Uno dei personaggi più interessanti raccontati in Feud: Capote vs. The Swans è sicuramente C.Z. Guest, it girl newyorkese interpretata da Chloë Sevigny – a sua volta style icon per eccellenza dei nostri tempi. Il ruolo, d’altronde, calza a pennello sull’attrice americana che già dagli anni ’90 ha iniziato a costruire una carriera attoriale longeva che lasciando il segno in modo significativo anche nel mondo della moda. I look versatili (poi vedremo perché) e il mix di influenze che contraddistinguono lo stile di Sevigny si riflettono sul modo di vestire dell’attrice che – scoperta per le strade di New York nei primi anni ’90 – viene subito intercettata dalle riviste di moda e, successivamente, anche nel mini-ecosistema del cinema indipendente con Kids, sotto la direzione di Larry Clark. Negli stessi anni, Sevigny è comparsa anche nell’iconico video musicale Sugar Kane dei Sonic Youth, girato nello showroom di Marc Jacobs. Un chiaro segno che la sua carriera sarebbe stata destinata a fare i conti anche con la musica oltre che con la moda. Ma scopriamo qualcosa in più sullo stile e sull’immaginario multiforme dietro all’attrice e modella americana, in grado di incarnare lo spirito del suo tempo forte di un’eleganza che si è evoluta nel tempo.

Il debutto di Chloë Sevigny nel mondo del cinema arriva con Kids, un film che racconta la giornata tipo di un gruppo di skater newyorkesi alle prese con alcol, droghe, sesso e microcriminalità all’ombra del tragico avvento dell’HIV. Il film di Larry Clark, infatti, ha contribuito a definire l’estetica skate raccontando un pezzo di storia importantissima per questa sottocultura. Ai tempi, Sevigny sfilava già in passerella da qualche anno. Ancor prima del cinema, venne scoperta da un certo Andrea Linett – stylist per conto di Sassy Magazine – iniziando a posare per editoriali e progetti di varia natura. Indimenticabile, la sua apparizione durante la Spring/Summer 1996 di Miu Miu a Bryant Park accanto a Kate Moss, la sua «controparte inglese» a fronte di uno stile e un’attitudine volutamente androgine.


Ancor prima di Kids, Chloë Sevigny lavorava per Liquid Sky, un negozio newyorkese e il luogo dove sembra aver sviluppato la sua passione per il thrifting; tema che tornerà anche in moltissime interviste rilasciate nel corso degli anni. Su Youtube c’è anche un closet tour in due parti (la prima qui e la seconda qui), risalente a dodici anni fa dove Sevigny mostra alcuni dei pezzi più iconici nel suo armadio. I video – in collaborazione Opening Ceremony – non si limitano a raccontare parte della collab con il brand ma ripercorrono molti dei momenti (e dei ricordi) più importanti nella carriera dell’attrice. A partire da una componente di uno dei costumi di Gummo (1997), passando per pezzi iconici come una giacca di jeans proveniente dal film Out of The Blue (sempre 1997), qualche costume di Halloween e la sua immensa t-shirt collection. Ritornando quindi alla cultura skateboard, Sevigny mostra anche una maglietta del video musicale Video Days dei Blind Skateboards, diretto da Spike Jonez nel 1991 e considerato uno dei video più influenti sul tema vedendo la partecipazione di Mark Gonzales, Rudy Johnson, Jason Lee, Guy Mariano e Jordan Richter.
Il percorso cinematografico di Sevigny prosegue con una nomination agli Oscar come Migliore Attrice non Protagonista per Boys Don’t Cry nel 1999. Altre tappe della sua carriera attoriale sono American Psycho nel 2000 e dal 2005 fino al 2011 la serie tv firmata HBO, Big Love. Negli anni Dieci ci sono Hit & Miss, American Horror Story: Hotel, Lizzie e moltissimi altri fino al 2020 dove ritroviamo Sevigny in We Are Who We Are, diretto da Luca Guadagnino, Bones and All e altre serie tv come Feud, per esempio, di cui abbiamo parlato all’inizio. Ma ancora, indimenticabile e iconica allo stesso tempo nello scioccante The Act (2019) dove interpreta Mel, la vicina di casa di Gypsy-Rose e Dee Dee Blanchard. Come abbiamo anticipato prima, la sua è una carriera che va a braccetto con quella nel mondo della moda, non solo come modella ma anche in altri ruoli. Nel 2002 si cimenta nel fashion design collaborando come Creative Director per il brand sicuramente fuori dal comune di Tara Subkoff, Imitation of Christ – un brand sostenibile che si definiva anti-fashion.
Anche sui red carpet Chloë Sevigny si è sempre fatta notare, come nel 2000 quando agli Academy Awards ha indossato un Yves Saint Laurent disegnato da Albert Elbaz. Nel 2015, in occasione del Met Gala (China: Through The Looking Glass il tema di quell’anno) ha indossato un abito pensato da JW Anderson, ispirato dalle silhouette della collezione di quell’anno ma cucito insieme a tessuti vintage. La passione per il vintage rimane quindi uno dei capisaldi dello stile di Sevigny che nel corso degli anni non ha mai rinnegato questa sua propensione portandola con orgoglio anche grazie all’incontro con la sua stylist, Haley Wollens.
Sempre al Met Gala – quest’anno, approfittando del tema Sleeping Beauties: Reawakening Fashion – Chloë Sevigny ha indossato uno dei look firmato da Simone Rocha. Di certo uno dei più interessanti di tutto il red carpet. Anche in questo caso, il rapporto con il designer è cruciale nella scelta del look e non possiamo di certo dimenticare il momento in cui l’attrice ha sfilato per il marchio nel 2019 indossando una bralette e un abito traslucido con perle e rouches in una combinazione di lacci Harajuku a favore di un’analisi non poco superficiale sulla sessualità femminile e su cosa significa conquistarla.

Regina dei camei, Sevigny è anche apparsa nell’ormai cele(brat)issimo 360, il video musicale dell’omonimo brano di Charlie XCX che ha visto la partecipazione di moltissime hit girls del nostro tempo. Insomma, Chloë Sevigny – forte di un immaginario poliedrico – è sempre riuscita a non prendersi mai troppo sul serio. Ma soprattutto a non prendere troppo sul serio il mondo della moda, collaborando qua e là con brand che la rappresentavano (e la rappresentano ancora oggi) davvero. Il mix fra street-style e alta moda, la passione per il thrifting e per il vintage, la voglia di sperimentazione e, da una parte, anche la sua bellezza anti-convenzionale sono solo alcuni degli aspetti che la contraddistinguono. Con il passare degli anni, lo stile di Chloë Sevigny non ha mai smesso di evolversi provando di essere degno di una vera it girl.

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