Lost in Tide – Filippo Maffei

Lost in Tide – Filippo Maffei

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Photography

Essere svegliati dalla luce del sole che spunta dietro un promontorio, sovrastato da una costruzione isolata e misteriosa. Guardarsi intorno accorgendosi di non avere riferimenti, circondati per tre lati da pareti di roccia irregolare, mentre solo in un’unica direzione l’orizzonte del mare e del cielo risvegliano un ricordo terrestre.
Filippo Maffei racconta la storia di uno smarrimento, la perdita di un terreno sicuro sul quale imprimere la propria orma. I corpi nudi di due ragazze iniziano così a riprendere confidenza con la roccia e con l’acqua, poi con il cielo e con il sole che scalda appena la pelle imperlata da gocce salate.
Pian piano le rocce porose diventano gradini da scalare per scoprire la verticalità, una nuova direzione che ha imprevisti e ostacoli, gestiti con sempre più confidenza e sicurezza, fino a padroneggiarli e conquistarli, grazie a movimenti calcolati.
Il bianco e nero di Filippo Maffei è un erotico racconto dell’uomo e della natura in simbiosi perfetta. Una serie di fotografie in cui è racchiuso il ciclo continuo della natura, in cui i corpi vengono riflessi dall’acqua, o ci si tuffano dentro per trovare tregua dal sole.

Scopri QUI tutti i progetti di Filippo Maffei

Filippo Maffei | Collater.al
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Lost in Tide – Filippo Maffei
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L’amicizia tra David Bowie e Masayoshi Sukita

L’amicizia tra David Bowie e Masayoshi Sukita

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Photography

Esattamente 6 anni fa, due giorni dopo aver compiuto 69 anni, si spegneva “il più grande entertainer del ventesimo secolo” secondo un sondaggio della BBC e sicuramente uno dei più influenti, David Bowie.

Provare a raccontare The Thin White Duke (Lo Snello Duca Bianco) potrebbe risuonare ridondante e pieno di riferimenti che bene o male tutti conosciamo. 
Noi di Collater.al siamo un magazine photography focused, tra le altre cose, quindi ho scelto di raccontare Bowie attraverso il suo rapporto con il fotografo giapponese Masayoshi Sukita e i meravigliosi scatti che i due hanno accumulato nel corso di questa intensa e prolifica amicizia lunga 40 anni.

Si incontrano per la prima volta nel 1972 quando Sukita arrivò a Londra per scattare Marc Bolan e i T-Rex. Mentre passeggiava per la città rimase colpito in maniera quasi morbosa dal cartellone di “The Man Who Sold the World” che pubblicizzava un suo concerto proprio in quei giorni. Sukita non sapeva minimamente chi fosse David Bowie ai tempi: “All’epoca, c’erano pochissime informazioni su David Bowie in Giappone. E non avevo mai nemmeno sentito il suo nome fino a quando non ho visitato Londra. Ma nel momento in cui l’ho visto, sono diventato estremamente curioso su di lui”.

Il fotografo giapponese decise quindi di andare a quel concerto e una volta dentro Sukita ne rimase estasiato: “Vedere David Bowie sul palco mi ha aperto gli occhi sul suo genio creativo. Ho visto Bowie esibirsi con Lou Reed ed era così potente, Bowie era diverso dagli altri rock and rollers, aveva qualcosa di speciale che sapevo di dover fotografare”.

Grazie all’amica e stylist Yasuko Takahashi – la quale non solo fu una vera e propria precorritrice del lavoro di stylist in giappone ma fu anche un elemento fondamentale dietro le prime sfilate in terra londinese di Kansai Yamamoto, stilista giapponese di cui abbiamo parlato qui, che creò molti dei costumi più celebri indossati da David Bowie durante il periodo nel quale lo stesso Bowie interpretava il suo alter ego Ziggy Stardust e durante il tour di Aladdin Sane – Sukita riuscì a incontrare Bowie.

La Takahashi propose il portfolio con i lavori di Sukita a quello che all’epoca era il manager di Bowie che, senza esitare, gli concesse la possibilità di realizzare uno shooting.

Nonostante non parlasse inglese, Sukita strinse immediatamente una fortissima amicizia con Bowie e già dal 1973 divenne figura onnipresente durante i viaggi del Duca Bianco in terra nipponica. 
Molto probabilmente la fotografia più famosa che Sukita ha scattato a Bowie è quella che poi è diventata la cover di “Heros”. Scattata durante uno shooting in uno studio ad Harajuku insieme a Iggy Pop nel 1977, i due si alternavano davanti l’obiettivo scambiandosi e provando delle giacche di pelle, la foto venne fuori da sola in modo naturale e istintivo, l’intero shooting durò soltanto due ore. Una volta che Iggy Pop scelse le sue preferite, Bowie, dopo svariati mesi da quello shooting, in accordo con Sukita, scelse lo scatto che finì su uno degli album più belli di sempre.

L’incredibile archivio messo insieme da Sakita lungo i 40 anni di amicizia con Bowie è forse il più rilevante tra tutti.

Una storia di amicizia, arte e visioni condivise che grazie alla curiosità di uno e alla disponibilità dell’altro, si è trasformata in un lascito artistico fondamentale e iconico per tutte le generazioni future di artisti e fotografi.

L’amicizia tra David Bowie e Masayoshi Sukita
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Il momento in cui non si pensa a niente

Il momento in cui non si pensa a niente

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Photography

In quale momento della giornata si riesce davvero a staccare la testa dal flusso di pensieri negativi? Quando si ritrova la serenità e ci si dedica a sé stessi completamente? Qualche manuale di medicina olistica potrebbe consigliare una seduta di yoga, mentre il fotografo turco Cihan Öncü ha individuato quel momento durante i mesi trascorsi nel salone di un suo amico parrucchiere. Öncü ha osservato le persone dentro al negozio, in particolare nella postazione lavatesta, scoprendole abbandonate ai loro pensieri, con gli occhi persi puntati verso il soffitto e in qualche caso la bocca leggermente aperta, mentre due mani gonfiavano la schiuma dello shampoo che intanto ricopriva i capelli.

Cihan Öncü ha scelto non a caso questo momento così irrilevante nella vita delle persone per la sua serie fotografica. Lui stesso durante la pandemia ha notato come le persone intorno a lui fossero stressate, ha iniziato così a chiedersi quando queste riuscissero a ritagliarsi un momento di vuoto cerebrale. Si è ricordato quindi dei momenti in salone, e della sensazione di sentirsi davvero rilassato e senza pensieri, come un bambino, così ha scelto di fotografare i clienti cercando di metterli a loro agio, chiedendo loro di non fare caso alla macchina fotografica, con la speranza di ricevere a sua volta parte di quella felicità.
Le foto di Cihan Öncü sono un video ASMR per immagini, in cui si sente il rumore dell’acqua tiepida scorrere e quello delle dita che massaggiano le teste. La luce artificiale e calda illumina le facce e le pupille degli occhi che riescono a rimanere aperti, creando un punto di vista quasi psicologico con quelle che sono, probabilmente, persone molto rilassate.

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Il riflesso della luce sui corpi nudi di Zhenya Brodskaya

Il riflesso della luce sui corpi nudi di Zhenya Brodskaya

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Photography

Alcune superfici quando sono trafitte dalla luce si trasformano, poi proiettano le proprie ombre e riflessi irregolari, arricchendo di texture nuove gli oggetti e i corpi che intercettano il fascio luminoso.
Gli scatti di Zhenya Brodskaya ritraggono corpi nudi e riflessi di luce, figure che cercano angoli attraverso il quale lasciarsi illuminare. Vengono ritratti così pieghe e variazioni della pelle invisibili a occhio nudo, rese possibili sono grazie alla luce e alla sua capacità di modificare le forme. Gli effetti kaleidoscopici si alternano poi a scatti in cui la luce è quasi assente, una non presenza, che restituisce un’atmosfera sospesa e pittorica, in cui sono accentuati colori precisi, come il blu dei capelli che crea un legame con lo stesso tono presente nei fiori di un campo.
La produzione di Zhenya Brodskaya è varia, dalla fotografia di moda a quella più poetica, è possibile seguire QUI il suo lavoro.

Zhenya Brodskaya | Collater.al
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Corpi e tecnologia negli scatti di Pavel Demidovich

Corpi e tecnologia negli scatti di Pavel Demidovich

Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Molte volte abbiamo visto progetti fotografici in cui il corpo umano si fondeva con la natura. Il legame tra natura e uomo, dopo tutto, è da sempre uno dei temi centrali della storia dell’arte e della fotografia.
Oggi però la natura è stata sostituita da un altro elemento che diventato protagonista delle nostre giornate: la tecnologia. 
Questo nuovo legame è al centro dell’ultima serie di scatti di Pavel Demidovich.

Il fotografo di Minsk scatta esclusivamente su pellicola e ha rappresentato il rapporto tra corpo umano e tecnologia immortalando due modelle nude sui cui copri sono state proiettate stringhe di codici che si nascondono dietro ogni singolo social o sito che consultiamo quotidianamente.
Il risultato finale è quasi da film di fantascienza, una sorta di intimità del futuro. 

Seguite Pavel Demidovich su Instagram e su Patreon per scoprire altri suoi lavori. 

Corpi e tecnologia negli scatti di Pavel Demidovich
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Corpi e tecnologia negli scatti di Pavel Demidovich
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