Drywall Collection mette insieme il lavoro di Claudio Larcher e Sofia D’Andrea ed è un progetto che nasce proprio da ciò che normalmente non vediamo nel design. Profili metallici pensati per il cartongesso, elementi tecnici che solitamente scompaiono dentro il cartongesso: sono questi gli elementi che diventano il punto di partenza di una collezione che ribaltano la funzione di questi elementi e che li portano in superficie. Il progetto prende forma proprio da questa tensione: rendere visibile l’invisibile, trasformando componenti industriali anonimi in oggetti di design dal carattere netto ed essenziale.

Il linguaggio visivo di questa collezione è diretto e coerente. Linee pulite e superfici metalliche che mantengono una certa crudezza industriale. Sedute, lampade, vasi ed elementi decorativi condividono la stessa matrice costruttiva, come se appartenessero a un unico sistema edilizio ricomposto in chiave domestica. La ripetizione del profilo da cartongesso non è solo una scelta formale, ma un principio progettuale che genera ritmo, uniformità e riconoscibilità.

Drywall Collection quindi lavora sul confine tra architettura e design, appropriandosi di materiali nati per la costruzione e reinterpretandoli come oggetti abitativi. In questo passaggio si apre una riflessione più ampia sul valore dello scarto e sul potenziale estetico dei materiali industriali, spesso relegati a un ruolo puramente tecnico. Qui il metallo non viene mascherato né addolcito, ma lasciato parlare attraverso la sua funzione originaria, trasformata però in gesto progettuale.


Il risultato è una collezione che non cerca la decorazione fine a se stessa, ma una bellezza strutturale, quasi sistemica. Oggetti che sembrano parti di un edificio smontato e ricomposto, capaci di portare nello spazio domestico un immaginario legato al cantiere, alla costruzione, alla ripetizione seriale. Drywall Collection si muove così tra design e architettura, dimostrando come anche ciò che è pensato per restare nascosto possa diventare protagonista, se osservato da una prospettiva diversa.



ph courtesy: Edoardo Oggioni
