Quattro domande per Funk Shui Project e Davide Shorty

Quattro domande per Funk Shui Project e Davide Shorty

Claudia Maddaluno · 9 mesi fa · Music

Punta di diamante dell’hip-hop italiano è quest’album che mette insieme il collettivo funk-jazz Funk Shui Project con il rapper Davide Shorty.
Si intitola “La Soluzione” e arriva dopo la collaborazione dello scorso anno con “Terapia di gruppo”.

Il disco è un’ulteriore conferma del talento di questo progetto che mescola le influenze della black music con il rap italiano di Neffa e il jazz.
Le otto tracce scivolano leggerissime dentro le nostre orecchie, pur affrontando temi e mood molto differenti tra loro: l’amore, ma anche l’ironia, le difficoltà di essere musicisti oggi e l’incertezza del futuro, i problemi e, appunto, le soluzioni.

https://open.spotify.com/album/4pM5ZAQqoVbtSkRLSymT12

Abbiamo raggiunto il collettivo per scoprire qualcosa in più sulla loro recente uscita.

Ciao ragazzi, siamo molto curiosi di sapere come nasce “La soluzione”, i problemi che vi hanno spinto e la soluzione che avete trovato

Questo disco è nato spontaneamente, nel senso più stretto del termine.
L’esperienza di “Terapia di gruppo”, man mano che si susseguivano i concerti in giro, ha fisiologicamente intensificato sia i rapporti tra di noi che la sintonia artistica. “La Soluzione” è la consapevolezza di essere sulla strada giusta e di aver superato la tempesta.
Lo abbiamo partorito nelle pause tra una data e l’altra ed è stato impossibile frenare il flusso, così eccoci di nuovo qua!

Il vostro è un disco in cui si respirano mood e generi differenti. C’è un album che più di tutti vi ha ispirato in fase di creazione? 

Swimming di Mac Miller è un disco che ci ha ispirato già nel periodo del nostro lavoro precedente, è una costante dei nostri ascolti recenti. Le vere ispirazioni di questo album però si possono individuare direttamente dai sample e dal sound che abbiamo voluto imprimere nei pezzi. Queste nette connotazioni si delineano attraverso l’influenza  dei grandi compositori italiani di nostro riferimento che ci hanno appunto ispirato per questo disco.

A proposito di processo creativo, come lavorano in studio il collettivo Funk Shui Project e Davide Shorty?

Diciamo che non abbiamo un vero e proprio iter fisso, tutto può nascere da un’idea di ciascuno di noi anche se, normalmente, Natty Dub tira fuori dal cilindro qualche sample o direttamente qualche scheletro d’arrangiamento, Jeremy segue con le sue linee di basso ed il tutto passa nelle mani e nella penna di Davide. Ovviamente poi segue l’insert di tutti gli strumenti necessari e delle session di rifinitura in studio. Ma questo è un esempio, di fondo lasciamo che sia l’ispirazione a far scattare la scintilla per la creazione di ogni canzone.

La vostra traccia preferita dell’album e perché.

“La Soluzione”, perché è la più rappresentativa sia per come tratta la il tema della situazione sociale che il testo racconta, sia per il sound con il suo gusto classico ma che non rimane ancorato alla classicità come schema musicale.

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Pocket, la console per giocare e fare musica

Pocket, la console per giocare e fare musica

Emanuele D'Angelo · 2 giorni fa · Design

Un palmare portatile con sistema multi-video-gioco. Una postazione di lavoro audio digitale con sintetizzatore e sequencer integrati.
Pocket è tutto questo, perfetto per gli amanti dei videogiochi ma anche e soprattutto per chi vuole fare musica.

Con un design retrò molto simile ai primi Gameboy progettati da Nintendo, la piccola console progettata da Analogue ha uno schermo LCD in Gorilla® Glass da 3,5″, con una risoluzione di 1600×1440 px.

La console è inoltre compatibile con la libreria di cartucce di gioco del Game Boy, Game Boy Color & Game Boy Advance.
Pocket funziona anche con adattatori per cartucce per altri sistemi portatili. Come Game Gear, Neo Geo Pocket Color e Atari Lynx.

Possiede anche una postazione audio digitale integrata chiamata Nanoloop, è un sintetizzatore e un sequencer. Progettato anche per la creazione di musica e per le performance dal vivo, crea suoni di forma, stretch e morph.

Ieri, il giorno del lancio, è andato letteralmente a ruba, tutto sold-out dopo pochissimi minuti.

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Galaxy Unpacked 2020: tutte le novità firmate Samsung

Galaxy Unpacked 2020: tutte le novità firmate Samsung

Giulia Guido · 2 giorni fa · Design

È bastato un video di 15 secondi, pubblicato circa un mese fa, che mostra una S Pen Samsung da cui cola una goccia di metallo fuso per mandare in visibilio gli amanti e gli appassionati di tecnologia di tutto il mondo. Il teaser è stato realizzato per annunciare il Samsung Galaxy Unpacked 2020, un evento imperdibile che verrà trasmesso in streaming mercoledì 5 agosto alle ore 16.00 italiane.

Durante l’evento, Samsung svelerà le novità che usciranno nella seconda metà di quest’anno. Si tratta di un vero e proprio nuovo ecosistema di dispositivi Galaxy che, nonostante non siano ancora stati presentati ufficialmente, hanno già creato un’atmosfera di trepidante attesa.

Se vi siete incuriositi e non vedete l’ora di scoprire tutti i dettagli, le caratteristiche e il design delle novità Samsung, non vi resta che seguire la diretta streaming del Galaxy Unpacked 2020 che inizierà domani, mercoledì 5 agosto alle ore 16.00!

Registrati qui per non perderti la diretta streaming.

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Le tende di Dré Wapenaar  sospese sugli alberi

Le tende di Dré Wapenaar sospese sugli alberi

Emanuele D'Angelo · 1 giorno fa · Design

Se siete alla ricerca di una vacanza fuori dall’ordinario, il designer olandese Dré Wapenaar ha progettato delle tende a forma di goccia sospese tra gli alberi. Appese al di sopra del terreno e accessibili tramite una scala, le tende ad albero “Tranendreef” offrono una vacanza a stretto contatto con la natura.

In Belgio, come in Italia, quest’anno molti stanno decidendo di restare nelle vicinanze di casa e investire nel turismo del proprio paese per le vacanze estive.
Così l’area di Borgloon, famosa per il suo paesaggio verde mozzafiato, ha registrato un grande aumento delle prenotazioni. Qui si può soggiornare nella rovina aperta di Borgloon-Heers dove dal 2011 si trovano anche un gran numero di opere d’arte a cielo aperto.

Le tende “Tranendreef” sugli alberi di Dré Wapenaar sono dotate anche di mobili da campo che permettono di sedersi, lavarsi, usare la toilette e il barbecue progettati dall’artista Ardie Van Bommel.

Le tende sono pensate per garantire il massimo comfort e non sono in vendita per il grande pubblico perché sono considerate opere d’arte.
Ideate negli anni ’90 per supportare gli attivisti ambientali che cercavano di impedire l’abbattimento degli alberi, le tende sono state esposte a New York e in tutta Europa.

Le tende possono ospitare fino a due adulti e due bambini.
I costi si aggirano circa a 70 euro a notte, sono disponibili fino al 30 settembre e poi verranno rimosse.

Le tende di Dré Wapenaar sospese sugli alberi
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NOMOTO, l’irriconoscibile moto progettata da Joey Ruiter

NOMOTO, l’irriconoscibile moto progettata da Joey Ruiter

Emanuele D'Angelo · 6 giorni fa · Design

“Ci sono biciclette incatenate ai pali, muri con graffiti, il suono delle chiacchiere di un caffè. Quello che non si riconosce è il concetto di moto del designer Joey Ruiter.”

Designer pluripremiato e acclamato in tutto il mondo, Joey Ruiter si spinge oltre i confini per trasformare gli oggetti di uso quotidiano in prodotti tanto utili quanto stupefacenti. La sua prospettiva, il suo stile e il suo approccio unici sfidano i principi del design e ci portano a ripensare come vediamo le cose e cosa potrebbe essere possibile.

Secondo l’artista l’arte del design avviene quando si cambia il modo in cui le cose vengono percepite. Sfida le convenzioni e crea nuove storie, interazioni e la rarità che vogliamo e ricerchiamo.

Con la sua NOMOTO è riuscito a stupirci ancora con un design unico, quando si preme un pulsante, la moto si solleva, si apre e sbuca fuori un sedile. La moto diventa una tela per i graffiti, una panchina per un momento di riposo. Diventa quasi un elemento della città.

Il progetto di Ruiter non riguarda affatto una moto, ma l’ambiente in cui si trova. Si tratta di puro trasporto, qualcosa che fa parte del quartiere. Ruiter e il suo studio J.RUITER si occupano di “cercare di spingere il design al punto di non esserci”.

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