Design L’Unipol Dome di Milano è tra le arene più belle del mondo secondo il Prix Versailles 2026
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L’Unipol Dome di Milano è tra le arene più belle del mondo secondo il Prix Versailles 2026

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Arianna Maria Leva

Dagli aeroporti ai musei, passando per hotel, ristoranti e spazi dedicati allo sport, il Prix Versailles 2026 riunisce alcuni dei progetti architettonici più interessanti del panorama internazionale. Giunto alla sua dodicesima edizione, il premio offre una panoramica su come il design contemporaneo stia trasformando luoghi funzionali in spazi capaci di raccontare identità, culture e nuovi modi di vivere l’ambiente costruito.

Annunciato ogni anno all’UNESCO dal 2015, il Prix Versailles non si limita a premiare edifici dall’aspetto riconoscibile. La selezione prende in considerazione anche l’innovazione, il dialogo con il patrimonio locale, l’efficienza ecologica e la capacità dell’architettura di favorire le relazioni sociali. Una prospettiva che rende la classifica del 2026 interessante soprattutto per la varietà dei progetti coinvolti e dei contesti in cui prendono forma.

La selezione si articola in otto categorie: aeroporti, campus universitari, stazioni, strutture sportive, musei, grandi magazzini, hotel e ristoranti. Ambiti differenti, accomunati dalla possibilità di ripensare l’esperienza delle persone attraverso forme, materiali e organizzazione degli spazi.

Milano entra nella selezione internazionale del Prix Versailles 2026 grazie all’Unipol Dome, la nuova arena progettata da David Chipperfield Architects insieme ad Arup. La struttura, situata nel quartiere di Santa Giulia, è stata inserita nella lista delle arene più belle del mondo, un riconoscimento che porta l’attenzione su un progetto in cui architettura, tecnologia e spazio pubblico convivono. Inaugurata nel 2026 in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, l’arena può ospitare fino a 16.000 persone ed è destinata ad accogliere concerti, competizioni sportive e grandi eventi internazionali. Il suo elemento più riconoscibile è la forma ellittica, che richiama quella degli antichi anfiteatri romani e rilegge un modello storico attraverso un linguaggio architettonico contemporaneo.

La selezione del Prix Versailles riconosce il valore di un progetto che non si esaurisce nella sua funzione di arena. L’attenzione alla visibilità del pubblico, all’organizzazione degli spazi e alle prestazioni ambientali contribuisce a definire un edificio pensato per rispondere alle esigenze dell’intrattenimento contemporaneo.

Tra i progetti presenti nella categoria aeroporti sono presenti il Guangzhou Baiyun International Airport, Terminal 3, in Cina, mentre tra le strutture dedicate alla mobilità compare la Town Hall Station. Sul fronte culturale, il Zayed National Museum, negli Emirati Arabi Uniti, è uno dei nomi che emergono dalla selezione dei musei. Per gli spazi commerciali, invece, compare la House of Dior Beijing, esempio dell’incontro tra architettura, identità di marca e progettazione degli ambienti.

La lista dedicata agli hotel comprende sedici strutture in diverse parti del mondo. Tra queste figurano The ArcadiaPlace, affacciato sul lago Lugu in Cina, The Silk Lakehouse, Shangri-La Hangzhou e Maison Mystique, in Thailandia. Anche la ristorazione diventa un terreno di sperimentazione progettuale: tra i locali selezionati si trovano Nobu One Za’abeel, a Dubai, Le Fou e Amura by Ángel León.

Più che una semplice graduatoria estetica, il Prix Versailles propone una riflessione su ciò che rende un progetto architettonico significativo. Un edificio non viene considerato soltanto per la sua immagine, ma anche per il modo in cui si inserisce nel territorio, risponde alle esigenze di chi lo utilizza e tiene conto del proprio impatto ambientale e culturale.

Le selezioni del 2026 mostrano così approcci molto diversi: dalle infrastrutture che accolgono milioni di viaggiatori agli spazi dedicati all’ospitalità, ogni progetto contribuisce a ridefinire il rapporto tra architettura e vita quotidiana. Per Milano, la presenza dell’Unipol Dome nella lista delle arene selezionate rappresenta un’occasione per riportare l’attenzione sull’architettura del nuovo quartiere di Santa Giulia. Resta ora da scoprire se il progetto conquisterà anche uno dei tre titoli mondiali previsti per la categoria: i vincitori saranno annunciati il 10 dicembre a Parigi, presso la sede dell’UNESCO.

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Scritto da Arianna Maria Leva

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