Game of Thrones 8: l’analisi del quinto episodio “The Bells”

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14 Maggio 2019

Manca solo l’episodio finale, solo altri 79 minuti, e scopriremo come si concluderà la serie evento degli ultimi dieci anni, intanto rivediamo cosa è successo in “The Bells”.

Come sempre siamo qui a rivedere tutti i dettagli e gli aspetti che non saltano subito all’occhio della quinta puntata dell’ottava stagione di Game of Thrones, “The Bells”. Finalmente, l’episodio in cui vediamo la tanto citata “The Last War”, che ha diviso il pubblico tra chi si è appassionato a vedere Approdo del Re bruciare tra le fiamme di Drogon e chi, invece, si aspettava molto di più. Noi, ovviamente, non siamo qui a giudicare le scelte registiche e di sceneggiatura (anche se ancora non ci spieghiamo come abbiano fatto i Dothraki e gli Immacolati a moltiplicarsi da una puntata all’altra) ma a far luce su alcuni piccoli particolari che non possono passare inosservati, quindi iniziamo!

game of thrones the bells | Collater.al
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La sigla

Partiamo come sempre dalla sigla in cui, sebbene si veda Grande Inverno, non compare mai nella puntata, al contrario di Roccia del Drago, in cui è ambientata la prima parte dell’episodio, ma non si vede più nella sigla. Inoltre, già dalla sigla vediamo come Approdo del Re si sia preparata alla battaglia, infatti su tutte le mura sono stati posizionati decine e decine di Scorpion, ovvero le giganti armi inventate da Qyburn per uccidere i draghi.

La morte di Varys 

La puntata parte seguendo uno dei personaggi più interessanti e intriganti dell’intera saga, ovvero Varys, il Maestro dei Sussurri che sta scrivendo una lettera in cui dice che il vero erede al Trono di Spade è Jon Snow. Questo momento ci rimanda subito alla prima stagione, alla lettera che Nedd Stark scrisse a Stannis Baratheon per informarlo che Joffrey non era il figlio legittimo di Robert e che sarebbe dovuto succedere lui al fratello morto. Sfortunatamente fu proprio quella lettera una delle cause che scatenò la guerra per il trono. Sul tavolo si notano anche altre lettere già sigillate, ma nessuno può ancora dire se saranno una parte fondamentale nella prossima puntata. 

Vediamo poi, Varys consegnare la lettera a Martha, il cui volto non ci è per niente nuovo. Infatti il piccolo uccelletto del Maestro dei Sussurri era accanto a lui nella cripta di Grande Inverno durante la Lunga Notte. 

Sfortunatamente il percorso di questo personaggio si ferma pochi minuti dopo, quando il suo gioco viene svelato da Daenerys che, ancora profondamente sconvolta dalla perdita di Rhaegal, capisce di essere stata tradita da Jon Snow che ha rivelato la sua vera identità a Sansa, che lo ha detto a Tyrion, che a sua volta ha informato Varys, che era pronto per rendere la cosa pubblica. La Madre dei Draghi decide così di giustiziarlo, esattamente come gli aveva detto in passato.

Sebbene dispiaccia, la morte di Varys non è stata una sorpresa. Esattamente nello stesso posto, a Roccia del Drago, Melisandre gli predisse che sarebbe morto in terra straniera, noi aspettavamo solo di scoprire dove. 

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La visione di Bran 

Dato che “deve esserci sempre uno Stark a Grande Inverno”, Bran non appare in questa puntata, ma non per questo non ci fa pensare a lui. All’inizio della quarta stagione, infatti, Bran, ancora in compagnia di Hodor, Jojen e Meera, ebbe una visione confusa di scene passate e scene future, tra queste ultime due si sono rivelate di fondamentale importanza. 

La prima è quella in cui vedeva l’ombra di un enorme drago sorvolare Approdo del Re, cosa che in questa puntata si è avverata. 

Nella seconda, invece, vedeva la sala del Trono di Spade distrutta, senza più soffitto e vetrate, completamente ricoperta di quella che al tempo pensavamo fosse neve e oggi crediamo sia cenere. 

Ma non è l’unico ad aver avuto questa visione, anche Daenerys quando, per cercare i suoi draghi rubati da Pyat Pree, entrò nella Casa degli Eterni e, scegliendo una delle tante porte, entrò esattamente in quella sala del Trono di Spade coperta di cenere che poi sarebbe apparsa a Bran e che speriamo di vedere nella prossima settimana.

Cersei

Dopo la quasi totale assenza di Cersei nelle puntate precedenti in questa la ritroviamo sempre alla stessa finestra, guardando dall’alto Approdo del Re, finché anche lei deve arrendersi all’evidenza, al fatto che sta perdendo. Spronata da Qyburn e scortata dalla Montagna, tenta di rifugiarsi nei sotterranei e dopo aver perso entrambi i suoi uomini, finalmente ritrova Jaime. Non è un caso che i due fratelli si ricongiungano esattamente nello stesso punto in cui Jaime decise di non appoggiare la sorella, lasciandola da sola. 

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Sperando ancora di riuscire a fuggire, i due fratelli scendono nei sotterranei dove, sfortunatamente, non riusciranno a salvarsi.  

Con la morte di Cersei non possiamo non pensare alla profezia del Valonqar. La prima parte la ricordiamo tutti: 

“Non sposerai mai il Principe, sposerai il Re. 

Sarai Regina fino a quando non ne verrà un’altra, più giovane e più bella di te, a distruggerti e portarti via tutto ciò che hai di più caro. 

Il Re avrà 20 figli tu ne avrai tre. D’oro saranno le loro corone, d’oro i loro sudari”. 

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Effettivamente tutto ciò che le venne predetto si è poi realmente realizzato, ma esiste anche una seconda parte della profezia, che non viene citata nella serie, ma solo nei libri.

“E quando sarai annegata nelle tue stesse lacrime, il Valonqar chiuderà le mani attorno alla tua gola bianca e stringerà finché non sopraggiungerà la morte”. 

In parte, anche questa seconda profezia si è avverata, infatti, in valiriano “Valonqar” vuol dire “fratello minore” e, anche se inizialmente si pensava si riferisse a Tyrion, ora sappiamo che il “fratello minore” a cui si riferiva era Daenerys.

La musica

Nel momento di più alto pathos dell’episodio, ovvero quello della morte di Jaime e Cersei, in sottofondo suonano le note della canzone “The Rain of Castamere”, la stessa che venne suonata dai musici durante le Nozze Rosse. 

Cleganebowl

Era da sette stagioni che aspettavamo la resa dei conti tra i fratelli Clegane e (almeno questa) non ci ha deluso, sia perché vediamo in faccia la Montagna, o almeno quello che rimane di lui, sia perché, quella del Mastino è stata una delle morti più onorevoli. Dopo aver tentato in tutti i modi di togliere la vita al fratello, anche pugnalandolo in mezzo agli occhi, esattamente come Arya aveva detto avrebbe fatto con lui, Sandor, ormai in fin di vita, capisce che l’unico modo per farla finita è lanciarsi dalla torre, dritto tra le fiamme, sconfiggendo così la sua paura del fuoco.

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Cameo di Aaron Rodgers

Dopo otto stagioni, sappiamo che non di rado, tra i figuranti compaiono personaggi noti, spesso fan della serie. In questo episodio, stando molto attenti, possiamo notare un piccolo cameo di Aaron Rodgers, giocatore della NFL e appassionato di Game of Thrones, nel ruolo di un soldato della Compagnia Dorata.

A questo punto, dopo le morti di Varys, Qyburn, Euron Greyjoy, Il Mastino, La Montagna, Cersei e Jaime, aspettiamo di vedere come verrà accolta la nuova Regina che, però, sembra aver perso tutti i suoi sostenitori e anche tutti i suoi fan.

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Decidiamo quindi di sbilanciarci, sperando che la scena di chiusura, con Arya che, tra le strade di quella che sembra il lontano ricordo di Approdo del Re, in sella a un cavallo bianco (che dal pubblico è stato ricoperto forse da troppi significati), sia un segno di speranza e che la ragazza senza nome ci sorprenda come ha fatto con i Re della Notte.

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