Design Passato e presente della fanzine: cosa serve per realizzarne una?
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Passato e presente della fanzine: cosa serve per realizzarne una?

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Collater.al Contributors

Scannerzine – Laboratorio di Creazione Fanzine, il workshop in collaborazione con IED e HBC che cureremo la prossima settimana in Piazza Duca d’Aosta, è vicinissimo. Preparandoci per questo laboratorio abbiamo ripercorso alcuni momenti salenti della storia della fanzine, quelle che ci stanno piacendo di più e qualche tip per affrontare il workshop con tutto il necessario per realizzare le vostre fanzine.

Le fanzine nascono negli anni ’30 negli Stati Uniti come pubblicazioni amatoriali, strumenti di libertà d’espressione per artisti come Marcel Duchamp, che con The Blind Man inizia a sperimentare oltre ciò che già faceva nel mondo dell’arte contemporanea. Anche Andy Warhol segue la stessa strada con Interview, poi diventata Interview Magazine, ancora oggi in attività.

Negli anni Sessanta, in particolare nel 1968, le fanzine e i giornali underground si moltiplicano e circolano ampiamente all’interno delle comunità hippy di tutto il mondo. Nascono pubblicazioni audaci e rivoluzionarie come Frendz, The Oracle of Southern California e Wendingen, quest’ultima in Germania. Ma la rivista di cui tutti parlano è OZ, celebrata da rockstar e artisti per il suo spirito stimolante, psichedelico e carico di tabù erotici. La sua audacia le costerà cara: finirà presto al centro di un clamoroso processo per oscenità.

Le fanzine erano realizzate da appassionati per condividere idee, racconti e opinioni fuori dai circuiti editoriali ufficiali. Negli anni ’70 esplodono anche nel contesto punk, diventando uno strumento politico e creativo di espressione controculturale, accessibile e DIY: tra le più iconiche c’è Sniffin’ Glue, fondata nel 1976 a Londra da Mark Perry, stampata in modo grezzo e veloce per documentare la scena musicale emergente con band come i Sex Pistols e i The Clash. È diventata un simbolo dell’estetica DIY e dell’urgenza espressiva del punk. Dagli anni ’90 in poi le fanzine si diffondono anche tra femminismi, sottoculture artistiche e movimenti queer: Bikini Kill, nata all’interno dell’omonimo collettivo Riot Grrrl e curata da Kathleen Hanna e Tobi Vail, mescolava testi personali, slogan femministi e critica sociale, dando voce a una nuova generazione di ragazze nella scena punk. Oggi le fanzine vivono una nuova stagione, tra stampa e digitale, come spazio di resistenza, archiviazione e libera narrazione.

Le fanzine che ci piacciono oggi

Accanto alle fanzine storiche che hanno segnato intere generazioni, esistono oggi micro-pubblicazioni che portano avanti con delicatezza, ironia e radicalità lo spirito indipendente e intimo del formato. l’imbarazzo è salutarsi: in tutte le situazioni possibili, stampata in casa da @madsonpoint lo scorso gennaio e rilegata a mano con filo rosso, è un piccolo oggetto poetico che racconta l’imbarazzo quotidiano con tenerezza disarmante—al punto che, come scrive chi l’ha fatta, «anche la carta arrossisce».

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Un altro esempio è SEXheft N°2 di @wondering__woman, zine sex-positive serigrafata su tessuti trovati per strada, che unisce graffiti, politica e poesia da una prospettiva queer e asessuale. Definita «un sexy demon, un queerdo, una tough softie», questa fanzine è un patchwork visivo e concettuale che sfida i formati canonici e reimmagina il corpo, il desiderio e la stampa come atti liberatori.

Cosa vi servirà al workshop?

Per una fanzine personale, ci sono alcuni elementi chiave che vale la pena portare da casa. Pensate a oggetti e materiali che vi rappresentano o che vi ispirano: ritagli di giornali o riviste particolari, adesivi, cartoline, vecchie foto, biglietti del treno o del cinema, piccoli disegni fatti da voi, carta colorata o da pacchi, tessuti leggeri, scritte ritagliate, post-it pieni di appunti. Tutto ciò che può aggiungere un tocco unico alla vostra pagina è benvenuto.

Potete anche arrivare con un’idea, una parola chiave, un’immagine guida o una frase da cui partire. Non è obbligatorio, ma può aiutare ad accendere subito la scintilla creativa e a costruire il proprio piccolo universo su carta. Scannerzine non sarà solo un laboratorio, ma anche un pretesto per rallentare e ritrovare il piacere di fare le cose con le mani, insieme ad altre persone. Un momento per conoscersi, scambiarsi suggestioni e creare qualcosa che sia più della somma delle sue parti.

in copertina, ph. courtesy @lgy.studio

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Scritto da Collater.al Contributors

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