genera suspense, aspettativa e mistero.

Si racconta di un giovane e ambizioso dirigente la cui vita viene messa alla prova quando, mandato a recuperare l’amministratore aziendale in un misterioso “centro benessere” nelle Alpi svizzere, scopre un segreto sconvolgente riguardante i trattamenti “curativi” della spa.

Le scene si spostano su corridoi lunghissimi che suscitano le stesse sensazioni di curiosità, ansia, incertezza dalle quali il protagonista è tormentato; il risultato è un’opera dall’andamento ossessivo e labirintico in cui siamo costretti a perderci tra flashback e divagazioni. Tutte queste figure retoriche non fanno altro che avvalorare il messaggio moralistico a cui vuole avvicinarci il racconto: l’inconcepibile mostruosità che stiamo vedendo non è altro che noi stessi, un’umanità pigra e anaffettiva, incapace di interessarsi a nulla che non sia il proprio benessere.

Con l’aiuto di ottimi comparti tecnici ci addentriamo in un’atmosfera magica e inquietante dove la trama è narrata in maniera epica e tutto è avvolto da una nube sfumata di verde e azzurro che ci distacca ancor di più dalla realtà. I personaggi delle fotografie di Steve Gindler, conosciuto su Instagram sotto il nome “Cvatik”, sembrano essere usciti proprio dal film di Verbinski: gli umani prendono nuove sembianze e vivono in un mondo diverso dal nostro. 

Lo sapevi che: L’edificio del sanatorio fa parte di un ex complesso ospedaliero. Durante la prima guerra mondiale vi hanno soggiornato molti soldati feriti, tra cui Adolf Hitler.

Genere: Horror, fantascienza
Regista: Gore Verbinski
Direttore della fotografia: Bojan Bazelli
Scrittore: Justin Haythe
Cast: Dane DeHaan, Jason Isaacs, Mia Goth

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Cinematography – A Cure for Wellness
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Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

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Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

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