Qualcuno faccia delle triangolazioni geografiche e mi confermi che nel punto esatto che si trova a metà tra Giappone e Francia cè una ragazza che si chiama Gloria Pizzilli.

Perché secondo me è proprio così; secondo me a metà tra il burlesque francese e i manga giapponesi ci sono i disegni di Gloria, giovane illustratrice e graphic designer toscana, che ama le polpette, le storie pulp, le righe, il nero e poi basta, mi scrive (ma dai Gloria, e poi basta? Non ti credo!)
Mi colpiscono le donne di Gloria, la loro femminilità palpabile fatta di curve morbide che sembrano abbracci e con Gloria ho avuto proprio modo di parlare di loro, delle sue protagoniste.
Le mie donne non hanno vestiti e fanno un po quello che vogliono. Hanno le sopracciglia spesse e non hanno padroni.
Donne libere di essere nude e belle, senza regole e senza obbedire a stereotipi. Come Eva, la donna archetipo che per Gloria è la prima donna, non solo in senso biblico. È la ragazza che diventa donna.
La Eva di Gloria gioca nuda con il serpente tentatore, ma il peccato non ha nulla a che fare con lei e il serpente diventa solo il suo complice nel manifestarsi malizioso e sapiente della sua legittima vanità.
Non cè giudizio. Non cè peccato.
Eva fluttua con fare sinuoso volutamente privo di sfondo perché è un progetto spirituale. Come Love.
Dall’unione carnale di due persone con un’intesa chimica perfetta qualcosa si muove e parte il processo vitale. Sono le stesse essenze delle due persone che diventano nuovo DNA.
Love è un abbraccio di essenze che fondendosi generano nuova vita, i due filamenti di DNA continuano a fare l’amore in un processo creativo al confine tra chimica e magia.
Gloria è capace di unire sensualità e maternità facendoci vedere uno spicchio di femminilità: uno spicchio con le labbra carnose e i capelli fluenti, con il seno scoperto e latteggiamento tronfio di chi sa che non deve vergognarsi di nulla.
Godetevela.















