Le piante e i fiori sono ormai un must have nelle nostre case. Negli ultimi anni spopola la figura del flower designer, sempre più richiesta. Non solo per ambienti privati, ma anche per shooting commerciali, allestimenti espositivi e per decorare location eventi. Le installazioni organiche hanno un enorme potenziale visivo oltre che portatrici di significati. Creare combinazioni equilibrate non è un lavoro semplice, ci siamo chiesti: cosa c’è dietro il lavoro del flower designer? Come si applica alle nuove tendenze? Lo abbiamo chiesto a Anastasiya Goncharova, fotografa, art director ed esperta floreale nata in Ucraina e fondatrice del progetto Hedoniya, con base a Milano.

Com’è cominciato tutto? Da dove proviene la passione per i fiori?
Come per ogni storia, anche la mia inizia dall’infanzia. Entrambi i miei nonni, sia dalla parte di mia madre che di mio padre, vivevano in villaggi nel sud dell’Ucraina. Ho trascorso le estati lì, aiutandoli con i lavori agricoli, coltivando frutta e verdura, occupandomi di piante e terreno. Anche mia madre è molto brava nel giardinaggio. Il giardino dei miei genitori è stato – e continua a essere – la mia più grande gioia a Mykolayiv, la mia città natale. Ho conosciuto ortensie, glicine, una varietà di tulipani e rose (e così tante altre piante che non riesco nemmeno a pronunciare) grazie a mia madre. La connessione con la natura significa “essere a casa” per me. Sentirsi al sicuro e in armonia.

Quando hai deciso di diventare una flower designer?
Prima di lanciare Hedoniya Floristry, ho lavorato come fotografo di moda e nudo, responsabile dei social media e direttore artistico. Nel 2022, quando è iniziata la guerra in Ucraina, è stato uno shock tremendo per me, così come per milioni di altre persone. Tutta la mia famiglia era lì, mio padre si è offerto volontario per unirsi alle forze militari. A quel tempo ero già a Milano. Non potevo tornare a casa né potevo cambiare la situazione della mia famiglia. È stato un periodo davvero difficile. Approcciarmi a questo mondo è stato il mio modo di affrontare il disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Nel giro di sei mesi ho capito di aver trovato una nicchia dove potevo sentirmi a casa di nuovo. Il flower design è stato per me una salvezza, per continuare a vivere e riscoprire un nuovo aspetto della me artista.

Cosa significa lavorare come flower designer? Come si sviluppa il tuo lavoro?
Voglio rispondere a questa domanda con due aspetti secondo me fondamentali per il lavoro dei flower designer, opposti e complementari come yin e yang. Il primo è molto pratico e richiede una grande forza mentale e fisica, sto parlando dell’aspetto gestionale e organizzativo che va dalla gestione del team fino a trasportare secchi d’acqua. La seconda parte del lavoro è, al contrario, molto creativa. Riguarda energia, percezione e intelligenza emotiva. È una pratica spirituale per me, che ti richiede di essere presente nel momento, un “qui e ora”. La filosofia dell’Ikebana lo spiega molto bene. Parla di creatività consapevole, piena presenza e accettazione delle imperfezioni. Affrontare queste due polarità, un po’ agli antipodi, è stato difficile all’inizio. La parte creativa è molto più facile per me, ma quella pratica è essenziale. Mi sento un artista, la cui missione è servire le persone con ispirazione e luce e secondo me non c’è mezzo migliore che i fiori e la fotografia.

I fiori hanno una forte estetica che può essere applicata in vari campi, dalla moda al cibo. Quale aspetto ti stimola di più?
Sicuramente l’interior design. Amo integrare il mio lavoro con gli spazi, penso che gli elementi floreali hanno il potere di cambiare la vitalità di qualsiasi ambiente. Possono dettare il mood e raccontare una storia. La moda, così come gli eventi, sono campi molto interessanti in cui il design floreale può essere applicato. L’obiettivo è sempre lo stesso: creare un’atmosfera armoniosa che possa ispirare.
Passiamo al pratico. Qual è il progetto che finora ti ha più appassionato?
Uno dei progetti recenti che ho realizzato è stato una collaborazione con la ceramista Linda Calugi, fondatrice di AMORAW studio. Linda crea splendide opere in ceramica. Quando ho visto per la prima volta il lavoro di Linda ha risuonato con la mia anima. I suoi prodotti sono tutto quello che ho sempre immaginato per le mie composizioni. Con lei ho creato tre tipi diversi di composizioni per tre delle sue ceramiche. Finora è il mio lavoro preferito.

Quali sono le tue ispirazioni? Quali tipi di fiori preferisci?
Sono ispirata dalla diversità che la natura ci offre. Ogni fiore, ogni pianta ha una struttura molto complessa, è come se il mondo intero si nascondesse in ogni fiore. Credo che la natura sia geniale. Percepire il contatto con la natura è per me un grande onore e una grande ispirazione. Sono ispirata dal minimalismo, dalla sua capacità di calmare il sistema nervoso e mi aiuta a concentrarmi su ciò che è più importante. Applico questo principio non solo nei miei progetti, ma anche nella vita di tutti i giorni. Al momento, i miei fiori preferiti sono i papaveri e i giacinti d’uva. Eleganti, teneri, unici.
Quanto è importante per te la sostenibilità?
La sostenibilità è uno dei miei primi valori fondamentali. Fin dall’inizio, ho deciso di lavorare solo con fiori di stagione e fornitori locali. Con i fiori di stagione è facile ma, a essere onesta, non è sempre possibile reperire tutti i materiali localmente semplicemente a causa delle condizioni meteorologiche o della fertilità del suolo. Durante la primavera e l’estate è molto più facile. Ecco perché non vedo l’ora che arrivi la stagione calda! Un’altra decisione importante è stata quella di lavorare solo con materiali sostenibili, per esempio non uso la schiuma floreale perché è fatta di plastica monouso non biodegradabile, ed è anche tossica per il sistema respiratorio. Lavoro principalmente con il kenzan, uno strumento giapponese per l’ikebana, composto da rete metallica e muschio. Oltre ai materiali, è fondamentale per me creare condizioni di lavoro sostenibili per il mio team. Essere onesta e trasparente, pagare equamente, essere di supporto e incoraggiamento. Ho avuto varie esperienze in diverse sfere come libera professionista, dopo essere stata sfruttata, farò del mio meglio per creare non solo un prodotto bello, ma anche un team soddisfatto.




Courtesy Anastasiya Goncharova
