Dal 29 ottobre al 1° novembre, Torino cambia ritmo. Tra fiere d’arte contemporanea, installazioni luminose, fotografia, mostre e musica elettronica, la città diventa un punto d’incontro per chi cerca nuove forme di espressione. Ecco cosa vedere durante la Torino Art Week 2026, oltre Artissima.
Questo è il momento dell’anno in cui Torino sembra funzionare secondo coordinate diverse. Le gallerie si riempiono, gli spazi indipendenti aprono le porte, le opere escono dai luoghi convenzionali e la musica si sposta da un palco all’altro, fino a notte fonda. È la Torino Art Week, l’appuntamento che riunisce alcune delle manifestazioni più interessanti del panorama culturale italiano e internazionale, trasformando la città in un percorso da attraversare più che in un programma da spuntare.


Le fiere da non perdere, oltre Artissima
Artissima rimane una tappa centrale per chi vuole scoprire le ricerche più recenti dell’arte contemporanea. Dal 30 ottobre al 1° novembre, negli spazi dell’Oval Lingotto, la fiera riunisce 183 gallerie provenienti da 35 Paesi, tra artisti affermati e nuove voci della scena internazionale. Il tema scelto per l’edizione 2026, Fancy: A Flexible, Acrobatic Body, suggerisce un interesse per il corpo come spazio di trasformazione, movimento e sperimentazione. Ma fermarsi qui significherebbe perdersi una parte importante di ciò che rende questa settimana speciale.
Dal 29 ottobre al 1° novembre, The Others Art Fair porta la propria attenzione sulle pratiche emergenti e sulle realtà indipendenti negli spazi del Parcheggio Lancia, in Piazzale Chiribiri. La fiera rappresenta un’occasione per avvicinarsi a progetti che spesso lavorano al di fuori dei circuiti più consolidati, mettendo al centro nuove prospettive e modalità di produzione artistica.
Nelle stesse date, Flashback Art Fair, in Corso Giovanni Lanza 75, propone un approccio che mette in discussione le tradizionali separazioni tra antico e contemporaneo. La sua identità si fonda proprio sull’idea che l’arte non debba essere letta attraverso categorie temporali rigide, ma come un territorio di relazioni e rimandi, capace di far dialogare epoche, linguaggi e sensibilità differenti.
Anche Paratissima, dal 30 ottobre al 1° novembre al Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, amplia il panorama della settimana con uno sguardo rivolto alla creatività emergente. Spostarsi fuori dal centro di Torino diventa così un’occasione per incontrare artisti e progetti in un contesto diverso da quello delle grandi fiere, dove la scoperta può cominciare anche da una pratica ancora in via di definizione.



Le mostre da vedere durante la Torino Art Week
Oltre alle fiere, Torino offre un percorso espositivo che attraversa linguaggi e periodi diversi. Dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, Marisa Merz con la mostra La danza delle ore celebra il centenario della nascita dell’artista attraverso tre sedi, Fondazione Merz, GAM e Castello di Rivoli, mettendo in dialogo differenti aspetti di una ricerca che ha attraversato scultura, disegno e installazione.
Dal 30 ottobre, alla Pinacoteca Agnelli, Laure. Chris Ofili & Édouard Manet parte dal ritratto dipinto da Manet nel 1862 per riflettere su rappresentazione, identità e memoria, restituendo centralità a Laure, la donna raffigurata nell’opera.
Alle OGR Torino, dal 31 ottobre, l’Infinity Mirrored Room – The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth di Yayoi Kusama trasforma specchi e luci in un ambiente immersivo in cui i confini dello spazio sembrano dissolversi.
Tra gli appuntamenti da segnare c’è anche Where It Plays, la seconda mostra organizzata da Chiaromonte, piattaforma editoriale dedicata alle intersezioni tra arte e cultura contemporanea. L’esposizione riunisce due videoinstallazioni, firmate da Dora Budor e Nicole-Antonia Spagnola. La mostra inaugura il 29 ottobre alle 17:00 e sarà visitabile fino al 30 novembre 2026, in via G. Barbaroux 5H, Torino.
Per chi vuole invece approfondire il rapporto tra fotografia e realtà, CAMERA ospita fino al 7 febbraio 2027 Letizia Battaglia. L’opera 1970-2020: un percorso attraverso cinquant’anni di lavoro, dalle immagini della mafia a Palermo ai ritratti e alle scene di vita quotidiana, che restituisce tutta la complessità dello sguardo della fotografa.
A completare il percorso c’è Luci d’Artista, che dal 23 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 porta le installazioni luminose nelle strade e nelle piazze della città, trasformando Torino in una mostra a cielo aperto. Cinque progetti diversi, accomunati dalla possibilità di guardare lo spazio, la storia e le immagini da prospettive nuove.




C2C Festival: quando l’arte incontra la musica elettronica
Dal 29 ottobre al 1° novembre, il C2C Festival porta a Torino una delle sue dimensioni più riconoscibili: quella di un festival in cui la musica elettronica dialoga con sperimentazione, ricerca sonora e cultura contemporanea. Nato come Club To Club, negli anni C2C ha costruito un’identità che supera la distinzione tra club culture e avanguardia, aprendosi a linguaggi musicali difficili da ricondurre a un unico genere.
Durante l’Art Week, la sua presenza aggiunge alla programmazione visiva una dimensione fatta di ritmo, ascolto e corpi in movimento. Se le fiere e le mostre invitano a soffermarsi sulle opere, C2C sposta l’attenzione sull’esperienza collettiva: la musica diventa un modo per abitare gli spazi, incontrarsi e scoprire nuove traiettorie sonore. È anche questo intreccio a rendere Torino interessante in questi giorni. La città non propone soltanto una successione di eventi, ma un ecosistema in cui arti visive e musica possono incontrarsi, contaminarsi e raggiungere pubblici diversi.

Evolving Soundscapes: ascoltare il suono da altre prospettive
Il 31 ottobre, il MAO Museo d’Arte Orientale inaugura Evolving Soundscapes, public programme curato da Chiara Lee e Freddie Murphy che riunisce artisti della scena del suono sperimentale e della performance, con particolare attenzione a prospettive asiatiche e diasporiche. Il progetto porta l’ascolto al centro dell’esperienza culturale, esplorando il suono non soltanto come composizione musicale, ma come spazio in cui si incontrano identità, geografie e memorie. In questo contesto, la sperimentazione sonora diventa uno strumento per mettere in relazione esperienze differenti e aprire nuove possibilità di interpretazione.
La scelta del MAO aggiunge un ulteriore livello di lettura: all’interno di un museo dedicato alle culture asiatiche, il programma invita a superare l’idea che le tradizioni siano qualcosa di immobile o confinato nel passato. Il suono, al contrario, è una pratica in evoluzione, capace di attraversare luoghi e generazioni, assorbire influenze e generare nuovi linguaggi.

Sin Control Vintage e Olfattorio: la città fuori dai musei
La Torino Art Week si scopre anche lontano dalle sedi espositive, negli spazi in cui moda, ricerca estetica e cultura indipendente entrano nella vita quotidiana. Il 29 ottobre, Sin Control Vintage ospita in store un DJ set di @ruizosc1, aggiungendo una tappa informale al calendario della settimana. Un appuntamento che mette in relazione vintage e musica, due ambiti in cui il passato non è soltanto qualcosa da recuperare, ma un repertorio da rielaborare e trasformare.
Dal 29 ottobre al 1° novembre, Olfattorio, in Piazza Bodoni 4/f, presenta Forme Invisibili. Il progetto porta l’attenzione sulla dimensione olfattiva, un linguaggio che spesso rimane ai margini dell’esperienza artistica, ma che ha la capacità di evocare ricordi, creare associazioni e modificare la percezione di uno spazio. L’olfatto diventa così un punto di partenza per esplorare forme di sensibilità che non passano necessariamente attraverso la vista. Sono appuntamenti diversi per scala e linguaggio, ma utili per ampliare lo sguardo sulla città: perché la cultura contemporanea non si incontra soltanto nelle grandi istituzioni, ma anche nei negozi, negli spazi indipendenti e nelle esperienze che nascono ai confini tra discipline.
Torino, quattro giorni per cambiare prospettiva
La Torino Art Week 2026 è l’occasione per attraversare una città che non si lascia raccontare da un solo evento. Artissima, le fiere indipendenti, le mostre dedicate a Marisa Merz e Chris Ofili, la fotografia di Letizia Battaglia, l’universo immersivo di Yayoi Kusama e le sperimentazioni sonore del C2C Festival e del MAO compongono un programma in cui convivono linguaggi, pubblici e modi differenti di vivere la cultura. Il consiglio è di non provare a vedere tutto, meglio scegliere un percorso che alterni una fiera a una mostra, una visita durante il giorno a un appuntamento musicale la sera, lasciando spazio anche alle deviazioni impreviste. Perché, oltre agli eventi più attesi, la parte più interessante di una settimana come questa potrebbe essere proprio ciò che si scopre senza averlo programmato.
