Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak

Un approfondimento su Gabriel Isak, il fotografo che usa le immagini come terapia introspettiva per sconfiggere la depressione.

avatar
31 Gennaio 2019

Gabriel Isak è un fotografo svedese che ha iniziato ad occuparsi di fotografia circa 12 anni fa, lo stesso periodo in cui ha affrontato la depressione per la prima volta, scoprendo che produrre immagini poteva essere un modo per esternare le sue emozioni più profonde.
La prima volta che lo abbiamo incontrato lo abbiamo fatto qui, a colpirci sono state le sue fotografie surreali e malinconiche, da lui considerate molto di più.

L’artista, infatti, ha iniziato a considerare la fotografia come terapia nel 2014, esplorando inconsciamente lo stato di depressione, ispirandosi alla psicologia, al surrealismo e ai paesaggi sacandinavi. Come lui stesso afferma:

“Il mio lavoro è molto personale ed è stato una sorta di terapia per combattere le mie emozioni e per superare le esperienze che ho avuto nel corso degli anni. Voglio che il mio lavoro faccia luce sulle esperienze di salute mentale e sul lato più oscuro e solitario del mondo di cui altrimenti non riusciremo a parlare mai.”.

Questa volta abbiamo avuto la possibilità di fare alcune domande a Gabriel riguardo il suo progetto e lui ci ha risposto così:

Come Magritte, nelle tue foto i volti dei soggetti non sono mai visibili chiaramente: c’è un significato particolare?

Quando ritraggo dei soggetti, il mio immaginario è per lo più anonimo; spesso mi servo di un simbolo per non mostrare i volti. Questo è un modo per non permettere l’identificazione dei personaggi all’interno delle immagini, ma per dare allo spettatore la possibilità di esplorare il suo mondo interiore ed, eventualmente, d’identificarsi.

Realizzi le tue foto in studio o in esterni?

Lavoro per lo più in esterni, quasi il 90% delle volte. Prediligo ambienti surreali, minimali e grafici in modo da renderli una tela bianca sulla quale posizionare figure e oggetti di scena in correlazione all’ambiente ideale per la mia storia. Lavoro in studio con lo stesso approccio e spesso mi servo della postproduzione per raggiungere il risultato sperato.

La prevalenza dei colori freddi ha un significato speciale?

Sono sempre stato attratto spontaneamente dai colori più freddi come il blu, che uso molto nel mio lavoro per ricreare un’atmosfera tranquilla, spesso ricollegabile a temi malinconici ed esistenziali.

Perché i personaggi maschili sembrano dei manichini, cosa stai cercando di trasmettere allo spettatore?

Voglio che le mie figure senza volto siano non classificabili e prive di genere, perché non voglio attribuire loro alcuna identità. Per me i soggetti rappresentano una parte di come vedo l’anima dell’uomo: rimuovo il guscio che li circonda e che li identifica per catturare la versione astratta di ciò che sono.

Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak  Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak   Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak Behind The Artwork – Un approfondimento su Gabriel Isak

Newsletter

Keep up to date!
Receive the latest news about art, music, design, creativity and street culture.
Share