Dinosaur, il piccione gigante realizzato su commissione da Ivan Argote nel 2024, lascerà il suo posto allo Spur, sulla High Line di New York, a un’altra installazione monumentale. E in moltissimi si sono riuniti per #FarewellDinosaurNYC, l’evento di chiusura dedicato a questa scultura a forma di piccione realizzata dall’artista colombiano.

Installata come quarta commissione del programma High Line Plinth curato da Cecilia Alemani, Dinosaur ha trasformato uno degli uccelli più sottovalutati dell’ambiente urbano in una presenza monumentale, ironica e forse anche un po’ affettuosa. Un piccione fuori scala, simbolo di quella fauna invisibile che popola le città e che, proprio per la sua quotidianità, finisce spesso per essere ignorata. Argote, invece, l’ha resa protagonista assoluta dello skyline urbano.

Per il saluto finale, l’atmosfera è stata tutt’altro che nostalgica. Il pubblico si è presentato in massa (e soprattutto spesso vestito a tema) trasformando l’evento in una vera e propria celebrazione collettiva. L’artista Miriam Florence ha guidato momenti performativi insieme ai visitatori e non è mancato nemmeno un quiz dedicato al mondo dei piccioni, curato da Megan Marod, che ha trasformato l’evento in un’esperienza ludica e partecipativa per tutta la comunità.
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Il successo di Dinosaur racconta molto del modo in cui la public art contemporanea riesce a dialogare con il pubblico. Lontano da un approccio elitario, la scultura di Argote ha costruito un rapporto diretto con i newyorkesi, diventando rapidamente uno dei lavori più fotografati e condivisi della High Line. Il piccione, spesso considerato banale, sporco o fastidioso, si è trasformato in un simbolo di affetto urbano, capace di generare comunità.

Il programma High Line Plinth, nato per ospitare grandi opere di arte pubblica contemporanea, ha negli anni trasformato lo Spur in uno dei luoghi più interessanti per l’arte all’aperto a New York. E mentre Dinosaur lascia il parco, l’attesa è già rivolta alla quinta commissione, prevista per la primavera, che promette di continuare questa tradizione di installazioni monumentali e accessibili.
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