Un piano di sviluppo economico emanato dal governo di Pechino ad aprile ha sollecitato le amministrazioni ad approvare la costruzione di edifici “economicamente sostenibili, green e piacevoli agli occhi”. Non è la prima volta che accade, infatti un anno fa – come riporta il Global Times – in Cina il ministero per lo sviluppo urbano e rurale ha pubblicato un documento in cui definisce gli edifici eccentrici come uno “spreco di risorse”. In Cina la discussione riguardo al gusto di palazzi pubblici e privati è il risultato di anni di esperimenti architettonici, promossi da architetti asiatici e occidentali, che hanno individuato nella Cina una nazione nella quale poter realizzare progetti anche molto strani, come spiegato dal Guardian.
Il punto cruciale qui è: come si fa a definire ciò che è brutto? Se parliamo di chiese progettate come fossero violini o di un hotel a forma di bambola Babushka è facile essere d’accordo, in caso contrario servirebbe una giuria, o magari un concorso, come quello indetto dalla rivista di architettura Archy.



Il magazine cinese per il dodicesimo anno ha lanciato ad aprile una raccolta voti aperta al pubblico per decretare i dieci peggiori edifici della Cina, dalla quale uscirà un vincitore (o non-vincitore. Come si dice in questi casi?). Quest’anno in gara ci sono 87 tra grattacieli, centri commerciali, università o templi, come quello nel parco tema abbandonato di Hebei, metà tradizionale asiatico e metà ispirato al Campidoglio di Washington, un collage per creare un legame tra le due culture.

Il concorso non è un’iniziativa frivola come può sembrare, non è un freak show di stranezze, bensì un modo per coltivare nei cittadini un pensiero critico riguardo alla bruttezza delle architetture. Archy spera che così facendo aumenti il senso di responsabilità sociale delle imprese di costruzioni e dei giovani architetti.
Il concorso nel 2021 è già riuscito nell’intento di creare un dibattito. Nei mesi scorsi infatti su Weibo (l’equivalente di Instagram in Cina) è comparso l’hashtag #BanningUglyArchitecture, visto 170 milioni di volte in particolare sotto la foto della porta dell’Università di Zhejiang. Gli studenti hanno a loro modo denunciato la costruzione della gigante porta ad arcate, costruita grazie a donazioni di ex alunni e considerata non adatta allo scopo. Ovviamente il cortocircuito virale ha fatto schizzare la porta al primo posto della classifica con 8881 punti (ad oggi), cinquemila in più dell’inquietante statua sul ponte di vetro della montagna di Jiuhuangshan a Mianyang, Sichuan.
Il pubblico potrà votare fino a novembre ma il giudizio popolare peserà solo il 40% rispetto al totale. Il restante 60% infatti dipenderà da una giuria composta da critici, studi di architettura, professori e urbanisti, a conferma che il The 12th China Ugliest Building Survey vuole essere un vero momento di critica e dibattito sull’architettura in Cina.




