Mercoledì sera Venezia, in particolare l’Isola della Certosa, è diventata lo sfondo per la sfilata Men’s Spring Summer 22 di Saint Laurent. Per l’occasione, il direttore creativo del brand Anthony Vaccarello si è rivolto all’artista americano Doug Aitken commissionando la realizzazione di un’installazione che facesse da passerella e desse vita a uno scenario futuristico ma naturale.
L’artista americano ha pensato subito di creare una struttura riflettente, utilizzando pannelli di Alucobond, un materiale composito costituito da due lamine in alluminio e un nucleo centrale plastico. Non è la prima volta che Doug Aitken si confronta con materiali specchiati: iconica è la sua Mirage Detroit, una casa completamente specchiata costruita all’interno dell’ex Cassa di Risparmio del Michigan, installazione che è stata poi ripresentata in diversi siti, come nel deserto fuori Palm Spring o tra le Alpi svizzere.
L’opera per la sfilata di Saint Laurent prende il nome di Green Lens e si presenta come una struttura dalla pianta decagonale attraversabile in ogni direzione. Oltre alle superfici riflettenti, però, un altro elemento centrale dell’installazione sono le piante: una ricca vegetazione ricopre gran parte della struttura, specchiandosi all’infinito in essa.
L’elemento naturale è tornato anche durante la sfilata, infatti, mentre i modelli presentavano le nuove creazioni, in sottofondo era possibile sentire rumori della natura precedentemente registrati proprio sull’Isola della Certosa.
Un’opera del genere non poteva essere utilizzata solo una volta, per questo Green Lens rimarrà sull’isola fino alla fine di luglio come opera d’arte pubblica, ma l’impegno di Saint Laurent non si esaurisce qui. Le piante utilizzate per l’installazione verranno donate all’isola e il brand ha dichiarato il suo impegno nel ristrutturare le rovine del chiostro della Certosa.





