Elisa Puglielli e la disarmante semplicità delle sue illustrazioni

Elisa Puglielli e la disarmante semplicità delle sue illustrazioni

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

Lo stile delle illustrazioni di Elisa Puglielli è il risultato di anni di sperimentazione e di studio prima di Disegno Industriale e poi di Design e Comunicazione Visiva.

La passione per il disegno ha fatto parte dell’illustratrice romana sin da quando era bambina, ma solo dopo anni ha deciso di trasformarla in una vera e propria professione.

I suoi lavori vengono in un primo momento realizzati a mano con carta e matite, solo successivamente vengono definite e terminate digitalmente. Lo stile di Elisa si caratterizza per i colori decisi e vivaci e soprattutto per la mancanza di linee nere di contorno. I soggetti sono semplici, senza fronzoli e senza elementi disturbanti che potrebbero distrarre lo sguardo dal soggetto principale. Si tratta di uno stile essenziale che gioca con forme e colori, creando un risultato finale quasi surreale e minimalista.

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Stranger Things 3: un teaser annuncia l’uscita della terza stagione nel 2019

Stranger Things 3: un teaser annuncia l’uscita della terza stagione nel 2019

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

Sembra proprio che il 2019 vi darà mille soddisfazioni, o almeno lo farà se siete dei tv series addected e in materia di binge wantching non siete secondi a nessuno. 

Dopo che la HBO ha ufficialmente confermato l’uscita della stagione finale di Game of Thrones, Netflix ribatte nel migliore dei modi, ovvero rilasciando il teaser di Stranger Things 3. 

Il video di un minuto pubblicato su tutte le piattaforme si apre con la frase “Nell’estate del 1985 l’avventura continua” e oltre ad annunciare l’uscita nel 2019 rivela anche i titoli degli otto episodi. Il primo sarà “Suzie, mi ricevi?” seguito in ordine da “Incubi”, “Il caso della bagnina scomparsa”, “La sauna”, “L’origine”, “Il compleanno”, “Il morso” e “La battaglia di Startcourt”. Ammettetelo, mai come quest’anno, non vedete l’ora di dire 3… 2… 1… Buon 2019!

 

Stranger Things 3: un teaser annuncia l’uscita della terza stagione nel 2019
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Short video for Breakfast – BelieveinChristmas, quella del riccio Henry è la storia di tutti noi

Short video for Breakfast – BelieveinChristmas, quella del riccio Henry è la storia di tutti noi

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

Lo so, vi abbiamo già fatto vedere i dieci spot natalizi di quest’anno che ci sono piaciuti di più, ma BelieveinChristmas, ovvero quello realizzato dal Gruppo Erste Bank e Sparkassen, uno dei maggiori fornitori di servizi finanziari in Austria, è troppo bello per non parlarne.

Henry è un piccolo riccio che a scuola non riesce a stringere amicizia con gli altri animaletti perché tutti hanno paura di pungersi e di farsi male. La sua natura, il suo aspetto, la sua caratteristica peculiare allontana tutti, facendolo sprofondare in una solitudine commovente. Sfortunatamente la sua è una storia universale e fin troppo comune perché nonostante tutto ognuno di noi sa cosa si prova a essere esclusi, a tutti sarà successo almeno una volta nella vita. E proprio in quel momento avremmo voluto avere degli amici come i compagni di scuola del piccolo Henry, che al posto di darsi per vinti, combattono per questa amicizia, avendo alla fine un’idea geniale.

Se ti sei perso i dieci spot natalizi più belli del 2018 puoi rivederli QUI.

BelieveinChristmas | Collater.al BelieveinChristmas | Collater.al BelieveinChristmas | Collater.al BelieveinChristmas | Collater.al BelieveinChristmas | Collater.al BelieveinChristmas | Collater.al

Short video for Breakfast – BelieveinChristmas, quella del riccio Henry è la storia di tutti noi
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Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park

Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Art

L’artista Felipe Pantone ha presentato il W3-DIMENSIONAL Park nel centro Siam di Bangkok, un’installazione tridimensionale caratterizzata da colori vividi  luminosi, dall’estetica futurista che contraddistingue il suo stile. L’artista argentino-spagnolo ha iniziato a fare graffiti all’età di 12 anni, si è laureato in Belle Arti a Valencia , dove attualmentre ha sede il suo studio.

Dal sapore in stile videogame anni’80 e vaporwave l’opera è il trionfo della glitch art, dove il pavimento presenta anche piattaforme sopraelevate combinate con forme geometriche, offrendo la possibilità di godere di molteplici punti di vista da diverse angolazioni.

Oltre all’installazione principale sono presenti anche quattro opere originali su tela che fanno parte della sua serie di dipinti in corso, se vuoi saperne di più puoi visitare il sito dell’artista qui.

Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.alFelipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al Felipe Pantone inaugura il W3-DIMENSIONAL Park | Collater.al

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La campagna Denim Fall/Winter 2018 di Eytys è un’ode all’advertising degli anni 70

La campagna Denim Fall/Winter 2018 di Eytys è un’ode all’advertising degli anni 70

Collater.al Contributors · 1 anno fa · Art, Style

Portando avanti l’identity lanciata con la scorsa campagna, Eytys riprende lo stile bold e dritto al punto tipico dell’advertising degli anni 70.

“You can’t have my number but you can have my Eytys jeans” esordisce una ragazzina dall’aria insolente, “You can’t have my package but you can have my Eytys jeans”, dice un bel ragazzo con gli occhi azzurri, e ancora, “You can’t have our cocks but you can have our Eytys jeans”.

E cosi vanno avanti per followers, bambini e ostriche.

Sono i video accattivanti dell’ultima campagna Eytys, realizzata in collaborazione con il magazine con base a Londra Buffalo Zine. Seconda collaborazione per le due parti, lanciata in occasione dell’inizio della produzione di apparel ready-to-wear lanciato l’anno scorso. Mentre l’ultima campagna era bidimensionale, quest’anno si passa al moving image con una serie di video di video intriganti dalla breve durata e molto social-media friendly.

L’editor della rivista ha dichiarato di essersi deliberatamente ispirato alle pubblicità degli anni 70: messaggi diretti e personaggi dotati di un’incredibile naturalezza. Gli AD lasciano infatti poco spazio all’immaginazione: partono con un’inquadratura stretta sul soggetto narrante, per poi allargare il piano sulla figura intera con indosso i denim in questione. Proprio come nelle pubblicità degli anni 70, i protagonisti sono di bell’aspetto e sicuri di sé, ma più importante del loro modo di comunicare è ciò che mostrano: i modelli sono di bell’aspetto ma ancora di più lo è il prodotto indossato.

Le ispirazioni vintage non sono una novità quando si parla del brand svedese: partendo dal nome Eytys, si pronuncia 80s ma si scrive con la Y in riferimento alla generation Y cresciuta con MTV e con l’estetica workwear tipica dello stile californiano anni 90. Proprio questi sono i punti cardine alla base delle ispirazioni del brand.

La campagna Denim FW18 di Eytys | Collter.al3

Lanciato a Stoccolma nel 2013 da Jonathan Hirschfeld e Max Schiller amici d’infanzia, di cui uno ha seguito un percorso accademico business, mentre l’altro si è formato sotto l’ala di Jonny Johansson, co-founder di Acne Studios – Eytys nasce con la produzione di un solo prodotto: “Mother”, la sneaker unisex con la suola spessa di gomma dal look super minimal. Una calzatura semplice, che rappresenta per Schiller (ex eBay addict sempre in cerca di Vans e Converse anni 70, perché con una suola migliore) la scarpa perfetta da poter comprare ed indossare sempre. Da subito, la scarpa è diventata un cult all’interno del mondo dello streetwear, e il brand ha espanso la sua produzione ad altri modelli di scarpe di altrettanto successo, come la Angel, dalla suola a dir poco imponente.

La campagna Denim FW18 di Eytys | Collter.al4

Dal 2017 il brand si evolve con la produzione di apparel, con una capsule collection di dodici modelli di jeans unisex a cinque tasche, che ripropone quest’anno. Tra i pezzi chiave, denim con robuste cuciture a contrasto e pantaloni in tartan dalla vita medio-alta. Benz, Boyle e Cypress sono i tre modelli principali, deliberatamente ispirati al workwear Americano tipico dello stile di east LA. I materiali sono ricercati e oltre al twill di lana Giapponese e al nylon industriale Belga, vantano anche uno stock di denim trovato in un frantoio di Hong Kong.

Anche i jeans, come le sneakers e le scarpe sono unisex. Gli ad, infatti, mirano a mostrare come lo stesso prodotto possa conferire audacia e sensualità ad entrambi i generi, mantenendo un fit che si adatta perfettamente a tutte le forme con uno stile baggy ma audace.

La campagna Denim FW18 di Eytys | Collter.al 2

Schiller attribuisce la natura unisex del brand al clima politico svedese (classificato dal Forum Economico il quarto paese al modo per la parità effettiva dei sessi) e al suo gusto personale secondo cui gli indumenti femminili non hanno bisogno di diventare una versione più carina del prodotto originale.

“Non c’è motivo per cui vestiti o sneakers debbano essere gender-specific”

dice il fondatore. Uno dei suoi brand preferiti è Cèline, che trova molto maschile ma è intrigato da come una donna che indossa il brand possa apparire sexy e sicura di sé. “Anzichè sembrare carina e femminile, ha un look possente”. Ed è un po’ la sicurezza che mira a trasmettere tramite il design del prodotto e il modo in cui questo viene pubblicizzato. Come trasmesso dalle proprie campagne dal branding consistente, Eytys produce i prodotti chiave del guardaroba moderno: sneakers e denim dal look senza tempo.

Testo di Enrica Miller

La campagna Denim Fall/Winter 2018 di Eytys è un’ode all’advertising degli anni 70
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