Nel cuore del deserto del Qatar, il paesaggio si trasforma. È proprio in questo scenario quasi primordiale, in una regione oggi attraversata dalle fortissime tensioni geopolitiche che stanno compromettendo il Medio Oriente, che l’artista Richard Serra ha realizzato una delle sue opere: East-West/West-East, proprio come aveva fatto sette anni fa.

Commissionata da Qatar Museums, l’installazione è composta da quattro imponenti lastre di acciaio corten alte circa quindici metri. Disposte lungo una linea che attraversa il paesaggio per più di un chilometro, le sculture emergono dal terreno come segni essenziali, quasi coordinate geometriche tracciate nello spazio aperto del deserto.

L’opera si trova nell’area di Brouq, una regione caratterizzata da alture calcaree che interrompono la continuità della sabbia. Serra ha scelto questo punto preciso dopo aver studiato attentamente la topografia del luogo, posizionando le lastre in modo che dialoghino con la curvatura naturale del terreno. Il risultato è un intervento minimale ma potentissimo, capace di ridefinire la percezione del paesaggio senza alterarne l’essenza.

A differenza di molte sculture monumentali pensate per essere osservate da lontano, East-West/West-East esiste davvero solo quando viene attraversata. Camminando nel deserto, ogni lastra appare come una soglia: avvicinandosi, la sua scala diventa quasi disorientante, mentre la distanza tra un elemento e l’altro costringe il visitatore a misurarsi con l’immensità dello spazio circostante.
In questo senso l’opera non è solo un oggetto, ma un’esperienza fisica. Il movimento del corpo, il tempo necessario per percorrere il paesaggio e le suggestioni del deserto del Qatar diventano parte integrante della scultura. Richard Serra non aggiunge semplicemente qualcosa al territorio: utilizza quattro elementi verticali per rendere visibile la dimensione stessa dello spazio.


ph. courtesy: Rustam Shagimordanov
