In un’intervista rilasciata a un blog americano, Nguan dice di aver capito di voler diventare un fotografo l’11 settembre 2001. La sua reazione all’evento è stata quella di fotografare tutto quello che i suoi occhi stavano raccogliendo non molto lontano dal luogo del disastro e da quel momento non ha più smesso.
Nato e cresciuto a Singapore, laureato presso la Northwestern University dell’Illinois, i successi non si sono fatti attendere: nel 2010 esce il primo libro con la serie fotografica ‘Shibuya’, ‘How Loneliness Goes’ è stata presentata come mostra singola al M1 Singapore Fringe Festival del 2015 e tutt’oggi le sue foto sono in mostra permanente al Singapore Art Museum.
Le città sono i luoghi che lo attraggono di più e le rappresenta in tutti i loro aspetti, le cerca sui volti delle persone, sul loro essere insieme ma allo stesso tempo isolati in spazi così grandi, sulla bellezza dell’essere umano in mezzo a edifici spenti e soffocanti. Los Angeles, Tokyo, Pechino diventano ritratti veritieri dai colori pastello.
Non c’è nulla di machiavellico o costruito, c’è solo un giovane fotografo che cammina attraverso una città con la sua macchina fotografica.























