Nella cornice di Via Corsico, nel cuore dei suggestivi Navigli di Milano, lo scorso giovedì 19 luglio ha preso vita #EXPOSICIÓN24H, l’ultima campagna targata Tequila Espolòn culminata con un evento che si è protratto fino a tarda sera.
La serata, animata dal cocktail messicano per eccellenza, Espolòn Paloma, e dal ritmo gioioso della cumbia, ha visto i 3 protagonisti del progetto raccontare live il lavoro che hanno svolto insieme al brand per continuare a celebrare il forte legame di quest’ultimo con le arti creative e figurative.
Il calligrafo Luca Barcellona, l’illustratore Francesco Caporale e l’artigiano dell’argento Mindoner, hanno infatti creato t-shirt brandizzate, anelli in argento con calavera e illustrazioni, che, nei giorni precedenti all’evento, sono stati disponibili su Instagram il tempo di durata di una story, solo 24 ore.
Questo perché #EXPOSICIÓN24H è nato con l’intento di celebrare lo sforzo creativo che si nasconde dietro ogni opera, anche quelle che nascono e vivono online, spesso sottovalutate in quanto di breve fruizione.
In questa occasione abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con gli artisti riguardo il loro rapporto con i social media, quali sono le loro fonti d’ispirazione ed, infine, che tipo di opera hanno creato per #EXPOSICIÓN24H e come funziona il loro processo creativo:
L’obiettivo di #EXPOSICIÓN24H, la nuova campagna lanciata da Tequila Espolòn, è quello di restituire valore all’arte online, spesso sottovalutata in quanto di breve fruizione. Se questo può essere un contro, quali sono per te i pro dell’ormai solido rapporto fra arte e social media?
Luca Barcellona: Ho cominciato a lavorare con la calligrafia poco prima di internet e dei social network; quello che facevo era conosciuto dagli addetti ai lavori, ma i nuovi media hanno enormemente contribuito a diffondere il mio lavoro in maniera più capillare;
Ci sono persone che mi hanno raccontato di avere iniziato a fare calligrafia dopo aver visto un mio video, ed è quello che è successo esattamente a me dopo aver trovato alcuni video dei Maestri degli anni ’60, che erano però difficilissimi da recuperare fino a dieci anni fa.
Chi mi segue può mettersi in contatto con me in un attimo, e posso ritrovarmi a dipingere una parete in Giappone o tenere una conferenza in Nuova Zelanda, come è successo, semplicemente perchè le distanze si sono praticamente annullate.
Il potenziale è enorme, anche se le controindicazioni possono essere molte (lavori copiati, riprodotti senza citare la fonte, etc), gli aspetti positivi sono comunque maggiori.
Francesco Caporale aka FRA!: Il principale pro del solido rapporto tra arte e social è senza dubbio la velocità con la quale si riesce a comunicare la propria “Arte” che per quanto mi riguarda preferisco definire “Lavoro”. Quando parlo di velocità intendo dire il raggio d’azione che le mie linee riescono ad avere in spazi che fisicamente non potrei mai vedere nella mia vita. É sempre divertente leggere commenti ai propri lavori in inglese e vedere che gli utenti potrebbero venire da qualsiasi parte del mondo. Un altro vantaggio è il concetto dell’arte a portata di tutti. É vero che questo stesso concetto è anche ciò che porta alla sottovalutazione della suddetta, ma confido che sulla base di essa nascerà quel mondo che continuerà a renderci umani nonostante la supremazia della tecnologia. Quindi è nostro dovere renderci sempre più consapevoli di cosa vuol dire “fare arte come lavoro e non come passione”. Infine, ma non per importanza, un altro grande vantaggio è la possibilità di crearsi una propria community che ti segue, ti dice la sua e soprattutto ti fa compagnia in quei momenti in cui la solitudine del libero professionista prende la supremazia. Come dico sempre a chi mi segue “i vostri complimenti sono la mia benzina”.
Mindoner: I social media stanno aiutando molto la diffusione dell’arte dando la possibilità agli artisti di mostrare le proprie opere dal basso, senza dover passare da nessun canale istituzionale e senza dover sottostare a nessuna regola dettata dalle gallerie e dal mercato.
Tequila Espolòn è un brand che affonda le sue radici nella cultura messicana, c’è una cultura a cui sei maggiormente legato o che è per fonte d’ispirazione?
Luca Barcellona: Le influenze nel lettering sono molteplici, dai calligrafi tedeschi del secolo scorso all’arte giapponese, fino alla poster art psichedelica americana anni ’60-’70.
Sono un estimatore degli incisori e illustratori messicani dell’800 e di inizio ‘900, uno su tutti Josè Guadalupe Posada.
Nel campo del lettering, il mio lavoro è fortemente stato influenzato dall’incontro con la cultura Cholo e dal lavoro di Chaz Bojorquez, con cui ho stretto amicizia durante due viaggi a Los Angeles.
Sicuramente il mio lavoro è frutto della somma di queste esperienze e credo lo si percepisca attraverso gli artwork realizzati per Espolòn.
Francesco Caporale aka FRA!: Se devo essere sincero, non mi sono mai ispirato a nessuna cultura in particolare. Ho iniziato a riempire fogli bianchi in un momento molto vuoto della mia vita. Ho visto che funzionava su di me e avendo una laurea in Grafica pubblicitaria e Direzione Artistica ho pensato di usarla per farne un prodotto che forse poteva essere utile anche a riempire gli spazi degli altri. Semplice. Durante questi 5 anni però mi è stato detto più volte che ripercorro chiaramente l’horror vacui tipico del medioevo ellenico ma ricorrente anche nelle culture barbariche e islamiche. Bah, chissà se anche qualche mio antenato aveva sta fissa di riempire tutto!
Mindoner: Personalmente non sono legato in modo particolare a nessuna cultura, mi sento un cittadino del Mondo e cerco di prendere ispirazione da tutto quello che mi succede in ogni luogo che visito. Credo sia molto importante alimentare continuamente quella curiosità ancestrale che porta l’uomo a viaggiare, e quindi a evolverlo, interessandosi a culture di paesi diversi dal proprio.
Per questa campagna hai ideato delle opere interamente dedicate all’universo di Espolòn, che cosa hai creato e qual è stato il tuo processo creativo?
Luca Barcellona: Per l’artwork “Tu espiritu, tu firma” ho pensato alle composizioni ad epigrafe che richiamano alcuni loghi iconici del mio background, come ad esempio Dogtown per lo skate di fine anni ’70.
Poi, in queste occasioni mi piace poter sperimentare con stili diversi, per questo ho lavorato ad una composizione ad incastri in cui Espolòn è ripetuto in decine di stili diversi;
Se fai calligrafia, è una delle sfide più interessanti e divertenti.
Francesco Caporale aka FRA!: Per la campagna di Espolòn ho creato un’opera di misure 50x70cm interamente a mano e con della semplice china nera. Come al solito ho usato due tratti, nello specifico 0.3 per la traccia generale e 0,05 per i dettagli. Il processo creativo in questo caso è stato molto semplice e assolutamente divertente. Si può dividere in 2 momenti: fare una ricerca di immagini riguardanti la cultura messicana e le opere di Steven Noble (l’illustratore della famosa etichetta di Espolòn nonché uno dei miei artisti preferiti) e riempire quel foglio bianco come meglio mi passava per la testa. D’altronde era nel brief “Dovete creare qualcosa che racconta il nostro mondo ma dovete farlo nel modo più libero e personale possibile”… E io l’ho fatto!
Mindoner: Per questa campagna ho realizzato una serie limitata di 20 anelli in Argento 925. Il soggetto rappresenta una classica Calavera che sorride, con tanto di baffi, occhi a forma di fiori e cappello. Ho cercato di impreziosirlo di particolari che richiamino la cultura messicana legata al “dia de los muertos” e alla Tequila.
La Calavera, infatti, poggia su un gambo che riproduce il fusto della pianta Agave spogliato delle sue foglie prima di iniziare il processo di produzione della tequila.

