Photography Le borgate di Roma attraverso gli occhi di Eddie Cortesi
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Le borgate di Roma attraverso gli occhi di Eddie Cortesi

Giorgia Massari
eddie cortesi

L’approccio fotografico di Eddie Cortesi (1991, Roma) è senza dubbio documentaristico, legato particolarmente alla street photography. Il suo occhio è curioso e alla costante ricerca del vero. Vero come il suo rapporto con la fotografia, nato in modo spontaneo tra le strade di Bangkok. Tutto ha inizio nel 2013, quando si trovava in Thailandia per combattere in alcuni incontri di Thai Boxe. «Dopo una sconfitta, mi trovai a vagare per la città e tutto mi sembrava così nuovo e diverso. Preso dalla curiosità, ho iniziato a scattare», ci racconta Eddie. Da quel momento la fotografia entra a far parte della sua vita anche da un punto di vista professionale, prima in ambiti più istituzionali, come commissioni di foto-giornalismo o campagne pubblicitarie, poi intersecandosi sempre di più con la sfera personale e intima. Inizia così la vera e propria indagine di Eddie Cortesi, alla ricerca della verità tra le strade di Roma, la sua città, focalizzandosi in particolare sulle borgate, il suo set più ricorrente. Quello che interessa a Cortesi è l’aspetto più crudo, il lato più difficile di una società, che generalmente tende a essere nascosto o quanto meno viene mostrato con riluttanza. La verità Eddie la ritrova nei gesti ribelli, come i graffiti sui muri o le persone unite nelle proteste. L’autenticità del racconto diventa la sua missione. Ma non è sempre facile scattare la verità, tanto meno mostrarla. Per questo lo abbiamo intervistato per conoscere qualche retroscena del suo lavoro e tutti gli ostacoli anche legali – che ha incontrato sul suo cammino.

eddie cortesi

Cosa cerchi nei tuoi scatti?

Nella fotografia, così come in generale nel mondo, cerco l’autenticità. Nessun filtro è contemplato. Ho più volte rischiato la vita per fare determinate foto che, viste da fuori, possono sembrare una passeggiata ma in realtà c’è tanto dietro, quasi una storia da film.

Da un punto di vista della privacy, è difficile pubblicare degli scatti con questa tematica? Devi chiedere il permesso?

Un aspetto da tenere in considerazione è che molte delle persone che fotografo sono in situazioni borderline, per esempio hanno problemi con la legge. I miei soggetti vengono tutti dalla periferia. Quelli che scatto in Italia sono tutti consenzienti, ho il permesso di tutti. Quando vado all’estero invece è più difficile. In ogni caso sto molto attento a questo tema, potrei pubblicare libri ma non lo faccio proprio per questo concetto di privacy e di diritti. Ho già avuto problemi in passato, lo scorso settembre ho fatto una mostra in una zona molto centrale di Roma – da Ultrablue, si chiamava “Crudo alla romana” -, e ci sono state conseguenze legali. Sono in attesa del processo che ci sarà quest’anno.

eddie cortesi

È difficile scattare le persone in quelle situazioni e soprattutto fargli capire le tue intenzioni?

Partendo dal presupposto che la mia è una forma di reportage e di ritratto ambientato in zone di appartenenza senza finzioni, quando la gente mi vede si spaventa perché mi associa ai giornalisti. È normale che ci sia una certa diffidenza da parte loro quando vedono una macchina fotografica. Quando spiego le mie intenzioni, soprattutto grazie al fatto che vado in quanto “amico di amici”, tutto diventa più semplice. La mia volontà è quella di mettere in risalto gli aspetti più umani e positivi di ogni situazione.

Stando spesso in situazioni così complicate, hai mai avuto problemi?

Sì, avoja. Ho avuto problemi con la polizia perché sono stato trovato in mezzo a situazioni non troppo “legali”, ovviamente ero presente in quanto fotografo documentarista, ma devi pur sempre spiegarglielo.

eddie cortesi

Parlaci del tuo lavoro nelle borgate di Roma. In cosa consiste?

Penso di essere l’unico ad aver fotografato tutte e trenta le diverse borgate di Roma. È stato un lavoro ampio e difficile. Quello che faccio ora è iniziato tra il 2015 e il 2016. All’inizio sono partito con il digitale, poi dal 2020 più o meno sono passato alla pellicola. Il mio lavoro nelle borgate nasce dal desiderio di raccontare la strada come luogo dell’imprevisto e del caos.  

Parliamo dei tuoi progetti futuri. Hai in programma qualcosa?

Al momento non posso rivelare troppo, ma sto organizzando una nuova mostra a Milano. Intanto sto anche lavorando a un nuovo libro con scatti inediti ma, come al solito, ci sono problemi legali che impediscono la fluidità della pubblicazione. Staremo a vedere.

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Courtesy and copyright Eddie Cortesi

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Scritto da Giorgia Massari
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