Il nuovo deck firmato da Ed Templeton, il fondatore di Toy Machine, mette in scena un cartoon feroce e davvero inequivocabile: un membro del Ku Klux Klan crocifisso, avvolto dalle fiamme, sopra la base di una svastica spezzata. Un’immagine che non chiede interpretazioni, un messaggio apertamente antirazzista che affonda nella tradizione grafica dello skate.
Skater californiano e fotografo, Templeton disegna il soggetto di suo pugno e lo pubblica via Instagram, sul profilo di Toy Machine. L’idea nasce da un dettaglio di vicinato: un enorme crocifisso montato nel giardino del vicino durante il periodo di Natale. «Per via delle dimensioni non potevo non pensare alle foto storiche dei roghi di croci del Ku Klux Klan», scrive su Instagram. «Mi sono chiesto: perché costruire una croce a grandezza naturale sul prato? Poi ho immaginato un klansman crocifisso su una croce in fiamme e ho pensato che avrebbe avuto un impatto fortissimo. Così l’ho disegnato».

Non è solo provocazione. «Soprattutto in un’epoca di razzismo crescente», continua Templeton, «questa immagine mi sembra tutt’altro che controversa. Chi si metterebbe a difendere il KKK? Lo scopriremo presto». La tavola entra così nella lunga genealogia di grafiche che hanno usato l’iconografia come cortocircuito politico, riportando lo skate alla sua vocazione di linguaggio diretto, pop e militante.
Templeton riconosce anche i riferimenti: un tributo a Jim Thiebaud, che nel 1990 disegnò un deck con un klansman impiccato, e al leggendario Todd Francis, maestro nel trasformare simboli abrasivi in commento sociale. È una linea che passa per l’illustrazione come arma, per il gesto disegnato che diventa statement e merce insieme, nel cortile comune tra street culture e arte contemporanea.
Nel nuovo deck di Toy Machine il cartoon non addolcisce nulla: semmai rende l’immagine più penetrante, pronta a circolare nei park e nei feed. Bastano tre segni per prendere posizione. E ricordare che lo skate non è solo sport o stile, ma anche – quando serve – un atto di testimonianza.
