Diana Yevtukh, l’artista che ricama gli alberi

Diana Yevtukh, l’artista che ricama gli alberi

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

C’è chi osservando il tronco di un albero non riesce a vedere nulla, chi si perde nelle migliaia di crepe e forme e chi vede infinite possibilità artistiche. Diana Yevtukh fa parte di quest’ultima categoria, per lei i buchi e le parti mancanti delle cortecce degli alberi sono solo vuoti da riempire, cicatrici da sanare. E quale miglior modo di ricucire una ferita se non con ago e filo? 

Come un chirurgo in sala operatoria, Diana realizza dei ricami perfetti e accurati, pensati proprio per colmare quel vuoto. La sua forma d’arte non vuole sostituirsi alla natura, ma vuole completarla, portando nuova vita. 

Con i suoi fili colorati, la giovane artista riempie questi spazi con fiori e composizioni floreali, ma anche con parti del corpo come una mano, un occhio, o un cuore. L’idea su cui si basa la produzione artistica di Diana è che siamo tutti parte della natura e noi esseri umani, che abbiamo la possibilità e le capacità di custodire e prenderci cura di ciò he sta intorno a noi abbiamo anche la responsabilità di guarire le ferite e fermare le violenze. 

Se sei curioso di scoprire altri lavori di Diana Yevtukh vai sul suo profilo Instagram

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Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020

Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020

Giulia Guido · 3 settimane fa · Art

Si è appena conclusa la lunga notte dei Golden Globes, gli Oscar della televisione, presentati dall’irriverente, schietto e pungente Ricky Gervais che con il suo discorso di apertura non dimentica mai di agganciarsi alla situazione del cinema odierno – che pare non guardi più nessuno a causa di Netflix – alla politica, ai disastrosi incendi in Australia e di punzecchiare alcuni ospiti seduti in sala, da Martin Scorsese a Leonardo DiCaprio. 

La serata di tre ore inizia con un’assenza, quella di Russell Crowe vincitore per il Miglior attore in una miniserie trattenuto nella sua Australia proprio a causa della situazione critica, e con i primi premi alle serie tv e ai personaggi che abbiamo amato durante l’anno come SuccessionFleabag con la magnifica Phoebe Waller-Bridge.

Si passa, poi, al primo premio per il cinema che va a Parasite, il film di Bong Joon-ho, che batte Dolor y gloria nella categoria Miglior film straniero.

Arrivano anche i colpi di scena sia con Tarantino che si porta a casa il Golden Globe per la sceneggiatura, strappandolo al favorito Noah Baumbach, sia con la vittoria di Missing Link, che straordinariamente batte in un colpo solo Il Re Leone, Frozen II, Toy Story 4 e Dragon Trainer. 

Non sono assolutamente passati inosservati i premi Carol Burnett e Cecil B. DeMille, rispettivamente ritirati a Ellen DeGeneres, che con la sua comicità e la sua trasparenza è diventata il simbolo della televisione americana moderna, e Tom Hanks. Rivedere alcune delle memorabili scene che lo hanno fatto diventare l’attore che è oggi ha commosso sia noi, sia tutti i seduti in sala, e sinceramente ci è venuta voglia di rivedere tutti i suoi film. 

Esattamente a metà delle tre ore sale sul palco, accompagnato dal compositore, Bernie Taupin, Sir. Elton John, seguito da Patricia Arquette che per la prima volta durante la serata, senza troppi giri di parole, ha fatto un breve e diretto discorso sulla quasi imminente guerra che vede coinvolti gli Stati Uniti e l’Iran. Ma ai Golden Globe non ci si ferma mai, infatti non abbiamo neanche in tempo di ricercare il suo discorso sui social che Sam Mendes si accaparra il premio alla Miglior Regia.

Gli ultimi globes per la televisione sono la prova che non c’è solo Netflix, come ribadisce nel suo discorso Jared Harris, il protagonista di Chernobyl, la serie firmata HBO e acclamata sia dalla critica che dal pubblico.

Come sempre l’ultima mezz’ora è dedicata ai premi più attesi, che hanno visto vincere Joaquin Phoenix per il suo sconvolgente lavoro in Joker, ma che hanno anche portato C’era una volta a… Hollywood a quota tre Golden Globe, insieme a 1917, vincitore del premio per Miglior film.

In conclusione, nessuno ha stravinto sugli altri, ma qualcuno è rimasto a bocca asciutta, come The Irishman, che a dispetto delle aspettative non ha vinto neanche un Golden Globe.

Scoprite la lista di tutti i vincitori qui sotto!

CINEMA

Miglior film drammatico

1917 
I due papi 
The Irishman 
Joker
Storia di un matrimonio 

Miglior film commedia o musicale

C’era una volta a… Hollywood 
Cena con delitto – Knives Out 
Dolemite Is My Name
Jojo Rabbit
Rocketman

Miglior regista

Sam Mendes – 1917
Bong Joon-ho – Parasite 
Todd Phillips – Joker
Martin Scorsese – The Irishman
Quentin Tarantino – C’era una volta a… Hollywood

Migliore sceneggiatura

Quentin Tarantino – C’era una volta a… Hollywood 
Noah Baumbach – Storia di un matrimonio
Bong Joon-ho e Han Jin-won – Parasite 
Anthony McCarten – I due papi
Steven Zaillian – The Irishman

Migliore attore in un film drammatico

Joaquin Phoenix – Joker
Christian Bale – Le Mans ’66 – La grande sfida 
Antonio Banderas – Dolor y gloria
Adam Driver – Storia di un matrimonio 
Jonathan Pryce – I due papi

Migliore attrice in un film drammatico

Renée Zellweger – Judy
Cynthia Erivo – Harriet
Scarlett Johansson – Storia di un matrimonio
Saoirse Ronan – Piccole donne 
Charlize Theron – Bombshell

Migliore attore in un film commedia o musicale

Taron Egerton – Rocketman
Daniel Craig – Cena con delitto – Knives Out 
Leonardo DiCaprio – C’era una volta a… Hollywood 
Roman Griffin Davis – Jojo Rabbit
Eddie Murphy – Dolemite Is My Name

Migliore attrice in un film commedia o musicale

Awkwafina – The Farewell – Una bugia buona 
Ana de Armas – Cena con delitto – Knives Out
Cate Blanchett – Che fine ha fatto Bernadette? 
Beanie Feldstein – La rivincita delle sfigate 
Emma Thompson – E poi c’è Katherine 

Migliore attore non protagonista

Brad Pitt – C’era una volta a… Hollywood 
Tom Hanks – Un amico straordinario 
Anthony Hopkins – I due papi
Al Pacino – The Irishman
Joe Pesci – The Irishman

Migliore attrice non protagonista

Laura Dern – Storia di un matrimonio 
Kathy Bates – Richard Jewell
Annette Bening – The Report
Jennifer Lopez – Le ragazze di Wall Street – Business Is Business 
Margot Robbie – Bombshell

Miglior film in lingua straniera

Parasite – Bong Joon-ho (Corea del Sud)
Dolor y gloria – Pedro Almodóvar (Spagna)
The Farewell – Una bugia buona – Lulu Wang (Stati Uniti d’America)
I miserabili – Ladj Ly (Francia)
Ritratto della giovane in fiamme – Céline Sciamma (Francia)

Miglior film d’animazione

Missing Link
Dragon Trainer – Il mondo nascosto 
Frozen II – Il segreto di Arendelle
Il re leone
Toy Story 4

Migliore colonna sonora originale

Hildur Guðnadóttir – Joker
Alexandre Desplat – Piccole donne 
Randy Newman – Storia di un matrimonio 
Thomas Newman – 1917
Daniel Pemberton – Motherless Brooklyn – I segreti di una città

Migliore canzone originale

(I’m Gonna) Love Me Again (Elton John, Taron Egerton) – Rocketman
Beautiful Ghosts (Taylor Swift) – Cats
Into the Unknown (Idina Menzel, Aurora) – Frozen II – Il segreto di Arendelle 
Spirit (Beyoncé) – Il re leone
Stand Up (Cynthia Erivo) – Harriet

TELEVISIONE

Miglior serie drammatica

Succession
Big Little Lies – Piccole grandi bugie
The Crown
Killing Eve
The Morning Show

Migliore attore in una serie drammatica

Brian Cox – Succession
Kit Harington – Il Trono di Spade 
Rami Malek – Mr. Robot
Tobias Menzies – The Crown
Billy Porter – Pose

Migliore attrice in una serie drammatica

Olivia Colman – The Crown
Jennifer Aniston – The Morning Show
Jodie Comer – Killing Eve
Nicole Kidman – Big Little Lies – Piccole grandi bugie
Reese Witherspoon – The Morning Show

Miglior serie commedia o musicale

Fleabag
Barry
Il metodo Kominsky 
La fantastica signora Maisel 
The Politician

Migliore attore in una serie commedia o musicale

Rami Yousef – Rami
Ben Platt – The Politician
Paul Rudd – Living with Yourself
Bill Hader – Barry
Michael Douglas – Il metodo Kominsky 

Migliore attrice in una serie commedia o musicale

Phoebe Waller-Bridge – Fleabag
Christina Applegate – Amiche per la morte – Dead to Me
Rachel Brosnahan – La fantastica signora Maisel 
Kirsten Dunst – On Becoming a God in Central Florida
Natasha Lyonne – Russian Doll

Miglior miniserie o film televisivo

Chernobyl
Catch-22
Fosse/Verdon
The Loudest Voice – Sesso e potere 
Unbelievable

Migliore attore in una miniserie o film televisivo

Russell Crowe – The Loudest Voice – Sesso e potere 
Christopher Abbott – Catch-22
Sacha Baron Cohen – The Spy
Jared Harris – Chernobyl
Sam Rockwell – Fosse/Verdon

Migliore attrice in una miniserie o film televisivo

Michelle Williams – Fosse/Verdon
Helen Mirren – Caterina la Grande 
Merritt Wever – Unbelievable
Kaitlyn Dever – Unbelievable
Joey King – The Act

Migliore attore non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo

Stellan Skarsgård – Chernobyl
Alan Arkin – Il metodo Kominsky 
Kieran Culkin – Succession
Andrew Scott – Fleabag
Henry Winkler – Barry

Migliore attrice non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo

Patricia Arquette – The Act
Helena Bonham Carter – The Crown
Toni Collette – Unbelievable
Meryl Streep – Big Little Lies – Piccole grandi bugie
Emily Watson – Chernobyl

Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020
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Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020
Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020
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Solara, il progetto di 144 automobili colorate da Zoer

Solara, il progetto di 144 automobili colorate da Zoer

Anna Cardaci · 3 settimane fa · Art

Un progetto tutto colorato è stato realizzato dall’artista Zoer il quale ha trasformato il più antico cantiere francese di demolizione di automobili in una quantità di colori su larga scala. Fa tutto parte del suo ultimo lavoro intitolato “Solara” il quale è composto da 144 automobili ormai rottamate che sono state ridipinte una ad una facendole sembrare, viste dall’alto, un arcobaleno.

Verniciando un nuovo strato di colore su ciascuna delle auto, l’artista spera di salvare i rottami automobilistici dalla distruzione e di dare loro una nuova identità. Oltre al rifacimento estetico, Zoer ha anche creato una pagina di crowdfunding per aiutare a riqualificare il terreno del cantiere.

Per mantenere la memoria di questi rottami, è stata creata una palette di colori che si combina con l’immaginario collettivo rinominando ogni tonalità con il nome del modello di automobile su cui è stata applicata. Tutto ciò ricorda molto un libro pantone ma, in questo caso, ha una forma tangibile e reale. Da un punto di vista plastico, Solara si interroga sul rapporto tra colore-oggetto-luce in un ambiente soggetto a pericoli naturali e la soggettività del colore. Dipingendo ogni auto con tonalità diverse, tutti questi relitti hanno ottenuto una nuova identità. Il progetto ha la funzione di fornire informazioni sul lavoro del pittore e sensibilizzare le persone su un problema locale che può essere traslato e risolto su scala globale. 

Il nome del lavoro prende spunto dalla macchina Solara, per l’appunto, una vettura prodotta dalla casa automobilistica francese Talbot prodotta fino al 1981. Inoltre, il nome riprende anche un fenomeno legato alla solarizzazione, un processo naturale di alterazione del colore di un oggetto esposto per lungo tempo al sole.

L’obiettivo di Solara è principalmente quello di mettere in evidenza e far conoscere in maniera artistica tutte le difficoltà che i proprietari dei cantieri devono affrontare. In questo caso, il cantiere sfruttato nel progetto, è tra i più antichi della Francia ed è in mano agli stessi proprietari da più di 50 anni. Questi, nonostante tutti gli sforzi per prendersi cura dello spazio e sopratutto del terreno, fanno fatica. Ciò è dovuto al fatto che il suolo mostra un’altissima concentrazione di cadmio e nichel (metalli) dovuta all’abbandono di pezzi di macchine per anni e anni in tutta la zona. Nel tentativo di migliorare le sorti e di porre un rimedio all’inquinamento, il progetto sopracitato di crownfunding mira ad aiutare i proprietari. 

Se anche tu vuoi fare una donazione, clicca qui per maggiori informazioni!

Solara | Collater.al 2
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Solara, il progetto di 144 automobili colorate da Zoer
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Solara, il progetto di 144 automobili colorate da Zoer
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Studio Ghibli, il nuovo film è in fase di produzione

Studio Ghibli, il nuovo film è in fase di produzione

Anna Cardaci · 3 settimane fa · Art

Lo Studio Ghibli, lo studio cinematografico di film d’animazione giapponese noto soprattutto per essere il produttore delle opere di Hayao Miyazaki e Isao Takahata, ha annunciato, nel suo messaggio annuale di Capodanno, che sta lavorando a due nuovi film.

Quest’ultimo è iniziato ricapitolando i precedenti annunci ufficiali, parlando dell’apertura del primo parco a tema Ghibli, che verrà inaugurato nella città giapponese di Nagakute nel 2022, e dell’adattamento di Nausicaä della Valle del Vento in uno spettacolo Kabuki, un tipo di rappresentazione teatrale sorta in Giappone all’inizio del XVII secolo.

Nonostante si sappia ancora molto poco del secondo film, lo Studio Ghibli ha rivelato dettagli sul primo – che è stato diretto dal co-fondatore di Ghibli Hayao Miyazaki. Il film sarà il primo lungometraggio di Miyazaki da quando è andato in pensione nel 2016.

Nonostante il lavoro non abbia mai avuto una “scadenza stabilita” e una data d’uscita precisa, lo studio, a un certo punto, si è imposto di farlo uscire in tempo per le Olimpiadi estive del 2020 che si terranno a Tokyo. Il produttore di lunga data di Hayao Miyazaki ha invece deciso di posticipare l’uscita tra il 2021 e il 2022 – a ottobre il film era stato completato solo per il 15%. Sicuramente, come si suol dire, il perfezionismo è nemico del progresso, ma quando si ha la reputazione affermata di qualcuno come Miyazaki, probabilmente ci si vuole prendere il tempo necessario per rendere l’opera impeccabile.

Inoltre, si vocifera che il regista abbia lavorato molto lentamente a questo film, tanto da produrre solamente un minuto di animazione al mese. Il ritmo però è probabile che cambi in quanto le fasi più complicate, ovvero quelle iniziali riguardanti lo storyboarding e lo sviluppo della storia, sono terminate.

Studio Ghibli | Collater.al 2
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Studio Ghibli, il nuovo film è in fase di produzione
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David Bowie – Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams

David Bowie – Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams

Giulia Pacciardi · 3 settimane fa · Art

Si chiama ‘Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams’ ed è una graphic novel interamente dedicata al cantautore britannico, scomparso oramai 4 anni fa, David Bowie.

Il fumetto, con le illustrazioni dalla coppia pop Laura Allred e Michael Allred, già conosciuti per lavori come Madman, Red Rocket 7 e iZombie, e con la sceneggiatura di Steve Horton, ripercorre i momenti più iconici della carriera del Duca Bianco, dai primi difficili anni fino alla creazione del suo amato alter ego Ziggy Stardust.

Il volume di 106 pagine, edito da Panini Comics, sarà disponibile in Italia dal 10 gennaio, in concomitanza con il lancio americano.

David Bowie – Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams
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