Classe 1999, Nicolò Bonafede in arte Don Said è un rapper di origine catanese, con base a Milano, già autore indipendente di diversi singoli.
Negli ultimi mesi sono uscite “Acqua Amara”, “Telegram” e “Dirty”, che anticipano il nuovo progetto di Don Said, che uscirà domani su tutte le piattaforme.
Si intitola “Luna Park” è il primo disco del Don, nome d’arte ispirato a uno dei protagonisti de “La Haine”. Un EP in cui tutte le sette canzoni sono l’una differente dall’altra, ogni singolo è un’attrazione diversa, tutte racchiuse in un disco solo.

Noi bbiamo fatto due chiacchiere con il rapper per farci raccontare tutto il lavoro dietro il suo primo disco.
Se voi non riuscite proprio a resistere andare sul profilo Instagram di Collater.al per ascoltare in anteprima un piccolo spoiler di “Sto Bene”.
Com’è nato il tuo EP e come è avvenuto il processo creativo dei nuovi pezzi?
L’EP nasce dal lavoro di circa un anno in cui ho realizzato veramente tante tracce, il processo creativo è stato accompagnato da un sacco di esperienze, lockdown compreso. Molte sono prodotte da Arden, producer con cui mi sono trovato bene, creiamo una buona sinergia ogni volta che ci incontriamo in studio. Le tracce sono tutte diverse tra loro, ho cercato di abbracciare più generi possibili
Come mai hai scelto “Luna Park” come titolo del tuo EP?
Il titolo Luna Park deriva dalla carica di sensazioni diverse date dalla diversità delle tracce del disco. Per quanto possa essere associato a un posto in cui regna l’intrattenimento, le attrazioni sono diverse tra loro, dalla casa degli orrori, alla ruota panoramica per finire con le montagne russe, tutte giostre che trasmettono sensazioni diverse, tutte però racchiuse in un unico posto: il Luna Park.
É il tuo primo EP, che aspettative hai? Senti la tensione?
La tensione è forte, sento la differenza dall’uscita di un singolo, per il quale di solito sono più tranquillo. È un progetto più grande, che punta più in alto e vuole alzare l’asticella, ho voluto creare qualcosa di inedito. Preferisco non crearmi aspettative e ritenermi soddisfatto del prodotto.
Sappiamo che il tuo nome d’arte “Don Said” si ispira a uno dei personaggi del celebre film L’odio di Mathieu Kassovitz, quanto c’è di questo personaggio nel tuo nuovo EP?
In tutta la mia carriera c’è e ci sarà per sempre un po’ di Said. Anche se cresco e nel tempo proseguo con la mia evoluzione, rimarrà sempre un personaggio che mi caratterizza.

