Le foto di JR al party degli Oscar

Le foto di JR al party degli Oscar

Giulia Pacciardi · 2 anni fa · Photography

A Los Angeles, nella notte tra domenica e lunedì, sono stati consegnati tutti gli Oscar del 2018, senza troppi colpi di scena e particolare euforia.

Ma, come ogni anno, la consegna dei più famosi e prestigiosi premi del cinema internazionale ha chiamato a raccolta innumerevoli artisti di fama mondiale che, dopo la premiazione, si sono ritrovato allegri e spensierati davanti alla fotocamera di JR, il giovane artista in gara con Agnès Varda per il documentario Visages Villages.
I due non hanno portato a casa l’agognato premio, vinto da Icarus, il documentario di Bryan Fogel e Dan Cogan, ma JR è riuscito comunque ad essere protagonista del dopo serata, quello rilassato e senza tensioni, delle feste e, ovviamente, dello sfarzo più totale.

Infatti, da Kim Kardashian a Madonna, da Cardi B a Quavo Huncho, dalla scatenata Jennifer Lawrence a Sienna Miller fino ai premiatissimi Guillermo Del Toro e Sam Rockwell, quello che è riuscito ad ottenere sono scatti divertenti, semplici e spontanei.

Molto meglio del selfie di qualche anno fa.

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Hopscotch, l’immaginario infantile di Pau Buscató

Hopscotch, l’immaginario infantile di Pau Buscató

Giulia Pacciardi · 2 anni fa · Photography

Mentre si cresce si perdono e lasciano per strada mondi interi.
Infanzia, giochi, visioni, libertà.
Da questo assunto parte l’intero processo creativo del fotografo di Oslo Pau Buscató che cerca di catturare il mondo attraverso l’uso dell’immaginazione e del gioco.
Hopscotch ne è il risultato.

“As we grow into adulthood we tend to lose our sense of play, we build walls to appear stronger, more serious, more adult, and so we leave behind the part of us that… turned our backyard into wonderland and that tree into a fortress.”

Un’insieme di immagini in cui l’ordinario si eleva e diventa immaginario attraverso idee semplici, innocenti, piene di umorismo e piene di gioco che cercano di regalare alla vita uno spiraglio di leggerezza.

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Le visioni inusuali del fotografo Mauricio Alejo

Le visioni inusuali del fotografo Mauricio Alejo

Giulia Pacciardi · 2 anni fa · Photography

Ogni cosa può avere differenti significati a seconda del punto di vista da cui la guardiamo.
Anche la più semplice, la più scontata e quella a cui siamo abituati può cambiare se decontestualizzata e privata delle sue caratteristiche principali.

Su questo concetto si basa l’intero lavoro del fotografo messicano Mauricio Alejo che, per 16 anni, ha fotografato oggetti di uso quotidiano con l’obiettivo di trasformarli in qualcosa di diverso, inquietante e innaturale per lo spettatore.

Utilizzando gli appartamenti in cui ha vissuto come sfondo del suo lavoro, le immagini che scatta sono una raccolta dei suoi ricordi personali che mettono in dubbio le opinioni dogmatiche sullo spazio e sul significato creando narrazioni inusuali con oggetti non affascinanti che lo diventano per casualità e assurdità.

“I hope to bring the items into a new narrative which doesn’t obey their functionality.”

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The Polaris Project, l’esplorazione nordica di Alex Strohl

The Polaris Project, l’esplorazione nordica di Alex Strohl

Giulia Ficicchia · 2 anni fa · Photography

Una delle cose per le quali dobbiamo ringraziare il mondo di Instagram è quella di averci fatto conoscere il talento fotografico di Alex Strohl.

Nato in Spagna, vissuto in Francia e ora di base negli States, il giovane fotografo ci ammalia da tempo con scatti dei suoi viaggi e delle sue avventure nel mondo naturale.

Una delle sue recenti esperienze si è svolta nel nord dell’Islanda, da cui ha dato vita alla serie fotografica, The Polaris Project.

Il blu e il bianco nelle loro tonalità e oscurità fanno da sovrani nelle immagini, dove l’assenza della luce non sembra nemmeno pesare a chi le osserva con la bocca aperta per la bellezza dei paesaggi protagonisti. In uno scatto siamo nel bel mezzo di un deserto fatto di neve, in un altro a bordo di una barca solcando un mare del colore del buio pesto, in un altro ancora abbiamo davanti una strada che non sembra finire più e infine siamo immersi in acque gelide.

È il viaggio che vorremmo fare tutti immortalato su uno schermo, magari con lo stesso Alex.

 

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La poesia visiva di Rinko Kawauchi

La poesia visiva di Rinko Kawauchi

Francesca Maura Sansotta · 2 anni fa · Photography

Esiste un metodo di composizione e costruzione dell’immagine comunemente conosciuto nel mondo dell’arte visiva come “visual haiku”. Dove haiku è una forma minimalista di poesia, di meditazione su fatti che avvengono nel quotidiano e il suo corrispettivo visivo è un’operazione sottrattiva degli elementi all’interno di un frame.

In sintesi, per catturare l’essenza del momento bisogna ridurre l’argomento in forme semplici.
Ed è proprio quello su cui è basata la fotografia contemporanea di Rinko Kawauchi, una forma di poesia visiva che si concentra su cose ordinarie ma in continua ricerca del sublime quotidiano. Il lavoro di Kawauichi, first lady della fotografia giapponese, è un mix semplice di sfumature e maestria compositiva capace di suscitare meraviglia mettendo in risalto attenti particolari e un uso sottile di luce naturale.

“It’s not enough that the photograph is beautiful. If it doesn’t move my heart, it wont move anyone else’s heart.”-Rinko Kawauchi

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