Art Freya Jobbins – Plastics
Artfacerecyclesculpturetoys

Freya Jobbins – Plastics

-
Fontastiko
Freya Jobbins - Plastics

Senza scomodare eminenze della chimica come Antoine Lavosier, postulati come “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, sembrano riuscire a sottolineare alla perfezione il carattere delle opere di Freya Jobbins, scultrice sudafricana trapiantata in Australia, autrice di “Plastics”: la serie di volti e mezzi busti realizzati riciclando componenti di vecchi giocattoli.

Freya Jobbins - Plastics

Un’idea nata qualche anno fa, quando intenta a dover spiegare a un pubblico di bambini il concetto di arte, si ritrovò ad assemblare il primo prototipo di quelle che di li a breve divennero le opere di punta della propria produzione artistica.
Sculture in grado di riattualizzare oggetti in disuso, il cui smaltimento richiederebbe altrimenti secoli, che permettono di esplorare da vicino il rapporto tra feticismo consumistico e cultura del riciclaggio.

“L’ironia delle mie opere sta nel fatto che prendo un materiale che è stato creato per essere toccato e lo rendo intoccabile come un’opera d’arte.”

D’altronde come afferma M.V.Hansen: “La spazzatura è una grande risorsa nel posto sbagliato a cui manca l’immaginazione di qualcuno perché venga riciclata a beneficio di tutti.”

Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics
Freya Jobbins - Plastics

Freya Jobbins

Artfacerecyclesculpturetoys
Scritto da Fontastiko
x
Ascolta su