Art World Stress Test, la Terra sotto pressione secondo DAMN TRUE
ArtAI

World Stress Test, la Terra sotto pressione secondo DAMN TRUE

-
Buddy

A prima vista sembra una grande installazione scultorea: una mappa della Terra è tesa, compressa e deformata da una struttura di morsetti industriali, cavi e supporti metallici. Ogni elemento sembra impedirne il cedimento, ma allo stesso tempo contribuisce ad alterarne la forma. È proprio questa ambiguità a costituire il centro di World Stress Test, opera realizzata in AI dall’artista russo DAMN TRUE.

Il pianeta non viene rappresentato come un corpo solido, ma come una superficie fragile, simile a un tessuto sottoposto a forze contrarie. I continenti sono ancora riconoscibili, ma hanno perso le proporzioni e la stabilità con cui siamo abituati a osservarli. 

La struttura che circonda la mappa ricorda contemporaneamente un macchinario industriale, uno strumento di tortura o un caotico set improvvisato con stativi in equilibrio. Potrebbe servire a misurare la resistenza del pianeta, a mantenerlo in vita, a reggerne il peso, oppure a portarlo fino al punto di rottura. È qui che l’opera diventa una metafora del nostro rapporto con la Terra. Ogni intervento umano nasce dalla volontà di utilizzare, sfruttare, organizzare, correggere o anche preservare il pianeta, ma lascia inevitabilmente un segno sulla sua superficie. Le strutture che costruiamo per sostenerlo possono trasformarsi in nuove forme di pressione. Ogni punto di appoggio impedisce il collasso, ma produce anche una nuova deformazione.

Il titolo, World Stress Test, richiama le prove utilizzate per verificare quanto un materiale, un organismo o un sistema riesca a sopportare prima di cedere. Un esperimento con cui la Terra è sottoposta a pressioni ambientali, economiche e politiche, da un essere umano convinto di poter controllare ogni conseguenza.

DAMN TRUE, nato nel 1994 e attivo a Balakovo, è un artista che lavora al confine tra mezzi digitali e fisici, utilizzando intelligenza artificiale, collage, fotografia e manipolazione dell’immagine. Definisce la propria ricerca P[AI]NTING ART. Per lui l’intelligenza artificiale non rappresenta un autore autonomo, ma uno strumento con cui produrre errori, distorsioni e immagini difficili o impossibili da realizzare nella realtà. Nelle sue opere ricorrono temi come la memoria, la scomparsa, il rumore digitale e la ricerca di autenticità in un mondo trasformato in interfaccia.

Anche World Stress Test vive in questa zona ambigua. Pur assumendo l’aspetto di una scultura monumentale, l’opera è presentata come parte della ricerca P[AI]NTING ART. L’immagine non mostra qualcosa che esiste, ma qualcosa che potrebbe esistere e che, proprio per questo, riesce a rendere visibile una condizione reale.

La domanda lasciata aperta dall’opera non è soltanto quanto ancora il pianeta possa resistere ma quanto le mani che cercano di sostenerlo lo stanno deformando.

ArtAI
Scritto da Buddy

Editor's Picks

x
Ascolta su