Art Festival di Cannes: le locandine più iconiche
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Festival di Cannes: le locandine più iconiche

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Giulia Guido

Nessun fotografo, nessuna stella del cinema, nessun party esclusivo. Quest’anno il tappeto rosso che avrebbe dovuto ospitare la Montée de Marches è rimasto chiuso nella scatola e dalla Promenade de la Croisette si sentono solo le onde del mare. Per la quarta volta nella storia, il Festival di Cannes, che sarebbe dovuto iniziare il 12 maggio, è stato annullato, e mentre aspettiamo di vedere quali saranno le iniziative che nei prossimi mesi cercheranno di colmare questo vuoto facciamo un viaggio nel passato del festival attraverso alcune delle locandine più iconiche. 

1939

Il primissimo manifesto per il Festival del Cinema di Cannes venne commissionato a Jean-Gabriel Domergue, pittore francese nato alla fine del 1800 e specializzato in ritratti di giovani ragazze parigine. L’artista riuscì a finire il lavoro poco prima dell’inaugurazione fissata per il 30 settembre 1939. Sfortunatamente a causa dell’entrata in guerra della Francia il 3 settembre, quella che sarebbe dovuta essere la prima edizione del famoso festival non si tenne mai. 

1946

Il 20 settembre del 1946 ebbe inizio la prima vera edizione del Festival di Cannes e, con la guerra alle spalle ma le cicatrici ancora profondamente aperte, non poté non essere l’anno di “Roma città” aperta di Rossellini. Per accogliere nel migliore dei modi i rappresentati del cinema internazionale, gli organizzatori ingaggiarono Leblanc per la realizzazione di un poster che ponesse l’attenzione sulla location offerta dalla cittadina francese, con il suo mare cristallino, le famose palme della Promenade de la Croisette e il caldo sole mediterraneo. 

1974

Il poster per la 27ª edizione del Festival di Cannes è un vero e proprio omaggio al cinema francese delle origini. L’illustrazione alquanto surreale raffigurante un uomo seduto su un divanetto che al posto della testa ha un grosso occhio alato è un’opera originale di Georges Lacroix

1982

L’immagine scelta per questa edizione del festival rende omaggio a Federico Fellini. Si tratta infatti di un’immagine ispirata a un illustrazione originale realizzata dallo stesso cineasta italiano per “Amarcord”, uno dei suoi film più conosciuti e che gli valse anche un Oscar per il Miglior film straniero. 

1985

Il poster della 38ª edizione è un omaggio a Eadweard Muybridge, il fotografo inglese pioniere della  fotografia del movimento. Sua è la famosa serie di 24 fotografie che mostrano un cavallo al galoppo. Questo esperimento, che passò alla storia con il nome di “Il cavallo in movimento” è considerato come uno dei primi esempi di cinematografia. 
L’immagine ideata dall’agenzia Information et Stratégie è divisa in 24 fotogrammi che mostrano una coppia di ballerini. Oltre a focalizzarsi sull’evoluzione del movimento, questa grafica pone l’accento anche sull’evoluzione del cinema, dal bianco e nero al colore. 

1886

Sempre curata dall’agenzia Information et Stratégie, il manifesto realizzato per il 1986 celebra alcune delle più emblematiche icone del cinema, da King Kong a Charlie Chaplin

1990 

Il focus di questa locandina è tutta sul Festival e sul suo simbolo indiscusso, la palma. Quella che potrebbe sembrare una fotografia è in realtà un’illustrazione realizzata da Castella Traquandi

1992

Per rendere omaggio all’attrice tedesca morta pochi mesi prima, sulla locandina del festival del 1992 appare Marlene Dietrich in tutta la sua bellezza. Questa volta di tratta di una fotografia scattata da Don English, fotografo con il quale l’attrice ha lavorato sui set di alcuni film tra cui “Shanghai Express”. 

1994 

Torna l’amore per Fellini nel manifesto della 47ª edizione del festival. Anche questa volta si tratta di uno schizzo dello stesso regista realizzato per “La strada”. Possiamo infatti riconoscere il personaggio di Gelsomina visto di spalle, con il suo tamburo, il cappotto che sembra inghiottirla e l’immancabile bombetta. La pacatezza e la semplicità dell’illustrazione di Fellini fa sembra bilanciare la crudezza e la forza dei film in concorso, tra cui spicca “Pulp Fiction”.

2008

La storia che si nasconde dietro al poster del 2008 è diversa dalle altre, tanto che il sito ufficiale del Festival di Cannes la riposta per intero e a raccontarla è lo stesso autore dell’immagine. 

L’autore del manifesto del Festival di Cannes 2008 è Pierre Collier, artista specializzato in cartelloni cinematografici, che si è ispirato a una fotografia di David Lynch che mostra la modella del Crazy Horse (cabaret parigino), Anouk Marguerite. “Qualche mese fa, leggendo l’ultimo romanzo di Eric Reinhart, “Cenerentola”, mi è tornata la voglia di andare nel quartiere del Palais Royal. Spesso troppo frettolosamente attraversato, poiché confina con il più eccellente ristorante “Chez Georges” in rue du Mail… Un pomeriggio che ho deciso di dedicare interamente a una lunga passeggiata, ho varcato la soglia del passaggio coperto Vero Dodat con tutta la sua sottile malinconia. Lì, dove ci si imbatte in una galleria, chiamata semplicemente “Galerie du Passage”, era esposta un’inquietante mostra di scarpe fantastiche, disposte ai piedi di creature stravaganti e spoglie. Si trattava della mostra fotografica di David Lynch, “FETISH”, sponsorizzata dal geniale creatore di scarpe Christian Louboutin. Io stesso mi sono trovato di fronte a un ordine tanto lusinghiero quanto pericoloso: il Festival di Cannes mi aveva chiesto di disegnare il poster per l’edizione 2008. Una volta che ci si è ragionevolmente astenuti dall’impiegare la solita scalinata coperta dal tappeto rosso, le strisce di pellicola, le macchine fotografiche e palme, la tentazione di un omaggio in un batter d’occhio diventa un must. Ma il Festival voleva guardare avanti. Ho subito proposto l’Avant Garde Demi come font per le scritte e una loro disposizione ispirata alla locandina di “Histoires of Cinemas” di Jean-Luc Godard. Ma, poi, cosa quale immagine sarebbe dovuta  apparire? La mia mente era un vuoto totale. È allora che mi sono ricordato della fotografia di David Lynch, quel volto di donna con gli occhi nascosti… un momento di suspense… in preda alla sensualità. Biondo platino come un ricordo di Norma Jean. Una bocca sanguigna offerta come un’eco attenta a questo schermo di maschere antracite… nell’attesa di una rivelazione, di una magia? Il cinema”.

2012

Marilyn Monroe è il volto della 65ª edizione, catturata in una foto di Otto L. Bettmann che mostra la leggenda del cinema soffiare dolcemente su una candelina. 
A cinquant’anni dalla sua scomparsa, Marilyn è ancora una figura di spicco del cinema mondiale, un’icona eterna, la cui grazia, mistero e potere di seduzione rimangono decisamente contemporanei.” Proprio come Marilyn, anche il Festival di Cannes è simbolo di un’eleganza senza tempo e inarrivabile. 

2016 

Concludiamo con un manifesto che non può passare inosservato. Un uomo sale una scala – simbolo della famosa Montée de Marches e quindi del festival – rivolta verso l’immensità del Mar Mediterraneo e tutto è colorato di un giallo acceso. Per questa edizione si è voluto fare un omaggio a Jean-Luc Godard e al suo “Il disprezzo”, ispirandosi soprattutto alla frase con cui in film si apre “Il Cinema, diceva André Bazin, sostituisce al nostro sguardo un mondo che si accorda ai nostri desideri.
Per la sua 69ª edizione il Festival di Cannes celebra la magia del cinema, l’arte dell’immaginazione. 

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Scritto da Giulia Guido

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