Questi oggetti sembrano arrivare da un mondo ancora da inventare, hanno superfici organiche, volumi irregolari e un aspetto a metà tra una creatura naturale e un manufatto digitale. È proprio in questo territorio alieno che si muove Wang & Söderström, duo artistico e di design che esplora il rapporto tra tecnologia, ecologia e percezione umana.
Il loro lavoro parte spesso da un’immagine digitale, da una forma immaginata al computer, per trasformarla in qualcosa di concreto. Sculture, installazioni e oggetti prendono così corpo attraverso un processo in cui strumenti tecnologici e lavorazioni materiali non sono in opposizione, ma collaborano. Il risultato sono presenze difficili da classificare: sembrano reperti provenienti da un ecosistema sconosciuto, organismi artificiali o frammenti di un futuro possibile.



A colpire, però, non è soltanto il loro aspetto insolito, ma il modo in cui queste forme mettono in discussione il confine tra naturale e artificiale. In Making Kin, per esempio, Anny Wang e Tim Söderström si sono ispirati agli estremofili, microrganismi capaci di sopravvivere in condizioni ambientali estreme. Partendo dai dati genetici di queste creature, hanno utilizzato algoritmi generativi per immaginare nuove forme di vita, poi trasformate in sculture attraverso la stampa 3D e la fusione. Il risultato invita a osservare il mondo da una prospettiva diversa, persino a immaginare quali organismi potrebbero esistere su altri pianeti. Wang & Söderström
Questa curiosità per ciò che ancora non conosciamo attraversa anche The Liminal Eatery, un’installazione interattiva che immagina come potrebbero cambiare le nostre esperienze sensoriali in un mondo sempre più digitale. Tavoli, sedute, lampade e posate sono realizzati con tecniche di stampa 3D, mentre l’ambiente invita il pubblico a confrontarsi con una forma di vita digitale. Wang & Söderström non cercano quindi di rendere la tecnologia invisibile, ma di darle una presenza fisica, capace di stimolare domande sul modo in cui abitiamo e percepiamo gli spazi. Wang & Söderström



Il rapporto con la natura è uno dei punti di partenza della loro ricerca, Wang & Söderström ne osservano strutture, organismi e processi per rielaborarli attraverso strumenti digitali e sperimentazioni materiche. Non cercano di riprodurre ciò che esiste, ma di immaginare nuove forme di vita, sospese tra ciò che è naturale e ciò che è artificiale.
Anny Wang e Tim Söderström, entrambi svedesi e oggi attivi a Copenaghen, lavorano proprio su questa possibilità: utilizzare il design per immaginare relazioni inedite tra esseri umani, tecnologia e ambiente. Le loro opere non sembrano appartenere del tutto al presente, ma neppure a un futuro lontano. Si collocano in una zona intermedia, dove la sperimentazione digitale incontra la materia e dove anche un oggetto può diventare l’occasione per ripensare il nostro rapporto con ciò che ci circonda.






